Salmo 58

Il giudice dei giudici della terra

giudizio finale

VERRA' A GIUDICARE I POPOLI DELLA TERRA

Le comode immunità parlamentari sono spazzate via, l'intangibilità sacrale del potere è cancellata: «Imparate, governanti di tutta la terra: ...i potenti saranno sterminati con rigore, sui potenti sovrasta un esame rigoroso» (Sap 6,1-8). C'è un Dio che fa giustizia qui e ora: «sulla terra» e non solo lassù nei cieli, o dopo! Atanasio, nella sua Lettera a Marcellino scriveva: «I salmi ci ammaestrano sui moti del nostro spirito. Troviamo in essi le parole che convengono al nostro stato di sofferenza e di tentazione». Ci insegnano come uscire dal nostro dolore: cosa dire nel tempo della persecuzione. E, naturalmente «come ringraziare Dio, cessata l'afflizione».

1 Al maestro del coro. Su «Non distruggere». Di Davide. Miktam.
2 Rendete veramente giustizia, o potenti,
giudicate con equità gli uomini?
3 No! Voi commettete iniquità con il cuore,
sulla terra le vostre mani soppesano violenza.
4 Sono traviati i malvagi fin dal seno materno,
sono pervertiti dalla nascita i mentitori.
5 Sono velenosi come un serpente,
come una vipera sorda che si tura le orecchie,
6 che non segue la voce degli incantatori,
del mago abile nei sortilegi.
7 Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca,
rompi, o Signore, le zanne dei leoni.
8 Si dissolvano come acqua che scorre,
come erba calpestata inaridiscano.
9 Passino come bava di lumaca che si scioglie,
come aborto di donna non vedano il sole!
10 Prima che producano spine come il rovo,
siano bruciati vivi, la collera li travolga.
11 Il giusto godrà nel vedere la vendetta,
laverà i piedi nel sangue dei malvagi.
12 Gli uomini diranno: «C'è un guadagno per il giusto,
c'è un Dio che fa giustizia sulla terra!».

COMMENTI

GIOVANNI NICOLINI

Si tratta di un testo molto intrigato, di cui è difficile rendere una versione rigorosa. Quindi noi lo riceviamo tranquillamente, così come la traduzione italiana lo propone.
Il Salmo parte con una domanda che interpella "i potenti" o, secondo la versione greca, tutti gli uomini. E la domanda, di sapore retorico, si chiede se questi potenti sanno e vogliono esprimere giudizi giusti. Il problema è delicatissimo, perché l'esperienza quotidiana ci dice che la "giustizia" è sempre definita secondo criteri che tendono a "giustificare" le ingiustizie del mondo, e quindi le ingiustizie di coloro che nel mondo più fortemente detengono i grandi poteri. Quindi, proprio questi "potenti" del ver.2. Dunque, "rendete veramente giustizia, o potenti, giudicate con equità gli uomini?"
E la risposta del ver.3 si apre con un sonante "No!". Essi anzi operano in direzione dell'iniquità e della violenza (ver.3). Al ver.4 il soggetto sono più ampiamente "i malvagi", che tali sono "fin dal seno materno". Sono "mentitori", pervertiti dalla nascita. Queste affermazioni sembrano estendere l'accusa di ingiustizia a tutto il genere umano, e non solo a quelli che in esso si possono considerare i potenti. Qui entra in scena il "serpente". Il termine che lo designa è quello stesso che, sia nel testo ebraico sia nella versione greca indica il serpente di Genesi 3. Per questo mi chiedo se non si possa pensare alla condizione di inganno e di male in cui si trova l'intera umanità. Con un'immagine molto forte ed efficace il testo aggiunge che questo serpente è come "una vipera sorda che si tura le orecchi"(ver.5). Ricordo che molti anni fa un nostro amico, un prete indiano, ci diceva di come il serpente tenti di opporsi alla "voce degli incantatori" avvolgendosi il capo con la coda! Per questo, ho sempre pensato a questo abile incantatore-mago come ad una figura di Gesù stesso, che incanta il serpente menzognero con la potenza della sua Parola! Abbiate pazienza con le mie "fantasie".
Con immagini diverse e molto efficaci, il Salmista chiede, ai vers.7-10, che questo potere ingannatore venga eliminato. Eliminato sarà, con un adempimento ben diverso da quello annunciato al ver.11! Il "giusto" Gesù attuerà la "vendetta" di Dio con l'offerta del suo stesso sangue, perchè in esso l'intera umanità sia liberata dal signore della menzogna e della morte. Una nuova umanità, generata dal sacrificio d'amore del Figlio di Dio, potrà effettivamente e finalmente dire: "C'è un guadagno per il giusto, c'è un Dio che fa giustizia sulla terra!"(ver.12).

L'ANGOLO DELLA SAPIENZA

l Salmo di oggi ci parla dei giudici terrestri, ovvero di coloro che sono chiamati a fare giustizia nel giusto modo, a far rispettare le leggi, ma non tutti e non sempre sono capaci di farlo. La domanda con la quale esordisce questo Salmo deve raggiungere e scuotere le coscienze di tutti i potenti del mondo, specie di coloro che si sono arrogati il diritto di togliere la vita agli uomini, come accade in vari Stati del mondo dove vige la legge della pene di morte. Leggi ingiuste che non hanno niente a che fare con la vera Legge che è quella dell'Amore, il rispetto degli altri. Tutto il mondo dovrebbe vivere seguendo le Leggi di Dio, ma dove non c'è fede nel Signore, non può esserci nemmeno vera legge e vera giustizia. "Il giudice dei giudici terrestri" è il titolo di questo Salmo: Il Giudice, chi? Dio. I giudici terrestri, quali? I potenti di questo mondo. Quindi Dio vero Giudice che giudica con rettitudine e secondo le opere degli uomini e che giudica anche coloro che in questa vita sono chiamati a giudicare gli altri. I giudici di questa terra saranno anch'essi giudicati, dal vero Giudice che è l'Altissimo, nel bene o nel male. Coloro che decidono della vita degli altri, saranno giudicati dal Giusto Giudice che è Dio. Nel mondo vediamo fiorire leggi contro la vita quali quelle dell'aborto e dell'eutanasia, contro l'unione ovvero la legge sul divorzio, leggi a favore dell'innaturale che permettono matrimonio e adozione agli omosessuali. Quelli che fanno queste leggi sono i giudici iniqui ai quali deve tuonare la domanda che apre il Salmo che abbiamo letto quest'oggi perché si ravvedano e facciano qualcosa per riparare al danno da loro causato.

don LINO PEDRON

È un canto di gioia selvaggia sulla soluzione finale che Dio eseguirà nei confronti degli empi. "Gioisca il giusto nel vedere la vendetta, lavi i suoi piedi nel sangue degli empi" (v. 11).
Una sana interpretazione di questo salmo e di altri affini può rendere utilizzabile questi testi anche per il cristiano.

Gesù denuncia i giudici corrotti e ingiusti (Lc 18,1-8) e la sua sete di giustizia ha accenti e invettive simili a quelle contenute in questo salmo: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti... Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare alla condanna della Geenna?..." (Mt 23). Anche l'Apocalisse usa toni simili contro coloro che hanno ucciso i martiri di Cristo: «Quando l'Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l'altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa. E gridarono a gran voce: "Fino a quando, Sovrano, Tu che sei santo e verace, non farai giustizia e non vendicherai il nostro sangue sopra gli abitanti della terra?"» (Ap 6,9-10).
Questa tonalità truculenta esprime plasticamente l'eterno conflitto tra il bene e il male. "Liberaci dal male" è la preghiera del cristiano che inizia in se stesso, prima ancora che negli altri, l'estirpazione del male e dell'ingiustizia.
Notiamo che il salmista non autorizza la violenza o la vendetta a nessun mortale, ma affida a Dio il compito di compiere la giustizia secondo la sua insindacabile volontà.
Scrive sant'Agostino: "I salmi ci ammaestrano sui moti del nostro spirito. Troviamo in essi le parole che convengono al nostro stato di sofferenza e di tentazione. In tal modo le parole dei salmi non soltanto non ci vengono rivolte senza frutto, ma ci ammaestrano su ciò che bisogna dire e fare nel tempo della persecuzione e come ringraziare Dio, cessata l'afflizione".

I PADRI DELLA CHIESA

v. 2 "Per parlare di giustizia bisogna partecipare alla vita del Cristo" (Origene).
«Il profeta, sempre più vicino a Dio, vede le cose dall'alto. Grida, come dal cielo, a quanti abitano nella valle di questa vita: "Che fate? Che cosa chiamate giustizia? I vostri cuori sono pieni di pensieri terreni; il male nasce nel vostro cuore e nel vostro pensiero, e subito le vostre mani lo eseguono" »(Gregorio di Nissa).
"Rimprovero ai giudici empi che condannarono il Cristo" (Atanasio).
"È la voce del Cristo e la voce della Chiesa pellegrina tra i pericoli di quanti la benedicono e di quanti la maledicono" (Agostino).
v. 3 "Il cuore dei malvagi concepisce l'ingiustizia; le loro mani la eseguono" (Origene).
v. 5 "Il serpente del paradiso terrestre ha parole lusinghiere che conducono alla morte" (Atanasio).
v. 6 "La voce dell'incantatore può far sì che i serpenti buttino fuori il loro veleno, se ascoltano. Allora cessano di essere pericolosi" (Eusebio).
v. 7 "È un atto di misericordia di Dio il fatto che siano spezzati loro i denti in bocca, così che non diventino ancora più colpevoli" (Origene).
"I denti rievocano le beffe contro il Cristo in croce" (Atanasio).
v. 10 "Prima che i vostri peccati raggiungano il culmine e che le spine dei vostri pensieri germoglino e diventino un albero di peccato, Dio vi correggerà" (Girolamo).
"Non passerà molto tempo prima che il giudizio scenda su di voi come un fuoco" (Ilario).
v. 11 "Nel giorno del giudizio i giusti gioiranno per il giusto giudizio di Dio" (Atanasio).
«"Laverà i piedi nel sangue degli empi". È un modo di parlare figurato. I vincitori, abitualmente, sporcano di sangue i loro piedi camminando sui cadaveri; il salmista rappresenta Dio come un guerriero vincitore che trionfa sul nemico e libera gli oppressi» (Cirillo di Alessandria).
"Il giusto è il Cristo sulla croce. Lava i peccatori nel suo sangue" (Arnobio il giovane).
v. 12 "Gli uomini comprendono che il giudizio di Dio è giusto" (Atanasio).
"C'è un Dio che scruta l'uomo anche prima del giudizio finale" (Eusebio).

Dossologia

A te ora vogliamo cantare
che dal male ci liberi, o Padre:
tu nel Figlio rivendichi i giusti,
nello Spirito beati li rendi.

Preghiera

Dio, che sei il custode del debole e dell'umile
e chiedi giustizia contro tutti i potenti
e detesti ogni oppressore:
fa' che nessuno di noi diventi
strumento d'infamia e di schiavitù;
ma rendici affamati di verità,
operatori di liberazione,
perché tutta la terra sappia
che tu sei con i poveri
e veda quanto sei fedele
alla tua promessa.
Amen.

 

 

 

 

Inserito da  Martedì, 13 Gennaio 2015 Letto 1169 volte
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