Salmo 50

Il culto gradito a Dio

             Preghiera gradita a Dio              Il mio cuore per te       

FEDE E RELIGIONE

«Ma voi non credete in Dio: se credeste in Dio credereste anche in me»; «andate a vedere cosa vuoi dire: io voglio misericordia e non sacrificio». - Signore, donaci la grazia di convertirci sempre dalla religione alla fede; che sia «una fede esigente e concreta, una fede sociale e pur contemplativa». «Se io rientro in me stesso, io troverò là ciò che devo immolare... la mia coscienza sarà il tuo altare. Non avrò bisogno di acquistare ciò che ti devo offrire, perché tu me lo hai già dato» (S. Agostino).

Col maggior teologo protestante del '900, K. Barth, potremmo riassumere il salmo con questa preghiera: «Signore, liberami dalla religione e dammi la fede!». Nello spirito della predicazione profetica il salmista apre un vero e proprio processo (in ebraico rfb, «lite giudiziaria» ) nei confronti di un Israele attento solo all'osservanza religiosa esteriore. Alla lista sacrificale di sette tipi di animali (vv. 7-15) il poeta oppone la lista morale di sette impegni esistenziali (vv. 16-23), espressione di una fede viva. Dio non ha bisogno di freddi esecutori rituali, non ha necessità di vittime per cibarsi come affermavano gli antichi miti perche suo è tutto il creato, non tollera ipocriti oranti le cui mani grondano ingiustizia e forse sangue. «Mi dà gloria colui che di cuore sacrifici di lode mi offre» (v. 23). Fede ed amore si intrecciano di necessità. Anche nel 2100 a.C. in Egitto un sapiente scriveva: «La divinità gradisce più .volentieri le qualità dell'uomo dal cuore giusto che non il bue dell'uomo perverso». E il profeta Osea, citato anche da Gesù, ribadirà: «Misericordia io voglio e non sacrificio» (6,6; leggi anche Isaia 1,10-20 e Michea 6,6-8).( Ravasi)

1 Salmo. Di Asaf.
Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente.
2 Da Sion, bellezza perfetta,
Dio risplende.
3 Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.
4 Convoca il cielo dall'alto
e la terra per giudicare il suo popolo:
5 «Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio».
6 I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica.
7 «Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele!
Io sono Dio, il tuo Dio!
8 Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
9 Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili.
10 Sono mie tutte le bestie della foresta,
animali a migliaia sui monti.
11 Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna.
12 Se avessi fame, non te lo direi:
mio è il mondo e quanto contiene.
13 Mangerò forse la carne dei tori?
Berrò forse il sangue dei capri?
14 Offri a Dio come sacrificio la lode
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;
15 invocami nel giorno dell'angoscia:
ti libererò e tu mi darai gloria».
16 Al malvagio Dio dice:
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
17 tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?
18 Se vedi un ladro, corri con lui
e degli adùlteri ti fai compagno.
19 Abbandoni la tua bocca al male
e la tua lingua trama inganni.
20 Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
21 Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
22 Capite questo, voi che dimenticate Dio,
perché non vi afferri per sbranarvi
e nessuno vi salvi.
23 Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio».

COMMENTI

Abbiamo camminato nei giorni scorsi in Salmi ricchi di riferimenti "universali", rivolti e dedicati quindi non solo ad Israele, ma a tutte le genti. Qui invece ci incontriamo con un appello e un rimprovero molto serrati, e l'oggetto è il rapporto più diretto e profondo tra Dio e il suo popolo. E'Parola che sentiamo fortemente accostata a molti appelli profetici severamente contestativi nei confronti di un culto reso a Dio ma in realtà formale, insincero e addirittura ipocrita e menzognero. Nella sua severità, questa ammonizione è ricca di luci sulla profondità della comunione che Dio ha stabilito e donato al suo popolo e quindi sull'esigenza di una risposta altrettanto profonda e sincera.
Non sarebbe vero dedurne una "spiritualizzazione" che privasse la fede personale e comune di quei "segni" che la stessa Legge divina ha fissato. Il problema è se mai quello della corrispondenza tra il segno celebrato nel culto e l'animo dell'offerente. Il tono non è solo severo, ma anche confidenziale e in certo senso affettuoso: "Ascolta popolo mio, voglio parlare"(ver.7). Il rimprovero non è una condanna ma un'ammonizione in vista di una conversione interiore.
"Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici"(ver.8). Israele deve però ricordare che si tratta di relazione con Dio:"Io sono Dio, il tuo Dio!". E proprio per questo deve essere evidente che l'offerta fatta a Dio è resa possibile proprio perché tutto è suo, tutto è dono suo, e tutto è ancora dono come possibilità data al popolo di supplicare, ringraziare e lodare il suo Signore! I vers.8-13 sono l'esplicitazione quasi ironica dell'argomento. Dio non ha certamente bisogno dei sacrifici che gli vengono offerti. Né lo interessano per Sé! Per Lui hanno rilievo solo come "segno" della fede dei suoi figli.
Non c'è valore di un culto che non esprima l'animo dell'offerente: "Offri a Dio come sacrificio la lode e sciogli all'Altissimo i tuoi voti; invocami nel giorno dell'angoscia: ti libererò e tu mi darai gloria"(vers.14-15). Sono meravigliosi il realismo e la concretezza spirituale cui Dio richiama il suo popolo. Quello che conta è la comunione profonda tra noi e il Signore! E i segni sono meravigliosi e potenti, ma vengono svuotati se posti e celebrati senza reale partecipazione.
I vers.16-22 sono rivolti a chi si trova in condizione ancora più negativa, e addirittura è negatore nella sua prassi di quello che proclama con la bocca. Si associa a misfatti come il furto, l'adulterio, la calunnia e l'inganno, e accusa il fratello del male che è lui a compiere. Qui siamo del tutto all'opposto del cuore e dell'agire di Dio. Così i vers.18-20. Non siamo davanti ad una condanna, ma ad un rimprovero severo che esige la conversione del peccatore.
Il ver.23 riprende l'affermazione del ver.14 e promuove la via semplice e retta del nostro bisogno di essere salvati: "..a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio". Non siamo nell'ipotesi pretenziosa di chi si dichiara giusto, ma nell'umile preghiera di chi riconosce la misericordia divina.

ROBERTO TUFARIELLO

Vorrei sottolineare quel "voglio parlare": sono parole accorate, le parole di un innamorato alla persona amata. Lui ci tiene a questo dialogo intimo, persuasivo... e alla fine salvifico: "Capite questo...", "Invocami...", "...nel giorno dell'angoscia ti libererò...". – Sorprendente anche l'affermazione del v.21: "Forse credevi che io fossi come te!". E' proprio vero: ci facciamo un dio a nostra immagine, addirittura conforme ad aspetti negativi dell'uomo, che spesso è violento, vendicativo, "giustizialista"... Ma Lui non è così...

I GENITORI CATTOLICI

Il Signore, mediante questa preghiera ispirata, stigmatizza il comportamento di quanti offrono sacrifici, mentre di nascosto operano in modo perverso; di quelle persone, cioè, che Gesù chiama "sepolcri imbiancati". Questo salmo deve quindi farci riflettere su tre aspetti molto importanti:

1) sull'esistenza di persone che fingono d'essere devote a Dio, ma in realtà compiono le opere del maligno e di conseguenza sulla necessità di una catechesi sull'empietà.

2) sull'essenzialità di vivere la parola di Dio;

3) sull'importanza prioritaria del sacrificio di lode.

Attualizzando questo prezioso insegnamento dello Spirito Santo comprendiamo totalmente gli inviti della Madonna:

a) a pregare con il cuore e non con le labbra soltanto;

b) a ringraziare e lodare il Signore per le meraviglie operate nella nostra vita;

c) a convertirci;

d) a leggere ogni giorno la Bibbia in famiglia.

In caso contrario incontreremo, nel momento del giudizio, la perfetta giustizia di Dio, davanti alla quale nessuno può atteggiarsi a giusto.

Il sacrificio di lode per eccellenza è costituito dalla Santa Messa mediante la quale siamo invitati a lodare e ringraziare Gesù per il sacrificio redentivo e salvifico della Croce. "Il sacrificio di lode" è una condizione indispensabile affinché le nostre preghiere vengano esaudite "Offri a Dio un sacrificio di lode e sciogli all'Altissimo i tuoi voti; invocami nel giorno della sventura: ti salverò e tu mi darai gloria". Lo sa molto bene il diavolo che, ad esempio, avversa in tutti i modi l'incomparabile simbolo della sua sconfitta.

LINO PEDRON

Il culto, senza un impegno nell'esistenza, si riduce a farsa e magia. Questo insegnamento si trova anche in 1Sam 5,22: "Dio forse gradisce gli olocausti e i sacrifici come obbedire alla voce di Dio? Ecco, obbedire è meglio del sacrificio, essere docili è meglio del grasso degli arieti". La Bibbia non nega il culto in sé ma il culto privo di vita e di incarnazione. "Questo è il digiuno che voglio - dice Dio - sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo. È il dividere il pane con l'affamato, l'introdurre in casa i miseri, i senza tetto, il vestire uno che vedi nudo..." (Is 58,6-7). E Gdt 16,16: "Poca cosa è per te ogni sacrificio in soave odore, non basta quanto è pingue per farti un olocausto; ma chi teme Dio è sempre grande".

Questa religione del cuore è l'anima della teologia biblica, come scriveva giustamente s. Agostino commentando questo salmo: "Se io entro in me stesso, io troverò là ciò che devo immolare... La mia coscienza sarà il tuo altare. Non avrò bisogno di acquistare ciò che ti devo offrire, perché tu me l'hai già dato!". L'essenziale di ciò che Dio esige dall'uomo è d'ordine morale e non rituale, è la bontà dell'uomo che compie la volontà di Dio sulla terra. In se stessi i riti non hanno alcun valore intrinseco. Dio ama l'"eucaristia" totale, in cui l'uomo offre il sacrificio del suo "corpo", cioè della sua esistenza. "Fratelli, offrite i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale" (Rm 12,1).

L'unica risposta che Dio attende dall'uomo è "il sacrificio di lode" (v.14), la celebrazione della sua grandezza, aliena da ogni interesse, da ogni magia e da ogni superstizione. Dio vuole dall'uomo un impegno di adesione, di libertà, di gioia e di vita. "Il grande insegnamento da trarre da questo salmo è che non bisogna onorare Dio col fasto materiale, ma attraverso l'amore e la preghiera che esce dal fondo del cuore" (Charles de Foucauld).

Ma la nostra preghiera manifesta la sua verità nelle opere di misericordia: "Una religione pura senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo" (Gc 1,27). "Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri perché di tali sacrifici si compiace il Signore"(Eb 13,16).

I PADRI DELLA CHIESA

v. 2 "Il Cristo, assumendo la nostra natura, ha deposto la sua bellezza. Ora dalla Gerusalemme celeste s'irradia la gloria del Cristo, e noi non lo conosciamo più nella sua carne inferma ma nella sua divinità (cfr 2Cor 5,16)" (Cirillo di Alessandria).

"Splendore di bellezza: Bellezza del tempio e del culto nell'Antico Testamento, bellezza della croce e del vangelo nel Nuovo Testamento" (Crisostomo).

v. 3 "Un fiume di fuoco sgorgherà e giudicherà gli uomini (cfr Dn 7,10)" (Cirillo di Gerusalemme).

"Il Cristo battezza nello Spirito e nel fuoco; la colonna di fuoco degli Israeliti era simbolo della luce del Cristo e così anche il fiume di fuoco di Dn 7,10" (Atanasio).

v. 4 "Mosè, per promulgare la legge, ha preso come testimoni il cielo e la terra. Qui Dio fa lo stesso per promulgare la legge nuova" (Teodoreto).

v. 5 "Stabilire l' alleanza offrendo un sacrificio è offrire se stessi in sacrificio al Signore" (Rufino).

v. 7 "Sono lo stesso Dio di Mosè. A quel tempo chiedevo sacrifici perché erano utili in quella economia, ma ora offrimi la lode, il canto, il frutto delle labbra che confessano il mio nome (cfr Eb 13,15)" (Atanasio).

v. 8 "Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici. Ma non limitare la tua giustizia a quelli" (Atanasio).

v. 14 "Il tuo altare sia la tua coscienza, il tuo fuoco sia l'amore divino" (Rufino).

v. 15 "Dio vuole stabilire con noi una familiarità e amicizia che dà, chiede e riceve" (Crisostomo).

vv. 16-17 "I vv. 16-17 sono riferiti a quanti predicano e non fanno" (Teodoreto).

v. 21 "Temiamo che Dio ci metta davanti le nostre cattive azioni: allora non potremo neppure dire che le nostre sofferenze sono immeritate" (Gregorio Nazianzeno).

v. 22 "Ora il culto dei sacrifici è sostituito dai precetti evangelici. Dio vuole correggere gli uomini col timore, non vuole condannarli" (Crisostomo).

v. 23 "Ogni giorno offriamo a Dio il nostro essere e tutte le nostre azioni" (Gregorio Nazianzeno).

"Il sacrificio di lode è la via della salvezza preparata da Dio" (Atanasio).

"La salvezza di Dio è il Cristo" (Agostino).

 

Dossologia

E venuto ed è questo il tempo
di adorarlo con libero cuore:
egli cerca credenti sinceri
più che offerte, amore egli vuole.

Preghiera

Padre, insegnaci a camminare sempre
dalla religione alla fede:
che nessuno mai ti faccia su propria misura;
tu sei un Dio che non i cieli
e neppure i cieli dei cieli
ti possono contenere!
Amoroso Signore dell'universo
tu vuoi che tutta la tua creazione sia rispettata,
perciò chiedi solo opere di giustizia
e che ognuno ti renda il dovuto sacrificio di lode
con una vita fedele e libera.
Amen.

            

            

                               

                  

Inserito da  Venerdì, 09 Gennaio 2015 Letto 1386 volte
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