Salmo 57

In mezzo ai "leoni"

         in mezzo ai leoni                           svegliati o aurora                                                      IN MEZZO AI LEONI ...........                                                                              .......VOGLIO SVEGLIARE L'AURORA

«Tra voi dicono alcuni: "La gioia è più grande del dolore"; e dicono altri: "il dolore è più grande". Ma io vi dico che sono cose inseparabili. Essi giungono insieme, e se l'una vi siede accanto alla mensa, ricordatevi che l'altro sul vostro letto dorme» (Kh. Gibran, in Il Profeta).
«Anche mezzanotte è mezzodì; anche il dolore è gioia; anche l'imprecazione è benedizione; la notte è sole..., anche il saggio è un folle... Avete mai detto sì a una semplice gioia? Oh, amici, allora avete detto sì anche a tutto il dolore» (Fr. Nietzsche, in Così parlò Zarathustra).

1 Al maestro del coro. Su «Non distruggere». Di Davide. Miktam. Quando fuggì da Saul nella caverna.
2 Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te si rifugia l'anima mia;
all'ombra delle tue ali mi rifugio
finché l'insidia sia passata.
3 Invocherò Dio, l'Altissimo,
Dio che fa tutto per me.
4 Mandi dal cielo a salvarmi,
confonda chi vuole inghiottirmi;
Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà.
5 In mezzo a leoni devo coricarmi,
infiammàti di rabbia contro gli uomini!
I loro denti sono lance e frecce,
la loro lingua è spada affilata.
6 Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
7 Hanno teso una rete ai miei piedi,
hanno piegato il mio collo,
hanno scavato davanti a me una fossa,
ma dentro vi sono caduti.
8 Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
9 svégliati, mio cuore,
svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l'aurora.
10 Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
11 grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà.
12 Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.

COMMENTI

RAVASI

Supplica (vv. 2-6) e ringraziamento (vv. 7-12) si accostano secondo una costante nella preghiera biblica che, anche nella desolazione più profonda, ignora la disperazione totale. Tempio di Gerusalemme «l'ombra delle ali» dell'arca) e cosmo (terra, cieli e nubi) si intercettano e parlano dell'amore di Dio. Il male che assedia l'orante è rappresentato da una raffigurazione vivacissima: il leone in posizione d'assalto evoca un guerriero armato di lance, di frecce e di spade (v. 5). Dio, però, appare dal cielo e invia i suoi messaggeri di salvezza, le virtù divine personificate della Fedeltà e della Grazia (v. 4). Ed allora per il perseguitato si apre una nuova aurora. Dolcissimo è il canto del v. 9. È un appello rivolto all'arpa e alla cetra, che durante i periodi di lutto erano raffigurate quasi «in sonno», avvolte da un lenzuolo funebre e quindi silenziose. Finito l'incubo, cessata la notte, esse «si svegliano» per destare, a loro volta, l'alba di un nuovo giorno di luce e di pace.

don LINO PEDRON

Questo salmo inizia nel lamento e si chiude nella gioia. Gioia e dolore si intrecciano in modo inestricabile nella vita di ogni uomo. Scriveva Kh. Gibran: «Tra voi, alcuni dicono: "La gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "Il dolore è più grande". Ma io vi dico che sono cose inseparabili. Essi giungono insieme e se l'una vi siede accanto alla mensa ricordatevi che l'altro dorme sul vostro letto».

L'orante di questo salmo guarda all'unico che ancora lo può salvare, al suo Dio dell'alleanza. Egli chiede di essere protetto dalla gloria divina. Il suo cuore trabocca di fiducia e di gioia nell'attesa del sorgere dell'aurora che con la sua luce lo libera dalle tenebre notturne.

GIOVANNI NICOLINI

Rispetto al Salmo precedente, qui il Salmista sembra descrivere una situazione e una vicenda di maggior asprezza e pericolo. Del nemico egli dice: "...vuole inghiottirmi"(ver.4), e ancora: "In mezzo a leoni devo coricarmi, infiammati di rabbia contro gli uomini! I loro denti sono lance e frecce, la loro lingua spada affilata"(ver.5). E al ver.7: "Hanno teso una rete ai miei piedi, hanno piegato il mio collo...".
Davanti a tutto questo egli domanda: "Mandi dal cielo a salvarmi...Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà"(ver.4). Lo domanda a Dio "che fa tutto per me"(ver.3). Richiamo la vostra attenzione su queste due parole – amore e fedeltà – presenti nel nostro Salmo ai vers.4 e 11. Sono due termini continuamente ricorrenti nel Salterio. Il termine "amore" è, alla lettera "misericordia", e dunque indica un amore piegato verso chi lo chiede, misericordia, appunto. Il termine "fedeltà", ugualmente prezioso, è da considerare con molta attenzione. La tradizione greca lo rende con "verità", e certamente è corretto. Ma implica una considerazione che a me sembra di grande rilievo. E cioè che, per la lingua ebraica della Bibbia, la "verità" non è una verità intellettuale, ma è la "fedeltà" di Dio, la sua fedeltà al patto d'amore, all'alleanza che Egli ha stretto con il suo popolo! Quasi sempre la traduzione italiana sceglie, come qui, il termine "fedeltà". Qualche volta usa la parola "verità". L'importante è considerare come la Scrittura consideri la verità! Non si tratta di un ragionamento, e di un ragionamento corretto; una razionalità luminosa. Ma di un attributo di Dio, molto vicino al suo amore misericordioso, che dice come Egli preceda e accompagni la nostra storia con la sua fedeltà all'Alleanza! Nel nostro Salmo, al ver.4, si prega perché il Signore mandi il suo amore e la sua fedeltà. Al ver.11 il suo amore e la sua fedeltà vengono acclamati dalla lode e dal ringraziamento di chi è stato salvato.
I vers.8-12 sono infatti una grande lode del Signore per come Egli ha soccorso chi ora lo acclama e lo glorifica con grande forza: "Voglio cantare, voglio inneggiare: svegliati mio cuore, svegliatevi arpa e cetra, voglio svegliare l'aurora. Ti loderò tra i popoli, Signore...". "Grande fino ai cieli è il tuo amore e fino alle nubi la tua fedeltà"!!(ver.11).

ROBERTO TUFARIELLO

Quando recitiamo il ritornello (vv.6 e 12, in corsivo in alcune edizioni dei salmi), rivolgiamo lo sguardo verso il cielo, là dove il Sole "si alza", per tutto illuminare con la sua luce. Verso questo splendore mattutino si protende l'orante, nella terribile e pericolosa situazione in cui si trova. In mezzo a leoni voraci dai denti acuminati, con una rete tesa per imprigionarlo e una fossa pronta a inghiottirlo, egli osa confidare e sperare: "Saldo è il mio cuore, o Dio/ saldo è il mio cuore". Ha una "ingiustificata" forza e voglia di cantare e inneggiare; vuole anticipare il momento in cui tutto si scalderà e si illuminerà: "Svégliati, mio cuore, svegliatevi, arpa e cetra, voglio svegliare l'aurora. Ti loderò fra i popoli, Signore...".

L'ANGOLO DELLA SAPIENZA

Ancora una volta leggiamo e meditiamo un Salmo di lode e di rifugio. Davide, scappando dalla mano impazzita di Re Saul, si rifugia in una caverna e qui si rivolge al Signore Dio, l'Unico che può salvarlo. Se contestualizziamo il Salmo, vediamo un uomo impaurito che si rifugia in Dio e che subito dopo acquista sicurezza, gioia, serenità d'animo, al punto che comincia a lodare Dio. Questo avviene perchè Davide ha posto la sua vita nelle mani del Signore ed è consapevole che Dio lo aiuterà, lo proteggerà dai leoni, dai suoi pesecutori che lo stanno cercando per ucciderlo.

Questo è un Salmo che è molto attuale e che potrebbe essere cantato soprattutto in quelle terre dove la fede in Cristo è motivo di persecuzione. I nostri fratelli cristiani, davvero si coricano in mezzo ai leoni che aspettano il momento giusto per colpirli. Ecco che attraverso questo Salmo possono rifugiarsi nel Signore il quale non abbandona mai i Suoi figli che con cuore sincero si rivolgono a Lui. Preghiamo questo Salmo per loro e preghiamo per tutti coloro che sono vittime di persecuzioni di ogni genere: possa il Signore essere per loro rifugio e protezione e soprattutto consolazione contro i drammi di un'esistenza sfregiata dalla persecuzione di uomini malvagi e lontani da Dio (i quali, senza saperlo, cadono nella stessa fossa che scavano per le loro vittime: infatti, il loro destino, se non si convertiranno, sarà proprio la fossa perenne, tra dolori e lacrime inesauribili. Chi perseguita oggi, sarà perseguitato in eterno).

I PADRI DELLA CHIESA

v. 2 "L'inizio del salmo descrive la filosofia del male: in questa vita il peccato e l'iniquità errano qua e là; abbiamo bisogno della misericordia divina per tutta la nostra vita. La divinità sorvola con le sue ali il pensiero dell'uomo. La natura umana non ne sa nulla. Tutto ciò che possiamo comprendere e cogliere della Sapienza non è ancora la sapienza divina, ma una specie di ombra delle sue ali" (Gregorio di Nissa).

"Il Cristo prega. Ha sofferto per insegnarci a soffrire, ha pregato per insegnarci a pregare" (Rufino).

v. 3 "Il beneficio è l'ombra che viene dall'alto; essa mi libera dai leoni che mi calpestano. In spirito il salmista è sollevato da terra fino a un'abitazione celeste e guarda le cose da quest'altezza: i nemici cadono nella fossa mentre lui canta la gloria di Dio" (Gregorio di Nissa).

v. 4 "Ti ringraziamo, o Dio, per il tuo diletto figlio Gesù Cristo che ci hai mandato negli ultimi tempi come salvatore e redentore" (Ippolito).

"Dio ha mandato il suo Verbo che è guarigione e luce" (Eusebio).

v. 5 "I loro denti sono lance e frecce, la loro lingua spada affilata. La nostra natura umana non è così; ma l'uomo che non resiste al male, che è vinto dal male, perde l'aspetto d'uomo e diventa un mostro" (Gregorio di Nissa).

"L'uomo è peggiore delle bestie feroci" (Eusebio).

v. 6 "Tu che sei disceso per salvarmi e ti sei adeguato

Dossologia

Sei tu, Padre, il nostro amore,
tu che salvi il tuo Figlio da morte
e ci doni lo Spirito santo:
Padre, è Cristo la nostra aurora,
Padre, venga il giusto tuo Regno:
a te il canto di grazia e di gloria.

Preghiera

Signore, la notte è passata,
il sole sorge ancora:
il bene vinca sul male,
ove abbonda il delitto
ivi sovrabbondi la grazia;
la tua gioia ci aiuti a lenire ogni dolore:
così vogliamo cantarti
già dal primo mattino
fino all'ultimo giorno,
quando tu stesso, Signore,
ci verrai incontro.
Amen.

SIGNORE, PER TE SOLO

Signore, per te solo io canto
onde ascendere lassù
dove solo tu sei,
gioia infinita.
In gioia si muta il mio pianto
quando incomincio a invocarti
e solo di te godo,
paurosa vertigine.
lo sono la tua ombra,
sono il profondo disordine
e la mia mente è l'oscura lucciola
nell'alto buio,
che cerca di te, inaccessibile Luce;
di te si affanna questo cuore
conchiglia ripiena della tua eco,
o infinito Silenzio.

 

Inserito da  Lunedì, 12 Gennaio 2015 Letto 1867 volte Ultima modifica il Lunedì, 12 Gennaio 2015
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