Salmo 35

Il Signore salva nella persecuzione

persecuzione dei cristiani di oggi 2

PERSECUZIONE DEL GIUSTO 

E tu non vedi nulla, Signore?  Come, Signore, può pregare un povero in una «società a delinquere», in queste bande di prevaricatoriPossono mai salvarsi dalle calunnie, dalla mala informazione, dalle conferenze-stampa dei potenti? E in quale giustizia potranno confidare?

« Vi odieranno, e vi insulteranno, e vi perseguiteranno,
e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi...». (Matteo 5,11-12)

1 Di Davide.
Signore, accusa chi mi accusa,
combatti chi mi combatte.
2 Afferra scudo e corazza
e sorgi in mio aiuto.
3 Impugna lancia e scure contro chi mi insegue;
dimmi: «Sono io la tua salvezza».
4 Siano svergognati e confusi
quanti attentano alla mia vita;
retrocedano e siano umiliati
quanti tramano la mia sventura.
5 Siano come pula al vento
e l'angelo del Signore li disperda;
6 la loro strada sia buia e scivolosa
quando l'angelo del Signore li insegue.
7 Poiché senza motivo mi hanno teso una rete,
senza motivo mi hanno scavato una fossa.
8 Li colga una rovina improvvisa,
li catturi la rete che hanno teso
e nella rovina siano travolti.
9 Ma l'anima mia esulterà nel Signore
e gioirà per la sua salvezza.
10 Tutte le mie ossa dicano:
«Chi è come te, Signore,
che liberi il povero dal più forte,
il povero e il misero da chi li rapina?».
11 Sorgevano testimoni violenti,
mi interrogavano su ciò che ignoravo,
12 mi rendevano male per bene:
una desolazione per l'anima mia.
13 Ma io, quand'erano malati, vestivo di sacco,
mi affliggevo col digiuno,
la mia preghiera riecheggiava nel mio petto.
14 Accorrevo come per un amico, come per un mio fratello,
mi prostravo nel dolore come in lutto per la madre.

15 Ma essi godono della mia caduta, si radunano,
si radunano contro di me per colpirmi di sorpresa.
Mi dilaniano di continuo,
16 mi mettono alla prova, mi coprono di scherni;
contro di me digrignano i loro denti.
17 Fino a quando, Signore, starai a guardare?
Libera la mia vita dalla loro violenza,
dalle zanne dei leoni l'unico mio bene.
18 Ti renderò grazie nella grande assemblea,
ti loderò in mezzo a un popolo numeroso.
19 Non esultino su di me i nemici bugiardi,
non strizzino l'occhio quelli che, senza motivo, mi odiano.
20 Poiché essi non parlano di pace;
contro gente pacifica tramano inganni.
21 Spalancano contro di me la loro bocca;
dicono: «Bene! I nostri occhi hanno visto!».
22 Signore, tu hai visto, non tacere;
Signore, da me non stare lontano.
23 Déstati, svégliati per il mio giudizio,
per la mia causa, mio Dio e Signore!
24 Giudicami secondo la tua giustizia, Signore, mio Dio,
perché di me non debbano gioire.
25 Non pensino in cuor loro: «È ciò che volevamo!».
Non dicano: «Lo abbiamo divorato!».
26 Sia svergognato e confuso chi gode della mia rovina,
sia coperto di vergogna e disonore chi mi insulta.
27 Esulti e gioisca chi ama il mio diritto,
dica sempre: «Grande è il Signore,
che vuole la pace del suo servo».
28 La mia lingua mediterà la tua giustizia,
canterà la tua lode per sempre.

COMMENTI

RAVASI

«Tu hai visto, Signore, non startene muto, non fare l'assente, il lontano»: la protesta sincera, quasi provocatoria, di un perseguitato che si sente dimenticato da Dio e in balia di belve ruggenti è il tono fondamentale di questa supplica indirizzata al Dio guerriero armato di scudo, di corazza, di lancia e di scure (vv. 2-3).

Il lamento del poeta è simile ad una melopea orientale che, a ondate successive, ritorna sugli stessi temi accendendone la passione. Per tre volte, infatti, si lancia un appello a Dio, si impreca contro i persecutori crudeli, si dipinge l'amara vicenda personale, si approda alla certezza dell'esaudimento (vv. 1-10; 11-18; 19-28).

«Le porte del mondo in cui viviamo sembrano recare il blasone dei demoni. ..Dio stesso sembra dirigere la commedia o assistervi indifferente. Ma questo avviene perchè Dio si nasconde e attende di essere scoperto e ammesso alla nostra vita» (J.A. Heschel). Se è cercato e ammesso, il Signore ribalta la storia e si svela come il Dio dei poveri e degli oppressi.

don GIOVANNI NICOLINI

Un bellissimo commento di S.Agostino a questo Salmo ci ricorda che il "salmista", cioè chi proclama la preghiera dei Salmi, è il Signore "totale", cioè sia quello che è nella gloria del cielo, sia quello che è con noi e in noi sulla terra. E' dunque Lui che ci visita e ci coinvolge nella sua preghiera al Padre.Ci invita ad accogliere lo straordinario regalo per il quale noi ci uniamo alla sua Parola e alla sua voce.
In questo Salmo il "nemico" è il traditore, quello con il quale abbiamo avuto un rapporto buono, e ora ci tradisce e in tanti modi ci insidia e ci colpisce. I vers.1-3 chiedono esplicitamente la partecipazione diretta di Dio in un frangente che coglie il salmista in tutta la sua debolezza. Chiede di poter ascoltare dal Signore :"Sono io la tua salvezza". Ricordiamo sempre che il paradigma essenziale dell'esistenza umana ha sempre tre protagonisti: l'uomo con tutta la sua povertà e debolezza; il "nemico" che è sempre più forte di lui; e il Signore che ama l'uomo e lo protegge e combatte per lui una battaglia che altrimenti sarebbe irrimediabilmente perduta.
Già le espressioni del ver.4 "attentano alla mia vita" e " "tramano la mia sventura", alludono ad un'aggressione operata attraverso il tradimento, e questo è confermato esplicitamente al ver.7, dove ascoltiamo che "senza motivo", cioè senza nessuna connesione logica con quello che si pensava e che era, "mi hanno teso una rete" e "mi hanno scavato una fossa", un tranello e una trappola. Ma, come hanno tramato, così vengano travolti dal loro stesso tranello: "li catturi la rete che hanno teso". Questo mi ricorda 1Corinti 2,8 dove si dice che se i dominatori di questo mondo avessero conosciuta "la sapienza della Croce", "non avrebbero crocifisso il Signore della gloria". La Croce che doveva essere la loro vittoria contro Gesù è diventata il principio della loro sconfitta.
Il Salmista ha fiducia nel suo Signore e già ora proclama la sua lode per quello che il Signore opererà per lui: "Chi è come te Signore che liberi il povero dal più forte, il povero e il misero da chi li rapina?"(ver.10).
E ancora, ai vers.11-14, si descrive con ampi particolari il drammatico contrasto tra quello che l'orante ha fatto per coloro che ora lo hanno tradito. Essi sono ora testimoni violenti e insidiosi, che rendono "male per bene"(ver.12). Eppure, "quando erano malati", il salmista si era vestito di sacco condividendone la prova con il digiuno e la preghiera, e accorrendo in loro aiuto "come per un amico...per un fratello"(ver.14), condividendone il dolore "come in lutto per la madre"!

Questo mi suggerisce oggi la preghiera di questo salmo e con questo salmo: che dono è la fede! Come è facile e rischioso stravolgerne il senso profondo! Tutto questo è provocato in me dalla densità e dalla drammaticità delle parole che in questa seconda parte del Salmo descrivono la situazione negativa che il salmista subisce o che teme. Tutta questa negatività della vita egli può consegnarla ad un "tu" che lo conosce, e che egli pure, magari molto vagamente, conosce! Questo "tu" è Dio.
Il non credente – e quindi pure il "non credente" che è anche in ciascuno di noi come dubbio, come fragilità della nostra fede, come negazione della fede..., perchè il credente è incessantemente esposto alla non-fede – questo non credente vive in una condizione che provo a ricordare con voi, pur scusandomi della superficialità e della banalità dei miei pensieri. Il non credente pensa di essere solo davanti alla sua vita. Addirittura, solo davanti al suo "destino". Quindi quello che è bello e buono è conquista sua, e magari anche merito di qualcuno che gli vuole bene. Ma questo "bello e buono" della sua vita è continuamente esposto all'insidia e all'assalto del "male". Perchè questo "male" esiste anche per il non credente! Molto male lo si può attribuire a qualcuno...ma alla fine siamo confrontati con un "Male" più grande di noi che nessuna forza nostra o di altri può fermare. Ebbene, il non credente – quello che è anche in noi...- di fronte al Male è solo! Non c'è Qualcuno cui dire, come ascoltiamo dal Salmo: "Fino a quando, Signore, starai a guardare? Libera la mia vita dalla loro violenza..."(ver.17). E poi:"Ti renderò grazie nella grande assemblea, ti loderò in mezzo a un popolo numeroso"(ver.18). E ancora: "Signore, tu hai visto, non tacere; Signore, da me non stare lontano"(ver.22), e ancora i vers.23-24. E infine, ai vers.27-28: "Grande è il Signore, che vuole la pace del suo servo. La mia lingua mediterà la tua giustizia, canterà la tua lode per sempre".
Pur nella nostra poca fede, noi abbiamo questo Dio come supremo interlocutore della nostra vita: Lui che ci parla di Sè e di noi. Lui che ci rivela profondità del nostro essere e i misteri della vita che non potremmo da soli neppure sfiorare. Lui che incessantemente ci restituisce al perdono e alla pace. Lui che ci consente di adirarci con Lui fino a bestemmiarlo, e viene a visitarci anche quando non lo aspettiamo e neppure lo vogliamo....Lui cui possiamo parlare. Lui che preghiamo.
E' tremendo pensare a come rischiamo noi "credenti" di deviarne questo volto, facendo di Lui, solo o quasi solo, un giudice della vita, un legislatore severo, e quindi un pericolo, o addirittura un'angoscia. Mai abbastanza, Signore, ti diciamo che sei buono e che infinita è la tua misericordia. Mai abbastanza abbiamo affetto e compassione per il nostro fratello che ci dice di non credere. Mai siamo abbastanza delicati con lui che deve camminare da solo. Non abbiamo idea di quale sia il baratro lungo il quale cammina. O meglio, abbiamo questa idea, perchè anche noi dobbiamo spesso camminare sul ciglio del baratro. Ma anche allora possiamo gridare "Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto".

padre PAOLO BERTI- francescano

Il salmo inizia con un'invocazione di difesa: "Signore, accusa chi mi accusa, combatti chi mi combatte".
Si tratta di un innocente che è trascinato davanti a un tribunale. Tutto è organizzato per demolire il suo morale e distruggerlo "legalmente".
La reazione a tanto dolore è forte e viene omessa dalla recitazione in Cristo perché presenta lati di risentimento, di astio, verso gli avversari, estranei al comando e all'esempio di Cristo.
Ma l'innocente perseguitato ha ferma fiducia di essere esaudito dal Signore: "Ma l'anima mia esulterà nel Signore e gioirà per la sua salvezza".
L'innocente perseguitato ricorda i momenti terribili della comparizione in tribunale: "Sorgevano testimoni violenti, mi interrogavano su ciò che ignoravo". Un vero tradimento, perché di quei "testimoni violenti" egli ne aveva condiviso i momenti difficili: "Io quand'erano malati, vestivo di sacco, mi affliggevo col digiuno".
Ma, ecco, che oltre ad essere stato accusato in tribunale si trova prigioniero di fronte ai loro insulti e scherni: "Mi dilaniano di continuo,mi mettono alla prova, mi coprono di scherni".
Ma l'innocente non è solo, ha chi è con lui e soffre con lui, cosicché dice: "Esulti e gioisca chi ama il mio diritto".
Nel superamento della prova egli loderà Dio per la sua giustizia, poiché egli non abbandona mai l'umile che ricorre a lui: "La mia lingua mediterà la tua giustizia,
canterà la tua lode per sempre".

 

Dossologia

A lui che senza ragione è colpito,
vera immagine di ogni innocente,
o innocenti, cantate con gioia
e sia questa la vostra vittoria.

Preghiera

Signore, c'è sempre qualcuno che si sente solo e abbandonato: è per lui che noi ti preghiamo; e un altro è troppo calunniato, braccato, offeso, indifeso, Signore: per lui noi ti preghiamo; e altri che pure si era dedicato al bene dei fratelli; e altri che non ha fatto se non del bene nella vita, e ora non riceve che male: perchè non abbia a pentirsi di avere riposto in te la fiducia, noi ti preghiamo, Signore; perchè almeno i santi e i giusti non abbiano a perdersi d'animo,
noi ti preghiamo, Signore. Amen.

 

Inserito da  Sabato, 16 Agosto 2014 Letto 1116 volte Ultima modifica il Sabato, 16 Agosto 2014
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