Salmo 51

Pietà di me, o Dio 

Pietà di me oDio   CREA IN ME, O DIO, UN CUORE PURO

«Grazie, o Dio, per averci dato questa divina preghiera del Miserere, questo Miserere che è la nostra preghiera quotidiana... compendio di ogni nostra preghiera» (C. de Foucauld).
«Il Miserere... silenzioso compagno di lacrime di tanti peccatori pentiti... la segreta biografia di anime sensibili... lo specchio della coscienza vivissima e lacerata di uomini come Dostoevskij... atto d'accusa contro ogni forma di fariseismo ipocrita» (O. Ravasi). «Infatti... più la colpa si aggrava, più essa si cela agli occhi del peccatore; ma più cresce l'umiltà, più si diventa sensibili alla minima mancanza» (Max Scheler).

 

1 Al maestro del coro. Salmo. Di Davide. 2 Quando il profeta Natan
andò da lui, che era andato con Betsabea.
3 Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
4 Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
5 Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
6 Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto:
così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio.
7 Ecco, nella colpa io sono nato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
8 Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.
9 Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro;
lavami e sarò più bianco della neve.
10 Fammi sentire gioia e letizia:
esulteranno le ossa che hai spezzato.
11 Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.
12 Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
13 Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
14 Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
15 Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
16 Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
17 Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
18 Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocausti, tu non li accetti.
19 Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
20 Nella tua bontà fa' grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
21 Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l'olocausto e l'intera oblazione;
allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.

COMMENTI

RAVASI

Il Miserere è, forse, il salmo più celebre, meditato, interpretato, musicato, persino dipinto (da Rouault) da una schiera immensa di uomini pentiti e convertiti. La cellula poetica e spirituale di questa supplica è, infatti, tutta in quell'appassionato «Contro te, contro te solo ho peccato!» (v. 6). La tradizione giudaica, proprio sulla base di questa confessione, ha attribuito il salmo a Davide adultero con Betsabea e assassino del marito della donna, Urla (vedi 2Samuele 10-12). In realtà lo stile, il tema profetico dello «spirito» e del «cuore» come sacrificio perfetto (v. 19), l'implorazione per la ricostruzione delle mura di Gerusalemme dopo l'esilio babilonese del VI sec. (vv. 20-21), fanno pensare ad un'epoca posteriore. Resta comunque intatta la potenza interiore di questa preghiera che è simile ad un terreno ricoperto per metà dalla tenebra (la regione oscura del peccato nei vv. 3-11) e per l'altra metà dalla luce (la regione luminosa della grazia nei vv. 12-19). Se il senso della colpa è vivissimo, più intensa è, però, l'esperienza del perdono, della novità dello spirito, della gioia che il Misericordioso, Dio, effonde sul peccatore pentito. Perciò più che un canto penitenziale, il Salmo 51 è la celebrazione della risurrezione alla vita nello spirito della parabola del figlio prodigo di Luca 15.

GIOVANNI NICOLINI

Premetto che di questo Salmo così importante nella nostra tradizione di fede e di sapienza proverò a comunicare solo qualche frammento, lasciando come sempre ciò che conta al frutto della vostra preghiera.
Pongo a me e a voi un interrogativo, che colgo subito, al ver.3. Noi consideriamo sempre il peccato come un'interruzione della nostra relazione con Dio. Una separazione da Lui. E questo è senz'altro corrispondente a quello che tutta la Parola di Dio ci comunica. Ma, per questa stessa Parola, è solo questo? Tutto questo Salmo mi si presenta come una celebrazone straordinaria della relazione tra il Signore e il peccatore Davide! Una preghiera piena di forza, di verità, di dolore, di speranza, di affetto...mi è difficile pensare a situazioni e vicende che manifestino la relazione d'amore tra Dio e i suoi figli in modo più forte e profondo! Sono allora portato a pensare che per il credente – e in certo modo solo per lui – il peccato è elemento essenziale della relazione conDio. Oserei dire, elemento necessario. Penso a come i grandi santi vivano sempre con grande intensità il loro incontro incessante con la misericordia divina. Così mi sembra di avvertire ogni parole di questa preghiera: "Pietà di me, o Dio, nel tuo amore, nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità"(ver.3)...e tutto quello che segue. Se ripercorriamo in 2Samuele 11-12 la vicenda del peccato di Davide, è proprio quando finalmente egli viene fatto entrare nella consapevolezza e nella coscienza del suo peccato, che la sua relazione con Dio si manifesta e si illumina! Mi sembra che il vero problema della relazione con Dio sia quando, persa la coscienza della situazione di peccatore, uno – o la stessa comunità credente! – si sente "a posto", "nella verità",...nella possibilità se mai di accusare altri!
Per questo mi sembra di grande rilievo l'affermazione del ver.6: "Contro di te, contro te solo ho peccato. quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto". Il peccato non è, come si è andati a riparare in una generica e dura etica naturale-razionale, una trasgressione alla "razionalità" della realtà. Il peccato è del tutto interno alla Parola di Dio e alla nostra relazione profonda con il Signore del Vangelo! E' solo nella comunione con Lui che noi possiamo percepire il dramma del nostro tradimento, del nostro adulterio! Non dico che non ci sia coscienza etica al di fuori della fede, ma si tratta di un'altra coscienza, piena di verità e di onore, certamente ma con tutti i limiti inevitabili di una situazione fuori dalla relazione-comunione con il Figlio di Dio. Per questo, quindi, è importantissima l'espressione "contro di te, contro te solo ho peccato". E' solo la relazione con la sua Parola che mi rivela pienamente la mia condizione drammatica di lontananza-vicinanza. Quindi: solo all'interno di una relazione d'amore posso cogliere il dramma della separazione dall'Amato!
Per questo è molto significativa l'ultima parte del testo, i vers.16-21, dove viene indicata la via per questa pacificazione. Il ver.16 dice: "Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza". "Alla lettera, il testo dice non "dal sangue", ma "dai sangui". Ritengo che questa espressione rimandi ai sacrifici del Tempio e quindi anche al sacrificio per il peccato. Ma qui il Salmista rivendica un sacrificio ben più profondo, quale abbiamo ascoltato nel Salmo precedente. Un sacrificio di lode, come qui afferma il ver.17. Il ver.18 ricorda che Dio "non gradisce il sacrificio, e se offro olocausti", Lui non li accetta. Egli gradisce piuttosto "uno spirito contrito...un cuore contrito e affranto"(ver.19). Solo così sarà possibile che Egli gradisca "i sacrifici legittimi"(ver.21), quelli che ai tempi di Davide e di Gesù si celebravano nel tempio, e oggi...

don LINO PEDRON

"Grazie, mio Dio, per averci dato questa divina preghiera del Miserere... Esso racchiude il compendio di ogni nostra preghiera: adorazione, amore, offerta, ringraziamento, pentimento, domanda. Esso parte dalla considerazione di noi stessi e dalla vista dei nostri peccati e sale fino alla contemplazione di Dio passando attraverso il prossimo e pregando per la conversione di tutti gli uomini" (Charles de Foucauld).

Il Miserere è stato il silenzioso compagno di lacrime di tanti peccatori pentiti; è stata la segreta biografia di anime sensibili; è stato lo specchio della coscienza vivissima e lacerata di tanti uomini; è stato l'atto di accusa contro ogni forma di fariseismo ipocrita. Max Scheler scriveva: "Più la colpa si aggrava, più essa si cela agli occhi del peccatore; ma più cresce l'umiltà, più si diventa sensibili alla minima mancanza".

La radice del perdono è la misericordia e l'amore di Dio. E questo amore misericordioso di Dio raggiunge il suo vertice nel Nuovo Testamento. Dio è "ricco di misericordia" (Ef 2,4); è "molto tenero e compassionevole" (Gc 5,11); "Dio è amore" (1Gv 4,8).

S. Agostino scrive: "La misericordia è il più grande attributo di Dio".

Il Decreto sull'attività missionaria della chiesa Ad gentes del Concilio Vaticano II al n. 8 ci ricorda: "Nessuno di per se stesso e con le sue forze riesce a liberarsi dal peccato e ad elevarsi in alto, nessuno si libera interamente dalla sua debolezza, dalla sua solitudine o dalla sua schiavitù, ma tutti hanno bisogno di Cristo modello, maestro, liberatore, salvatore, vivificatore".

Scrive la suora mistica polacca Faustina Kowalska: "Anche se i nostri peccati fossero neri come la notte, la misericordia divina è più forte della nostra miseria. Occorre una cosa sola: che il peccatore socchiuda almeno un poco la porta del proprio cuore... il resto lo farà Dio... Ogni cosa ha inizio nella Tua misericordia e nella Tua misericordia finisce".

I PADRI DELLA CHIESA

v. 3 "Ha pietà della natura colui che ha plasmato questa natura e sa che essa è debole: questa è la misericordia" (Origene).

"Alla grande ferita dell'anima corrisponde la grande misericordia di Dio" (Eusebio).

"Al grande peccato corrisponde la grande misericordia" (Atanasio).

"Abbi pietà perché questo è il tempo della misericordia e nel tuo vangelo hai detto che non sei venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo. La tua misericordia è più grande della mia miseria" (Anselmo).

v. 4 "Dopo le purificazioni secondo la legge, il battesimo" (Cirillo di Alessandria).

"Nel catino della tua carne (allusione alla lavanda dei piedi, Gv 13,5) hai versato l'acqua della grazia divina per lavarci i nostri peccati. O umile maestà, che ti sei abbassata fino a lavare i piedi dei tuoi discepoli, làvami perché abbia parte con te in eterno. Di' all'anima mia: Lo voglio, sii guarita (Mt 8,3)" (Anselmo).

v. 5 "Se tu poni i tuoi peccati davanti a te, Dio non li porrà davanti a sé" (Girolamo).

"Parzialmente mi conosco, non come mi conosci tu, non come sono da te conosciuto: il mio cuore resta incomprensibile anche a me stesso, ma tu scruti gli abissi" (Anselmo).

v. 6 "Dio solo può fare vendetta del peccato perché è il solo senza peccato" (Gregorio Magno).

"In primo luogo il peccato è contro Dio, poi contro le leggi del mondo" (Arnobio il giovane).

v. 7 "Sono stato concepito incline al peccato nella mia carne mortale" (Eusebio).

"Sono stato concepito in questo peccato originale, unico e singolare, secondo il quale tutti hanno peccato in Adamo, come nella pasta da cui tutti dovevamo essere tratti. Ma tu hai distrutto questo peccato originale nel quale sono stato concepito" (Anselmo).

"A causa di Eva cadiamo sotto la schiavitù del peccato fin dal seno materno; e la nascita di ognuno di noi è sotto la maledizione" (Cirillo di Alessandria).

"Gli uomini sono concepiti nell'iniquità, non perché sia peccato l'unione coniugale, ma perché ciò che si compie, si compie dalla carne soggetta alla pena. La pena infatti della carne è la morte. Questa opera casta non ha colpa nel coniuge, ma l'origine del peccato porta con sé la debita pena" (Agostino).

"Questa opera fu senza colpa presso mio padre e mia madre che ti temevano, Signore; ma l'origine peccatrice si porta dietro, nei figli, la pena dovuta al peccato. Legge della mia generazione è la legge del peccato" (Anselmo).

v. 8 "Tu che sei la verità, che ami la verità e vuoi che viviamo nella verità, ci purificherai dal peccato antico" (Atanasio).

"Dio vuole una vita sincera, conforme alla giustizia. Agire diversamente è mentire a Dio" (Cirillo di Alessandria).

v. 9 "Mosè ha fatto l'aspersione dell'issopo con del sangue; un sangue ben più prezioso ci riscatta: il salmista invoca la redenzione per mezzo del sangue del Cristo" (Atanasio).

«L'aspersione si faceva con sangue di un agnello immolato che prefigurava l'Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo: "Ci ha lavati nel suo sangue" (Ap 1,5). Non conosciamo niente che sia più bianco della neve, ma il profeta dice "più bianco della neve" per farci conoscere l'inesprimibile gloria dei santi» (Bruno d'Asti).

«"Più bianco della neve" per il battesimo» (Girolamo).

v. 10 "La gioia della risurrezione" (Atanasio).

"L'esultanza dell'ultimo giorno" (Cirillo di Alessandria).

«Fa' che io oda il tuo grido gioioso: "Venite, benedetti dal Padre mio!" (Mt 25,34)» (Anselmo).

v. 13 «Pecca contro lo Spirito santo chi non crede alla remissione dei peccati (Gen 4,13: "La mia iniquità è troppo grande..."). Davide chiede di essere preservato dalla disperazione» (Gregorio Magno).

v. 14 "Davide ha perduto la gioia di Dio" (Teodoreto).

v. 19 "Agli spiriti retti s'addice il sacrificio di lode; agli spiriti malati, il sacrificio di un cuore spezzato" (Eusebio).

 

Dossologia

Pure se grande è il tuo dolore
chiunque tu sia, o uomo, ora canta
la tua speranza e il canto di gloria
a lui che toglie il peccato del mondo.

Preghiera

Signore, donaci sempre la grazia del rimorso;
Signore, non abbandonarci mai
qualunque sia il nostro peccato;
Signore, tu sei più grande di tutti i peccati del mondo;
Signore, fa' di ognuno di noi e di tutti insieme
una società di peccatori coscienti:
allora saremo salvi, Signore,
perché tu non vedi l'ora di poterci perdonare!
Amen.

 

Inserito da  Sabato, 10 Gennaio 2015 Letto 1687 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti