Salmo 33

Cantare a Dio un canto "NUOVO"

       con larpa canta Davide 

                                                               CON L'ARPA A DIECI CORDE A LUI CANTATE

                                                                 CANTATE, O SANTI, UN CANTICO NUOVO

Un canto è nuovo quando esplode irrefrenabile,
quando compone una lode inaudita,
quando si canta all'amore sempre nuovo di Dio
quando si fa voce del sempre sonante mare,
voce della sempre nuova lode delle creature,
quando soprattutto canta le ultime cose.

 

1 Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
2 Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.
3 Cantate al Signore un canto nuovo,
con arte suonate la cetra e acclamate,
4 perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
5 Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra.
6 Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
7 Come in un otre raccoglie le acque del mare,
chiude in riserve gli abissi.
8 Tema il Signore tutta la terra,
tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,
9 perché egli parlò e tutto fu creato,
comandò e tutto fu compiuto.
10 Il Signore annulla i disegni delle nazioni,
rende vani i progetti dei popoli.
11 Ma il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.
12 Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
13 Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini;
14 dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
15 lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere.
16 Il re non si salva per un grande esercito
né un prode scampa per il suo grande vigore.
17 Un'illusione è il cavallo per la vittoria,
e neppure un grande esercito può dare salvezza.
18 Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
19 per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
20 L'anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
21 È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
22 Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

COMMENTI

RAVASI

L'uomo della Bibbia non vede mai l'universo come «natura» ma come «creato», in esso egli scopre il segno d'una parola suprema ed efficace, quella del Creatore. Il nostro salmo esprime liricamente questa tesi teologica attraverso un inno alla parola divina creatrice, all'azione nel cosmo, e alla parola divina provvidente, all'azione nella storia. Questa ovazione corale sale dalla terra come risposta riconoscente del fedele che contempla l'opera mirabile che Dio intesse nel caos della materia e del tempo. Il poema è retto dalla simbologia cosmologica classica: i cieli sono come una cupola metallica stesa da Dio, i mari sono raccolti in immensi contenitori così da non attentare allo splendore della terraferma, gli abissi con le loro acque sono racchiusi in un otre... Chi si appoggia al Creatore non deve temere il caos cosmico e le «armate invincibili» della storia: «solo in lui è il vero conforto, in lui solo la nostra fiducia» (v. 21).

GIOVANNI NICOLINI

I primi tre versetti di questo Salmo sono un grande invito alla lode di Dio, e preannunciano (ver.3) che si tratta di un "canto nuovo". Contro tutti i pensieri e i progetti "vecchi" degli uomini, il Signore propone un volto nuovo e una nuova interpretazione della storia. Per questo anche questo canto – questo stesso Salmo! – è un canto nuovo.
La Parola del Signore è il soggetto principale di questa preghiera. Osserviamo con attenzione il ver.4: la Parola del Signore è retta, è giusta, è buona, e quindi (!!) ogni opera di questa Parola è coerente, è il frutto di questa buona parola. Questo è molto importante perchè dice che tutto il creato porta in sè un'intenzione, una direzione che Dio vi ha posto nel suo atto creatore. Dunque, proclama il ver.5, siccome il Signore "ama la giustizia e il diritto", la terra è "piena dell'amore del Signore". E' come quando Vincenzo Balzani ci spiega la faccenda del tè che sua moglie gli prepara: bollitura dell'acqua, reazione della polverina, temperature...tutto è un processo scientifico insito nella natura creata, ma la scienza non può da sola spiegare che il senso profondo di quello che bolle nel pentolino del tè è soprattutto l'amore della Carla per suo marito, e quindi l'affetto di un tè per dargli sollievo nella sua stanchezza. La preparazione del tè e l'amore della Carla per Vincenzo non devono essere scissi. Per questo la tradizione esegetica ebraica del ver.7 vede in quelle acque del mare raccolte "come in un otre" un'allusione al passaggio del Mar Rosso nella liberazione degli ebrei dal dominio egiziano. Tutta la creazione deve quindi essere osservata e trattata, secondo il ver.8, nel timor di Dio, cioè nella consapevolezza che tutto quello che esiste fa parte del suo disegno d'amore per l'umanità. Perchè tutto viene da Lui (ver.9).
Per questo c'è un "giudizio evangelico" sui disegni delle nazioni confrontati con "il disegno del Signore": così i vers.10-11. I vers.12-15 sono la meravigliosa proclamazione della signorìa del Signore su tutta l'umanità: Egli ha plasmato il cuore di ogni uomo. In mezzo a tutta l'umanità c'è una nazione particolare, è il popolo di Dio, cui il Signore ha rivelato tutto questo per il bene dell'intera umanità: beata quella nazione! I vers.16-17 dicono quanto siano vani i disegni dei poteri mondani, che vogliono affermare la potenza dei potenti. I vers.18-19 proclamano la grande alternativa rispetto a questi imperi del mondo: chi teme Dio e spera nel suo amore conosce il grande progetto di Dio di liberare ogni uomo e donna della terra dal dominio della morte e di nutrirli con il pane vivo capace di saziare ogni fame!
Come era iniziato, il Salmo finisce con una nuova grande lode al Signore, piena di fiducia, di gioia e di speranza in Lui.

FIGLIE DELLA CHIESA

Questo salmo è considerato un "inno alla Divina Provvidenza". È un "canto nuovo" messo in bocca ai giusti e ai retti, che sono il popolo felice che Jahwèh si è scelto per sua eredità. In esso si celebra, insieme alla onnipotenza creatrice della parola di Jahwèh e al suo sovrano dominio sulle vicende del mondo, l'onniveggente provvidenza del suo "occhio" per il bene e la difesa di quanti confidano in lui.
Il salmo consta di 22 versetti, come le lettere dell'alfabeto ebraico. Tra gli elemento strutturanti ricordiamo che la voce "Signore" ricorre per ben 13 volte su 22 distici. La voce "grazia" ricorre nei vv. 5.18.22 e l'universo è richiamato dalla parola "terra" nei vv. 5.8.14, mentre la voce "cielo" ricorre nei vv. 6.13 e "mare" nel v. 7. Il panorama del salmo parte dall'universale (mondo e nazioni) e si restringe al particolare (popolo d'Israele).

Divisione: appello introduttivo alla lode (vv. 1-3); il cantico nuovo (vv. 4-19); risposta del popolo fedele con l'augurio conclusivo (vv. 20-22).
Il salmo può essere diviso, per quanto riguarda il contenuto, in quattro parti, in cui si celebrano: a) l'opera della creazione eseguita con la forza onnipotente della "parla" di Jahwèh (vv. 4-9); b) la stabilità del suo "piano" salvifico, nonostante tutto e tutti (vv. 10-12); c) l'onniveggenza dell'occhio di Jahwèh, il cui sguardo indagatore non si ferma in superficie, ma penetra nella parte più recondita dell'essere umano, il cuore (vv. 13-15); d) infine l'amorosa sollecitudine di Dio per la "salvezza" dei suoi fedeli (vv. 16-19).

La tristezza non s'accompagna con la lode, ma con la lamentosità, e dunque bisogna mantenersi nella gioia per lodare il Signore, e del resto lodare il Signore mantiene nella gioia, quella vera, che non è euforia, ma realtà dell'amore.
Il salmista esorta ad allontanarsi dalla tristezza accompagnando la lode con la cetra, con l'arpa a dieci corde. La lode sia canto. Canto che nasce dall'amore, dal cuore, da un cuore puro. Non canto di bella voce, ma canto di bel cuore. "Cantate un canto nuovo", esorta il salmista; il che vuol dire che il canto sia nuovo nell'amore. Si potranno usare le stesse parole, ma il canto sarà sempre nuovo se avrà la novità dell'amore. Non c'è atto d'amore che non possa dirsi nuovo se fatto con tutto il cuore.

Dossologia

La Parola che stava in principio,
la Parola per cui sono i mondi,
la Parola che vive nel Cristo
adoriamo ora tutti in silenzio.

Preghiera

Dio, noi sappiamo che dalla tua segreta dimora nei cieli tutto vedi e scruti e nulla mai ti sfugge, ti chiediamo di essere sempre da te guardati come tu guardavi la creazione appena uscita dalle tue mani, per cui tutto era buono; ti chiediamo di guardarci come guardavi la Vergine Madre e i tuoi giusti, per cui hai operato in loro «cose grandi»; e insieme ti chiediamo di essere noi capaci di scorgerti e di vederti in ogni creatura: così anche noi canteremo con loro il nostro Magnificat. Amen.

    

 

Inserito da  Giovedì, 31 Luglio 2014 Letto 1655 volte
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