Salmo 48

Sion monte di Dio

 

Sion monte di Dio

«O SION, DALL'ORIENTE E DALL'OCCIDENTE...»

«Dio è là»: questa la tua ragion d'essere, o Sion. «Dio è là»: sopra la più bella delle alture, la splendida Vetta, il trascendente vertice della sua Shekinah. Ma da quando una Vergine, la fanciulla Madre, la vera figlia di Sion, in grande fretta si mise in cammino tra i monti di Giuda, da allora unico vero santuario di Dio è ogni cuore che crede e ama; ogni casa, da dove cantano le madri.

 

1 Cantico. Salmo. Dei figli di Core.
2 Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, 3altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re.
4 Dio nei suoi palazzi
un baluardo si è dimostrato.
5 Ecco, i re si erano alleati,
avanzavano insieme.
6 Essi hanno visto:
atterriti, presi dal panico, sono fuggiti.
7 Là uno sgomento li ha colti,
doglie come di partoriente,
8 simile al vento orientale,
che squarcia le navi di Tarsis.
9 Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l'ha fondata per sempre.
10 O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio.
11 Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all'estremità della terra;
di giustizia è piena la tua destra.
12 Gioisca il monte Sion,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi.
13 Circondate Sion, giratele intorno,
contate le sue torri,
14 osservate le sue mura,
passate in rassegna le sue fortezze,
per narrare alla generazione futura:
15 questo è Dio,
il nostro Dio in eterno e per sempre;
egli è colui che ci guida in ogni tempo.

COMMENTI

GIOVANNI NICOLINI

Provo a delineare la struttura di questa grande preghiera e a pormi e a porvi qualche domanda importante per la sua interpretazione. Il Signore viene annunciato e presentato nella sua città, sul suo santo monte, come ascoltiamo all'inizio, ai vers.2-3. Per questo, la città e il monte sono "la gioia di tutta la terra".
La domanda che mi pongo davanti a queste parole è: quale realtà viene indicata, che cosa o chi sta dentro all'immagine della città e del monte? Mi sembra di poter indicare quattro proposte, che non si oppongono l'una all'altra, ma che anzi forse convergono in crescente progressione. La prima "lettura" suggerisce la città stessa di Gerusalemme: i suoi palazzi (ver.4), il tempio (ver.10), le torri, le mura e le fortezze.(ver.14). Diventa poi molto attraente l'ipotesi di cogliere in questa realtà il Popolo che vi abita, la comunità credente, la Chiesa... In essa il Signore si manifesta e opera. Dove al ver.4 il testo italiano dice che Dio nei suoi palazzi "un baluardo si è dimostrato", si può far riferimento ad una versione più rigorosa e letterale che dice come Dio "sia conosciuto nel suo soccorrere", e, nella versione greca, "si fa conoscere quando la (la città) soccorre".
Ma si può pensare anche alla stessa Parola di Dio per quell'invito dei vers.13-14: "Circondate Sion, giratele intorno, contate le sue torri, osservate le sue mura, passate in rassegna le sue fortezze.." che sembra esprimere l'osservazione attenta e appassionata, la memoria preziosa e viva dell'opera del Signore... quasi il nostro quotidiano cammino nella Parola.
Infine, la città, il monte, il tempio... tutto può convergere verso Gesù stesso, "luogo" della piena e assoluta rivelazione di Dio e della sua opera! Sembra di camminare in affermazioni che crescono nella loro rilevanza e luminosità.. Si presentano, Gerusalemme, il Popolo del Signore, la Parola e infine Gesù stesso come "diversità convergenti", rivelazione e dono crescente del mistero di Dio.
I vers.4-7 ci dicono come tale meravigliosa città sia inevitabilmenete attaccata da un nemico. Sono "i re della terra", i grandi poteri della mondanità, inevitabilmente avversari del Dio di Israele e del Padre di
Gesù. Ma tali potenze "hanno visto, si stupiscono, sono turbate, sono scosse, sono atterrite, hanno doglie come di partoriente". Tali sono i verbi successivi che la versione italiana tende a impoverire. Su queste "doglie della partoriente" mi sono domandato se non si possa cogliere una nota di speranza, una prospettiva verso la vita.
All'opposto, i vers.9-10 dicono come noi "abbiamo udito..abbiamo visto...meditiamo il tuo amore". Per questo, la conoscenza del nome di Dio, cioè di Dio stesso, è accompagnata dalla lode di Lui, "sino all'estremità della terra"(ver.11). Siamo alla fonte della gioia: "Gioisca il monte di Sion, esultino i villaggi di Giuda"(ver.12).
La rivelazione è così potente che l'ambito di tale rivelazione tende ad identificarsi con Colui che viene rivelato, "..per narrare alla generazione futura: questo (!!) è Dio, il nostro Dio in eterno e per sempre"(ver 15). E noi con gioia affermiamo che Gesù è Dio! Questo è il cuore della nostra fede!
L'ultima affermazione di questo stesso ver.15, conclude, alla lettera, affermando che Lui, Dio, "è Colui che ci guida in ogni tempo". Il testo ebraico dice che Egli , secondo la versione latina, "erit dux noster in morte". Il testo ebraico si può forse rendere più letteralmente come "sopra la morte" o "al di là della morte". Se è così, certamente qui si parla di Gesù.

DON LINO PEDRON

Questo salmo è l'espressione lirica di un innamorato di Gerusalemme che esprime la sua sicurezza e la sua serenità di essere accolto nell'ambito protettivo delle sue mura. Il nome di Gerusalemme risuona 656 volte nella Bibbia. È la città santa per eccellenza.

La dimensione teologica è fondamentale nella considerazione di questa città-residenza di Dio. Il suo cuore è il "monte santo", Sion. E Sion è il centro poetico di questo salmo. Gerusalemme è anche per ogni cristiano la "città santa". La sua missione di salvezza, contenuto essenziale di questo salmo, è sempre viva nella "Gerusalemme di lassù che è libera ed è la nostra madre" (Gal 4,26).

Il cristiano è in attesa, con Abramo, della "città saldamente fondata, il cui artefice e costruttore è Dio" (Eb 11,10). Ciò significa che la chiesa pellegrinante non è la forma definitiva della città di Dio. Ciò che ora si vede è solo presentimento di quella grandezza descritta dal veggente dell'Apocalisse (cap. 21-22).

I PADRI DELLA CHIESA

v. 2 "È la città posta sul monte di Mt 5,14" (Agostino).

v. 3 "Il monte è Cristo" (Origene).

"È là che il Cristo è stato crocifisso e da là sono partiti gli apostoli: "La parola del Signore uscirà da Gerusalemme (Is 2,3)"(Crisostomo).

"La venuta del Signore ha diffuso la gioia nel mondo intero. La coscienza dell'uomo si sente assolta dalle sue colpe e ne gioisce" (Ambrogio).

v. 4 "Dio si fa conoscere nella sua dimora, che è la chiesa cristiana" (Gregorio di Nissa).

vv. 5-8 "I re che si sono riuniti contro il vangelo sono presi da timore e turbati davanti ai miracoli di Dio" (Atanasio).

"Il naufragio delle navi di Tarsis è il simbolo della sparizione del paganesimo" (Eusebio).

v. 9 "Tutto ciò che crediamo per fede, l'abbiamo visto realizzato nella città di Dio, cioè nella Chiesa" (Atanasio).

v. 10 "È un inno di ringraziamento di tutti quelli che hanno ricevuto la salvezza" (Cirillo di Alessandria).

"La misericordia è il Cristo" (Rufino).

"Il tempio è Cristo. Dio ha riconciliato il mondo con sé nel Cristo" (Ambrogio).

v. 11 "La tua destra è il Cristo. Egli ha giustificato gli uomini e li ha resi santi e immacolati per offrirli al Padre" (Cirillo di Alessandria).

v. 13 "Quanti hanno compreso Sion, ne fanno il giro e l'abbracciano. Salgono sulle sue torri e, da lassù, indicano la via a quanti non sanno ancora salirvi" (Origene).

"È un invito ai capi della Chiesa perché veglino su di lei" (Teodoreto).

v. 15 "Annunciate che lui è il nostro Dio, ora e sempre" (Atanasio).

"Ogni generazione deve trasmettere a quella che viene che il Signore è nostro Dio e nostro pastore per l'eternità" (Teodoreto).

Dossologia

Tabernacolo non fatto da uomo,
già si erge dell' Agnello il trono:
nello Spirito i tuoi servi l'adorino
e non abbia più un regno la notte.

Preghiera

Padre, il tuo Spirito di vita
faccia di noi il tuo tempio
e di tutta la terra il tuo paese,
della storia degli uomini il luogo
delle tue meraviglie;
e la chiesa sia la vera figura
del tuo Regno
che deve incessantemente venire.
Amen.

 

Inserito da  Giovedì, 08 Gennaio 2015 Letto 1137 volte Ultima modifica il Giovedì, 08 Gennaio 2015
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