Salmo 68

L' ingresso trionfale del Signore

 

DISPERDI LE GENTI CHE AMAN LE GUERRE

Carl Heinrich Bloch Consolator

Non turbiamo con nostre parole l'impetuoso dispiegarsi del canto. I pensieri si allarghino agli spazi senza confini della preghiera; il cuore scorga ancora la potenza tremenda di Dio che si rivela nella storia, e cammina - fattosi Emanuele - con l'uomo. Finiamo il canto ai piedi della Croce, davanti alla decisiva e ultima teofania; poi attendiamo in silenzio il mattino di Pasqua.

 

1 Al maestro del coro. Di Davide. Salmo. Canto.
2 Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
3 Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio.
4 I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
5 Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
appianate la strada a colui che cavalca le nubi:
Signore è il suo nome,
esultate davanti a lui.
6 Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
7 A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.
Solo i ribelli dimorano in arida terra.
8 O Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
quando camminavi per il deserto,
9 tremò la terra, i cieli stillarono
davanti a Dio, quello del Sinai,
davanti a Dio, il Dio d'Israele.
10 Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
11 e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio.
12 Il Signore annuncia una notizia,
grande schiera sono le messaggere di vittoria:
13 «Fuggono, fuggono i re degli eserciti!
Nel campo, presso la casa, ci si divide la preda.
14 Non restate a dormire nei recinti!
Splendono d'argento le ali della colomba,
di riflessi d'oro le sue piume».
15 Quando l'Onnipotente là disperdeva i re,
allora nevicava sul Salmon.
16 Montagna eccelsa è il monte di Basan,
montagna dalle alte cime è il monte di Basan.
17 Perché invidiate, montagne dalle alte cime,
la montagna che Dio ha desiderato per sua dimora?
Il Signore l'abiterà per sempre.

18 I carri di Dio sono miriadi, migliaia gli arcieri:
il Signore è tra loro, sul Sinai, in santità.
19 Sei salito in alto e hai fatto prigionieri –
dagli uomini hai ricevuto tributi
e anche dai ribelli –,
perché là tu dimori, Signore Dio!
20 Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.
21 Il nostro Dio è un Dio che salva;
al Signore Dio appartengono le porte della morte.
22 Sì, Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici,
la testa dai lunghi capelli di chi percorre la via del delitto.
23 Ha detto il Signore: «Da Basan li farò tornare,
li farò tornare dagli abissi del mare,
24 perché il tuo piede si bagni nel sangue
e la lingua dei tuoi cani riceva la sua parte tra i nemici».
25 Appare il tuo corteo, Dio,
il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.
26 Precedono i cantori, seguono i suonatori di cetra,
insieme a fanciulle che suonano tamburelli.
27 «Benedite Dio nelle vostre assemblee,
benedite il Signore, voi della comunità d'Israele».
28 Ecco Beniamino, un piccolo che guida
i capi di Giuda, la loro schiera,
i capi di Zàbulon, i capi di Nèftali.
29 Mostra, o Dio, la tua forza,
conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!
30 Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
i re ti porteranno doni.
31 Minaccia la bestia del canneto,
quel branco di bufali, quell'esercito di tori,
che si prostrano a idoli d'argento;
disperdi i popoli che amano la guerra!
32 Verranno i grandi dall'Egitto,
l'Etiopia tenderà le mani a Dio.
33 Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore,
34 a colui che cavalca nei cieli, nei cieli eterni.
Ecco, fa sentire la sua voce, una voce potente!
35 Riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi.
36 Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
È lui, il Dio d'Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
Sia benedetto Dio!

COMMENTI

RAVASI

Chiamato tradizionalmente «il Titano dei Salmi», questo monumentale «Te Deum» al Signore della storia e del cosmo pone infiniti problemi di critica testuale, storica e letteraria. È una pagina corrotta e macchiata che lascia, però, intravedere l'antico splendore delle sue miniature; è una cattedrale poetica, lineare nella sua planimetria generale ma complessa nei particolari che spesso sono lesionati o in rovina. Il piano di lettura dell'ode potrebbe essere così disegnato. Un «invitatorio» alla lode in onore del Signore (vv. 2-4) ci introduce alla prima scena (vv. 5-11) che è una rievocazione dell'esodo di Israele dall'Egitto verso la terra della libertà. La seconda scena (vv. 12-19) è la celebrazione proprio di questa terra nella quale ire cananei fuggono in rotta mentre la colomba, cioè Israele, si riveste del loro bottino d'oro e d'argento. Su tutto l'orizzonte si erge il Signore che viene dal Sinai al Tempio di Sion, mentre tutti i monti di Palestina si chinano a lui. Dopo un interludio (vv. 20-22) ecco la terza scena che dipinge una processione verso Sion (vv. 23-24). Nel corteo c'è l'orchestra del Tempio, ci sono le tribù d'lsraele, ci sono i popoli vinti raffigurati da animali (v. 31). Giunta nel Tempio, la processione eleva una solenne benedizione (vv. 35-36) al Dio che è «padre e custode degli orfani e delle vedove», al Dio che ama il suo popolo, al Dio che disperde le genti che amano la guerra.

GIOVANNI NICOLINI

In questo grande Salmo di lode la storia della salvezza viene interpretata come il corteo di Dio che dall'Egitto alla Terra, e al monte Sion, porta il Popolo della Prima Alleanza alla pienezza della sua relazione e della sua comunione con il Signore che lo ha liberato e che lo conduce lungo le vie della salvezza e della pace. Memoria e lode alla gloria di Dio si intrecciano tra loro. Il ver.2 cita le parole pronunciate da Mosè (Numeri 10,35) quando l'Arca riprendeva il cammino nel deserto, una marcia militare che era, allo stesso tempo, una processione cultuale, come dice una nota delle bibbie. L'avanzata di Dio disperde e mette in fuga i nemici, dissolti come fumo e sciolti come cera di fronte al fuoco, mentre i giusti "si rallegrano, esultano davanti a Dio e cantano di gioia". Nulla dice la fatica di una storia penosa e pericolosa. Tutto celebra una grande liturgia di gioia. Così i vers.3-4.
A mirabile "contrasto" con immagini di potenza, come quella del Signore che "cavalca le nubi", perché anche tutta la creazione lo serve e lo glorifica, i vers.6-7 ci regalano l'immagine di piccolezza e di fragilità di questo popolo povero e amato da Dio. "Solo i ribelli dimorano in arida terra", cioè quelli che non colgono e non accolgono la piccolezza come luogo dell'elezione divina.
Tutta la natura partecipa ed esalta la grande storia di Israele e del suo Signore, che è il Dio del Sinai e il Dio d'Israele. E così è stato fino alla Terra dove infine il Popolo abita, quella terra che "nella tua bontà hai reso sicura per il povero, o Dio"(ver.11).
Anche tutte le imprese di guerra, ricordate in particolare ai vers.12-15, vedono fughe dei re nemici e ricca preda per il popolo, rappresentato al ver.14 come una colomba, splendente d'argento e d'oro per le sue imprese, che in realtà sono eventi di salvezza donategli dal Signore.
L'elezione del popolo porta necessariamente con sé l'elezione del luogo dove il popolo si stabilisce, e dove Dio stesso stabilisce la sua dimora.

Non vi nascondo un certo travaglio che ho dovuto attraversare nell'ascolto e nella preghiera di questo Salmo. La strada che infine ho intrapreso porta con sé anche questa mia fatica. Fatica che peraltro dolcemente il Signore mi chiede – forse "ci" chiede? – nel cammino quotidiano della vita. Ma è poi quello che la Divina Liturgia, la Messa di ogni giorno, mi chiede e mi dona: parole, silenzi, gesti...che sembrano porsi in contrasto violento con la povertà della storia nella quale cammino. Ma non evasione! Non fuga, quanto piuttosto segreto di speranza. Riconciliazione, ascolto, offerta, pane spezzato insieme e per tutti, abbraccio di pace, Padre Nostro...Tutte luci divine che sono "dentro" la nostra umile – e talvolta "umiliata" – storia. Forse non riesco a farmi capire. Gesù è la luce che risplende nelle nostre giornate come "segreto" e "luce" della nostra piccola e povera storia. Per molti, Dio è morto nei campi di sterminio, perchè non si è reso presente. Non ha parlato. Ma in quell' "assenza" e in quel "silenzio" c'era Gesù. Perdonate se vi confondo.Torno al nostro Salmo. Credo cioè che queste parole vadano ascoltate e celebrate con pienezza di speranza dentro una storia che sembra lontana e magari opposta ad esse. Proprio come Dio che si è fatto del tutto presente non nei trionfi dei cortei di guerra, ma nella passione che ha condotto il Figlio all'obbedienza della Croce.
Il Signore sale in alto, con prigionieri e tributi ricevuti dagli uomini anche se ribelli. Se volete, andate a vedere in Efesini 4,8 come Paolo "legge" questo ver.19! E noi anche oggi benediciamo il Signore che "porta la salvezza", "che salva", cui "appartengono le porte della morte": e tutto questo appunto mi è possibile nella Parola che Dio ha affidato ai padri ebrei per consegnarla a Gesù nella pienezza dei tempi. Perché è nel suo sacrificio d'amore, quindi nella debolezza scandalosa della Croce, che questo si compie. Avviene. Anche oggi.
La vittoria sul Nemico, annunciata trionfalmente ai vers.22-24, si compie non nel sangue dei nemici, ma nel sangue del Figlio di Dio. E' Lui infatti, che prende su di Sé "il peccato del mondo", come "Agnello" che redime nel suo sangue tutto il sangue sparso. Allora tutta la bellezza dei vers.25-30 si rende presente nella nostra umile e gioiosa liturgia di lode, nella quale hanno una parte privilegiata quei piccoli e quei poveri che, razionalmente, sembrano i più lontani dalla potenza di Dio, ma che ne sono l'immagine più forte a motivo della piccolezza di Gesù.
Allora mi è possibile, e mi è fonte di gioia, l'ultima parte del nostro Salmo, i vers.32-36, che dopo aver chiesto al ver.31, che Egli minacci e scacci "la bestia del canneto" che oggi mi e ci insidia, possiamo vedere la prospettiva di dilatazione universale della luce divina che Gesù ci mostra nella sua Persona e nella sua opera di croce e di gloria.

PERFETTA LETIZIA

Il salmista presenta la sovranità universale di Dio nella figura di un cavaliere che avanza vincitore nei cieli di tutta la terra, e invita a cantare inni : "A colui che cavalca nei cieli, nei cieli eterni".

"Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario"; Dio, che ha preso dimora nel santuario, è l'Invincibile che getta lo sgomento sui suoi nemici.

L'uso cristiano del salmo considera il suo "sensus plenior", dove Cristo è colui per mezzo del quale avverrà che i grandi d'Egitto e d'Etiopia - tutte le nazioni - tenderanno le mani a Dio. Al Dio del Sinai, che appare di tremenda maestà e che giunge con la sua "gloria" nel tempio, succederà l'opera salvifica del Figlio, il Cristo, il quale con la sua parola e la sua morte e risurrezione ha costituito la Chiesa e le dona la forza del suo Spirito per vincere con la carità e la verità la durezza dei cuori, che se induriti all'estremo dal rifiuto della verità e della carità conosceranno l'umiliante disfatta di una lotta tragica tra di loro e infine il giudizio finale.

LINO PEDRON

Questo salmo è il "Te Deum" d'Israele. È la pagina più difficile di tutto il salterio. "È un salmo monumentale, simile a una cattedrale grandiosa e semplice nella sua idea generale, ricca nei dettagli, ma con parti in rovina e ornamenti cancellati" (Brillet).

Il salmo 68 secondo la "Vita di Antonio" attribuita a s. Atanasio era la preghiera del famoso padre del deserto durante le tentazioni: "I conoscenti andavano là e lo udivano cantare i salmi: Sorga Dio e vengano dispersi i suoi nemici e coloro che lo odiano fuggano dal suo cospetto. Come si dilegua il fumo essi si dileguino. Come la cera si scioglie al cospetto del fuoco, così periscano i peccatori al cospetto di Dio".

Dossologia

A lui che ci ama e ci ha liberati,
a lui che viene da sopra le nubi,
risuoni l' Amen di tutte le chiese,
l'inno del popolo nuovo e redento.

Preghiera

Tu sai, Signore, che benedizione e maledizione si intrecciano da sempre nella storia; anche se è vero che il traguardoè la tua misericordia. È la storia, Signore, il luogo delle tue operazioni.
Tu non sei l'astratto Iddio, indifferente e impassibile, quell'«Atto-Puro» che pure ha imperversato a lungo anche fra noi; tu sei un Dio coinvolto e vivente in questa storia; fattosi nostra carne e sangue, carne e sangue di povera gente;tu sei la forza appassionante di tutte queste lotte di liberazione: sei tu che hai udito il lamento dei poveri, e sei sceso «a rompere i ceppi delle loro catene e a farli camminare a testa alta»; e hai acceso un roveto che non si spegne più.
Noi non ti preghiamo perché tu cambi, ti chiediamo solo di caricarci della tua forza, per cambiare noi e la storia.Mostruosi non sono i tuoi interventi, mostruose sono solo le nostre indifferenze, o le nostre prevaricazioni. Perciò era necessario che venisse il tuo Cristo perché imparassimo il tuo segreto: come tu operi, e come stai sempre nella storia. Ora è lui il vero roveto che arde e non si consuma. A nome di tutti i poveri, ti ringraziamo, Signore. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

Inserito da  Giovedì, 28 Maggio 2015 Letto 1239 volte
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