Salmo 45

Le nozze del Re

nozze del re

CARME NUZIALE

Ma non c'è che un unico amore, Festa di nozze, ipostasi dell'Alleanza, la più vera passione di Dio, E molti i canti. Canto di nozze per tutta la natura: «O mia colomba che stai nelle fenditure delle rocce, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso.,.».
Canto di nozze per Israele: «Passai vicino a te e ti vidi,' ecco, la tua età era l'età dell'amore,' io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità".». E il canto per il viaggio di nozze della nuova figlia di Sion, «appena l'Angelo se ne partì da lei»:
«Cosa, o Donna, ti spinse al viaggio
con dentro al cuore l'annuncio divino?
Come gazzella sui monti correvi
e al tuo passaggio esultava il creato
... anche le fronde parevan chinarsi,
O fiumi e selve battete le mani
a lui che passa pur chiuso nell'arca»"...
Canto di nozze per tutta l'umanità: per noi, anima ed anima, tutti chiamati per nome alle nozze. E lui il più bello tra tutti i figli dell'uomo, il Figlio della bellissima.

 

1 Al maestro del coro. Su "I gigli". Dei figli di Core. Maskil. Canto d'amore.
2 Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce.
3 Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia,
perciò Dio ti ha benedetto per sempre.
4 O prode, cingiti al fianco la spada,
tua gloria e tuo vanto,
5 e avanza trionfante.
Cavalca per la causa della verità,
della mitezza e della giustizia.
La tua destra ti mostri prodigi.
6 Le tue frecce sono acute -
sotto di te cadono i popoli -,
colpiscono al cuore i nemici del re.
7 Il tuo trono, o Dio, dura per sempre;
scettro di rettitudine è il tuo scettro regale.
8 Ami la giustizia e la malvagità detesti:
Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni.
9 Di mirra, àloe e cassia
profumano tutte le tue vesti;
da palazzi d'avorio ti rallegri
il suono di strumenti a corda.
10 Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.
11 Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
12 il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.
13 Gli abitanti di Tiro portano doni,
i più ricchi del popolo cercano il tuo favore.
14 Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d'oro è il suo vestito.
15 È condotta al re in broccati preziosi;
dietro a lei le vergini, sue compagne,
a te sono presentate;
16 condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re.
17 Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai prìncipi di tutta la terra.
18 Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni;
così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre.

COMMENTI

RAVASI

Questo raffinato carme nuziale, scritto forse per le nozze del re d'Israele Acab e di Gezabele, principessa fenicia di Tiro (vedi il v. 13), che tanti lutti porterà al popolo del regno settentrionale ebraico, è come un Cantico dei cantici in miniatura. Due meravigliosi cammei contengono il ritratto del giovane re appena consacrato e abbigliato in alta uniforme militare (vv. 4-10) e quello della regina che, nello splendore dei suoi broccati e avvolta in una nuvola di profumi, sta col corteo per giungere al palazzo reale. Il poeta di corte, autore del poema, dà voce a tutto Israele in una benedizione-augurio (vv. 17 -18) per un amore fecondo e felice. Questo canto della gioia, della bellezza e dell'amore, riletto già in chiave messianica (lo sposo è il Messia-Cristo e la sposa è Israele-Chiesa) dalla tradizione giudaica e cristiana, è stato applicato liberamente dalla liturgia cattolica a Maria. In realtà esso è soprattutto la celebrazione della bellezza suprema dell'amore che rende re e regina ogni sposo e ogni sposa, come insegna il Cantico dei cantici.

don GIOVANNI NICOLINI

E' un canto d'amore che mi piace possa interpretare diverse situazioni. Certo, principalmente mi sembra si riferisca all'amore nuziale che, secondo molti testi biblici, simboleggia in modo forte ed essenziale la comunione d'amore tra Dio e il suo Popolo. Ma nella figura della sposa che incontriamo dal ver.10 si può cogliere anche la realtà di ogni credente, e peraltro si può vedere in essa la profezia dell'amore di Dio che in Gesù si estende all'intera umanità. Chiediamo dunque al Signore la grazia di poterlo oggi pregare nella gioia del suo amore per noi. Questo ci aiuterà a tenerci lontani da una "riduzione" fredda e non vera del rapporto con Dio come limitato e prigioniero di uno schema etico che da solo non può certamente esprimere la divina bellezza della nostra condizione!
Tutto questo è per noi potentissima immagine di Gesù, "il più bello tra i figli dell'uomo"(ver.3). Ogni preghiera – essa pure dono di Dio! – si interpreta allora con le parole del ver.2: "Liete parole mi sgorgano dal cuore: io proclamo al re il mio poema, la mia lingua è come stilo di scriba veloce". In modo particolare è questa la fisionomia di questo Libro, il Salterio, divino poema che raccoglie tutto il mistero di Dio e del suo amore per l'umanità, sintesi suprema di tutta la rivelazione ebraico-cristiana!
I vers.4-8 descrivono questo sposo come un guerriero vincitore su ogni forza negativa e nemica. Ma si tratta di un guerriero del tutto particolare, che "cavalca per la causa della verità, della mitezza e della giustizia"(ver.5). E' potenza buona che provoca la caduta dei popoli e di tutti i nemici e li trasforma appunto in quelle "figlie di re"(ver.10), e infine fa di loro quell'unica "figlia" di cui si dice: "il re è invaghito della tua bellezza"(ver.12). A lei è chiesto di ascoltare e di contemplare, e poi di dimenticare il suo popolo d'origine e la casa di suo padre: ella deve ormai entrare nell'intimità del suo sposo: "E' lui il tuo Signore: rendigli omaggio".
Lo splendore che il ver.9 attribuiva al re, ora, ai vers.14-15, è detto della sposa! Abiti battesimali e nuziali, preziosi. Nozze nuove, appartenenti ad una nuova generazione. Una generazione "ultima", che raccoglie in sé tutte le generazioni"(ver.18).

ROBERTO TUFARIELLO

Ma com'è questo amore di Dio per il suo popolo? Il salmo ci dice, con le sue immagini affascinanti, che è un amore muziale ma anche che è un "amore regale". La tradizione talmudica – ricorda mons. Ravasi – prescrive che questo salmo sia recitato dagli sposi nei sette giorni successivi al matrimonio: "entrambi si sentono re". "C'è una specie di regalità in ogni celebrazione d'amore. Per questo nella liturgia ortodossa agli sposi durante la cerimonia vengono imposte due corone: si ricorda così che stanno per celebrare un atto regale"... – "Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo,/
sulle tue labbra è diffusa la grazia... Ascolta, figlia, guarda,.../
È lui il tuo signore: rendigli omaggio".

PERFETTA LETIZIA

Questo salmo per essere compreso ha bisogno di una precisazione teologica. I re di dinastia davidica erano delle figure del futuro re, il Messia. Così il salmo guarda al futuro Messia mentre celebra le nozze di un re d'Israele. Le lodi che lo scriba presenta al re hanno come ultimo traguardo il Cristo.
Le nozze sono quelle tra Salomone e la figlia del re di Tiro. Non esiste nella storia biblica o extrabiblica una menzione di queste nozze, ma si sa che Davide e poi Salomone ebbero stretti contatti d'amicizia con il re di Tiro circa la costruzione del Tempio, e del resto nel salmo si parla di Tiro, e della "figlia del re".
Il salmista è uno scriba che ha composto un poema di lode e lo recita davanti al re. Le sue lodi sono splendide, non protocollari, egli celebra nel re il futuro Messia.
Tutte le nozze del re Salomone con la figlia del re di Tiro, diventano figura della azioni future del Messia e in questo senso pieno vanno lette.
Lo scriba è pieno di gioia, lodando il re sa di compiere un atto che termina nella lode a Dio.
Il re è detto "il più bello tra i figli dell'uomo". Bello di una bellezza divina il Cristo. Sulle sue "labbra è diffusa la grazia", cioè la parola sapiente, la giustizia nel governare, la promozione dell'osservanza alla Legge.
"Dio ti ha benedetto per sempre", perché non ritirerà mai il suo favore alla casa di Davide (2Sam 7,12).
Lo scriba invita il re, chiamato prode, a cingersi la spada al fianco per combattere i suoi nemici, che vogliono ostacolare il suo lottare ("cavalca") per la causa "della verità, della mitezza e della giustizia". Così Cristo avanzerà nel mondo per mezzo della verità - lui la Verità -, della mitezza e della giustizia. Egli colpirà alla fine i suoi nemici con la spada della sua condanna (Ps 2,9; Ap 19,15).
Lo scriba afferma che il trono del re dura per sempre, poiché esso è destinato al futuro Messia. Il re è chiamato Dio, perché fa le veci di Dio, ma sarà veramente Dio nel futuro Messia.
"Scettro di rettitudine è il tuo scettro regale", dice lo scriba. "Di rettitudine" perché fondato sulla Legge, che ha per sostanza l'amore.
Egli, il re, è stato consacrato tale "con olio di letizia", a preferenza dei suoi uguali, cioè dei suoi fratelli discendenti di Davide. Cristo sarà consacrato re per opera dello Spirito Santo nel Giordano, sarà lui consacrato re tra tutti i discendenti di Davide (Lc 1,32); egli che sarà riconosciuto per la fede nella sua realtà di Figlio di Dio.
Le vesti del re emanano profumi, secondo l'uso orientale. Il profumo indica l'amabilità della persona. C'è festa attorno a lui: "Da palazzi d'avorio ti rallegri il suono di strumenti a corda". Palazzi d'avorio perché ricchi di mobili intarsiati d'avorio. E' la festa per lui. E' la celebrazione della grandezza che ha ricevuto da Dio. Cristo è ben degno che dalle regge dei re si innalzi la celebrazione della sua grandezza, che sorpassa all'infinito ogni grandezza (Cf. Fil 2,9).
Lo scriba fa menzione dell'harem del re, fatto di figlie di re, segno della influenza tra i popoli. I popoli si sono alleati con lui dando a lui le figlie dei re. Ma alla destra del re c'è la regina. Questa regina viene dai pagani. E' la figlia del re di Tiro, ma è invitata a lasciare ogni ricordo del suo popolo e della sua casa. Così la Chiesa viene anche dai pagani. E i pagani porteranno al Cristo le loro ricchezze: "Gli abitanti di Tiro portano doni". Mentre "i più ricchi del popolo (Israele)" cercano il favore del re. Certo Israele si aprirà a Cristo e i più ricchi di dottrina in Israele cercheranno di essere graditi al Re dei re, e ne guarderanno il volto pronti ad obbedire alla sua parola.
La regina è presentata in tutto il suo splendore; è la donna che l'Apocalisse presenta avvolta nel sole (12,1).
Le "vergini, sue compagne", che facevano corolla alla figlia del re di Tiro, entrano anch'esse nel palazzo regale, diventando partecipi della sua gioia.
Il salmista alla fine della sua composizione guarda decisamente al futuro Messia. Ai suoi padri, cioè ai capi delle dodici tribù d'Israele succederanno "i tuoi figli", cioè i dodici apostoli, che saranno, nel loro essere a fondamento della Chiesa, capi di tutta la terra.
La grandezza, la gloria del Cristo sarà ricordata da tutte le generazioni; e tutti i popoli lo "loderanno in eterno, per sempre".

don LINO PEDRON

Il Talmud ricorda che il salmo 45 conclude il rituale solenne della benedizione nuziale, e ammonisce gli sposi perché ne riprendano la recita per i sette giorni successivi alla cerimonia.

Nella prospettiva cristiana questo salmo è riferito al Cristo e alla Chiesa: "Questo mistero è grande: lo dico in relazione a Cristo e alla Chiesa" (Ef 5,32). "Vi ho, infatti, fidanzati ad un unico sposo, come vergine pura vi ho presentati a Cristo" (2Cor 11,2). "Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo" (Ap 21,2).

DIMENSIONE SPERANZA

"Il vero Bello è Dio e tutto ciò che v'è di grazioso e di bello al mondo è una manifestazione della sua bellezza... E poiché Dio ha creato l'uomo a sua immagine - bello e veggente -, tutte le volte che questo scorge un essere bello, le pupille del suo intelletto si sentono attratte verso di esso e in direzione di lui si protende il suo intimo" (Al-Kasciani, mistico persiano, morto verso il 1330). L'amore umano, la bellezza creata, il fascino e la gioia concreti diventano il paradigma per la conoscenza di Dio che è amore (1Gv 4,8-16). Nell'amore umano si legge l'amore rivelato di Dio; se esiste l'amore, esiste Dio. Nella vita terrena chi ama conosce Dio (1Gv 4,8) e irradia Dio, rivelandolo all'umanità. Il Sal 45 ci esorta a cogliere nella storia di un amore nuziale la via per rispondere, nello stesso stile, al Dio che ci ama. "Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo Architetto; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te" (Is 62,5).

Solo la bontà infinita di Dio poteva paragonare alla tenerezza di uno sposo il proprio amore per l'umanità prevaricatrice. Rinnovate le vesti di sposa nel lavacro di sangue dell'Agnello, la Chiesa fa proprio questo cantico nuziale.

Un'ammirazione estasiata erompe dal cuore dei redenti nel contemplare il Salvatore, mentre non possono sottrarsi al fascino della Sposa – tutta splendore – che li ha rigenerati nella grazia.

"Alleluia! Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l'Onnipotente, rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello: la sua sposa è pronta, le hanno dato una veste di lino puri splendente...Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell'Agnello!".

Ap 19, 6-8. 9

Signore Gesù, che nella tua incarnazione hai sposato la natura divina all'umana, fa che rivestiti dello splendore della tua grazia, possiamo essere ammessi alle nozze celesti.

Dossologia

Con la tua Madre vogliamo cantarti
canti di gloria, o Figlio di Dio,
e nuove gesta d'amore narrare.

Preghiera

Padre, che di ogni sposo e sposa,
e di ogni anima devota
si possa cantare solo inni di virtù e di grazia;
e di ogni amore sia tu la fiamma
che neppure le grandi acque
mai possano estinguere;
Padre, sia così soprattutto della Chiesa:
che l' Agnello la riscatti e la lavi
nel suo sangue versato,
la faccia splendere di amore e giustizia;
e cammini nel tuo Vangelo,
e sia finalmente pronta alle nozze.
Amen.

 

Inserito da  Sabato, 13 Settembre 2014 Letto 1646 volte Ultima modifica il Giovedì, 08 Gennaio 2015
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