Salmo 64

Preghiera contro il terrore del nemico

LE FRECCE DI DIO

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Perseguitati, calunniati di tutti i paesi e in ogni lingua;

umiliati da giudizi perversi, da queste amare giustizie;

poveri carichi di ferite a causa delle politiche dei potenti,
così qualcuno ha pregato anche per voi:

Signore Gesù, che ti lasciasti colpire dalle frecciate pungenti e amare degli empi, ferisci le anime nostre indurite perché dove abbondò la colpa sovrabbondi la grazia.

1 Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

2 Ascolta, o Dio, la voce del mio lamento,
dal terrore del nemico proteggi la mia vita.
3 Tienimi lontano dal complotto dei malvagi,
dal tumulto di chi opera il male.
4 Affilano la loro lingua come spada,
scagliano come frecce parole amare
5 per colpire di nascosto l'innocente;
lo colpiscono all'improvviso e non hanno timore.
6 Si ostinano a fare il male,
progettano di nascondere tranelli;
dicono: «Chi potrà vederli?».
7 Tramano delitti,
attuano le trame che hanno ordito;
l'intimo dell'uomo e il suo cuore: un abisso!
8 Ma Dio li colpisce con le sue frecce:
all'improvviso sono feriti,
9 la loro stessa lingua li manderà in rovina,
chiunque, al vederli, scuoterà la testa.
10 Allora ognuno sarà preso da timore,
annuncerà le opere di Dio
e saprà discernere il suo agire.
11 Il giusto gioirà nel Signore
e riporrà in lui la sua speranza:
si glorieranno tutti i retti di cuore.  

COMMENTI

RAVASI

Questa è stata concepita come una preghiera che può essere recitata da tutti coloro che vedono la loro vita attraversata dalle frecce velenose della calunnia e del cattivo giudizio. Sapendo che cosa significa la parola in una società a struttura orale com'era quella dell'Antico Oriente, si intuisce il dramma di chi è avvolto dalla ragnatela delle menzogne, ferito dalle false testimonianze, isolato dal tessuto sociale. Il salmo è, allora, un formulario di preghiera per i calunniati e i perseguitati. Il suo messaggio è sostenuto da un'opposizione simbolica di grande effetto: da un lato corrono le frecce velenose della calunnia, vili perché scagliate nel buio (vv. 4-7), dall'altra parte sfrecciano, però, le saette di Dio che a sorpresa piombano sui calunniatori (vv. 8-9). Anzi, secondo la visione della vendetta immanente nello stesso peccato, è la freccia della calunnia che, come un «boomerang», ripiega su chi l'ha lanciata trapassandolo. Ed allora l'ultimo a gioire sarà il giusto (v. Il).

GIOVANNI NICOLINI

L'inimicizia da cui si supplica di essere salvati è quella che proviene da parola cattiva. Il ver.4 esprime questo con chiarezza: "Affilano la loro lingua come spada, scagliano come frecce parole amare". La vittima è "l'innocente", ed è lui a supplicare il Signore di tenerlo lontano "dal complotto dei malvagi"(ver.3). L'aggressività delle parole cattive è appunto un complotto, "per colpire di nascosto l'innocente; lo colpiscono all'improvviso e non hanno timore"(ver.5), e ancora "progettano di nascondere tranelli; dicono: chi li potrà vedere?". Dunque, un'aggressività particolarmente pericolosa!
Contro queste frecce che sono le "parole amare", ecco le frecce di Dio (ver.8). A questo punto, al ver.7, la versione greca si differenzia dal testo ebraico, e propone, al posto di "l'intimo dell'uomo e il suo cuore: un abisso! Ma Dio li colpisce con le sue frecce..", l'espressione "Verrà un uomo dal cuore profondo, e sarà esaltato Dio". Non voglio troppo complicarvi le cose, e cito questo particolare perché mi sembra particolarmente bello l'accenno all' "Uomo che verrà", al suo cuore profondo e all'essere esaltato Dio", tutte espressioni che ci fanno pensare al Signore Gesù. In ogni modo, nella competizione tra parole cattive e la Parola buona, le cattive saranno sconfitte: "la loro stessa lingua li manderà in rovina".
I vers.10-11 esaltano la condizione del "giusto" che, nel timor di Dio, "annuncerà le opere di Dio e saprà discernere il suo agire".

don LINO PEDRON

Il salmo precedente concludeva con questa frase: "Ai mentitori verrà chiusa la bocca". Il Sal 64 è lo sviluppo poetico di questo spunto. Il salmista è animato da una fede indomabile nella giustizia di Dio e nel trionfo della morale. È una preghiera che può essere recitata da tutti coloro che si sentono colpiti dalle frecce velenose della calunnia e del giudizio cattivo.

Il versetto finale è dedicato alla reazione dell'orante. Egli condivide la gioia di Dio. La gioia è costante nelle finali delle suppliche anche se spesso si tratta solo di una gioia sperata e non ancora ottenuta. Il salmo passa così dalla realtà amara dell'oppressione all'orizzonte luminoso della speranza e della gioia.

DIMENSIONE SPERANZA

Malvagità, persecuzioni, complotti inducono il salmista ad una conclusione triste: "...un baratro è l'uomo..."
Ma la mano dell'Onnipotente interviene in difesa del giusto.
Allora i retti di cuore che hanno riposto la loro speranza nel Signore, dopo essere stati uniti alla passione del Cristo, gioiranno con lui nella gloria della Risurrezione.
Anche gli altri, ecco la vittoria dell'amore, "...presi da timore, annunzieranno le opere di Dio e capiranno ciò che egli ha fatto"

«Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?» ... E lo schernivano: «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso!... Scenda ora dalla croce e gli crederemo. Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora; se gli vuol bene» ... Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù... furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio dl Dio!». (Mt 26/ 68; 27/ 41-43, 54)

L'ANGOLO DELLA SAPIENZA

Il Salmo di oggi è un breve passo in cui il salmista denuncia la persecuzione psicologica di cui è vittima. Infatti, non vi è solo la persecuzione fisica che nuoce al giusto, ma anche quella psicologica: non a caso, il detto afferma che le parole feriscono più di una spada. Vediamo chiaramente come il salmista sia proprio ferito dal comportamento persecutorio di uomini empi che congiurano contro di lui.

Nel leggere le prime righe sembra quasi che la disperazione si è impossessata del salmista, ma subito dopo vediamo che egli non è affatto finito perché ha Qualcuno in cui rifugiarsi e quel Qualcuno è il Signore Dio. Non è solo contro il male dei congiurati, ma ha accanto a sé il Signore che disperde e fa cadere gli empi, dalle loro stesse parole!!

Carissimi, è meraviglioso vedere che il giusto e il debole non sono mai soli, ma c'è Qualcuno su cui si può sempre contare: il solo pensiero che la giustizia sarà fatta, è un forte antidoto contro la disperazione e la depressione di chi cammina al buio, da solo, quale preda di uomini malvagi. Ecco dunque la conclusione speranzosa del salmista: Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza, i retti di cuore ne trarranno gloria. Sì, i giusti riposeranno e gioiranno nel Signore e i retti di cuore trarranno gloria proprio da questo; la vita eterna rappresenta per noi la speranza della vittoria contro il male e contro ogni empietà che domina il mondo terreno.

FIGLIE DELLA CHIESA

vv. 2-3: La lamentazione è introdotta, come spesso accade nelle composizioni del genere, da un appello alla divina "attenzione" e da una pressante richiesta di liberazione dal pericolo incombente.

-v. 2: "del mio lamento": alla lett.: "nel mio lamentarmi". Il lamentarsi è il genere nascosto, il sussurrare, come la preghiera di Anna, madre di Samuele al santuario di Silo (1Sam 1,15-16).

-v. 3: "congiura... tumulto...": il salmista chiede protezione contro le macchinazioni dei suoi nemici, che in segreto preparano un complotto contro di lui.

v. 4: "affilano la loro lingua...": c'è la figura della metonimia. La lingua è paragonata metaforicamente alla spada, che è simbolo del parlare sprezzante, e le parole sono assimilate alle frecce (cfr. Sal 55,22; 57,5). Secondo la legge del taglione, la freccia divina (v. 8) risponde alla freccia della parola cattiva (v. 4). Come spesso accade nei Salmi di lamentazione, la lingua appare come uno strumento micidiale di offesa, simile alla "spada", mentre le parole sono paragonate a "frecce" mortali. Forse qui si tratta di accuse presentate in tribunale contro l'innocente, dalle quali egli chiede a Dio di essere prosciolto. –"parole amare": sono le accuse false presentate in tribunale, o le calunnie e le diffamazioni che amareggiano l'innocente.

v. 5: "l'innocente": il salmista si definisce qui "innocente", "integro"; nel v. 11 si chiamerà anche "giusto".

v. 6: "Si ostinano nel fare il male...": alla lett.: "si fanno forti del loro agire male". Il versetto sottolinea la caparbietà dei nemici nell'operare il male. Essi inoltre si incoraggiano a perseverare nelle loro scelte perverse, sfidando anche Dio.

v. 7: La traduzione del versetto è congetturale a causa della corruzione del testo. – "un baratro è l'uomo e il suo cuore un abisso": si tratta probabilmente di un detto o di un proverbio e può richiamarsi a Ger 17,9-10.

vv. 8-10: Sotto forma di narrazione il salmista descrive la futura disfatta dei nemici come cosa già accaduta, e ciò in base alla sicurezza che gli proviene dalla sua incrollabile fiducia nell'intervento divino.

-v. 9: "la loro stessa lingua...": è la tesi della "nemesi immanente", che ricorre spesso nei passi imprecatori dei Salmi di "Supplica". – "scuoterà il capo": è un gesto di scherno e commiserazione per i nemici, che solitamente, andando contro l'innocente, hanno sfidato Dio. Si vede che la sconfitta dei nemici è avvenuta sotto gli occhi di tutti (cfr. Sal 22,8). Il gesto è riferito in genere a sfavore del giusto sofferente da parte dei suoi nemici (cfr. Sal 22,8), passo richiamato dagli Evangelisti per Cristo sulla croce; ma qui il gesto di scherno è attribuito a benpensanti, in difesa dell'innocente e a ignominia dei suoi persecutori sconfitti.

v. 11: La lamentazione si conclude con una nota di gioia riguardante i giusti e i retti di cuore; per una simile conclusione vedi Sal 32,11.

Dossologia

Gloria a Dio che scruta ogni cuore,
gloria all'uomo Gesù, il Signore,
alla luce che il Padre rivela
e illumina il nostro destino;
in noi canti lo Spirito gloria.

Preghiera

Per la grazia del tuo Figlio Gesù Cristo, nel quale ci hai amati oltre misura e ti sei rivelato quale Dio degli umili, donaci, Padre, di diffidare sempre perfino di noi stessi, e salvaci dall'arroganza di un cuore superbo e corrotto; aiutaci a superare ogni tribolazione, ogni persecuzione e angoscia, e preparaci attraverso queste prove, alla gioia senza fine del tuo Regno che intanto viene... Amen.

 

 

 

 

Inserito da  Giovedì, 14 Maggio 2015 Letto 1295 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Maggio 2015
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