Salmo 72

Il Re Promesso

SCENDA LA PIOGGIA SULL'ERBA E SUL GRANO

Salmo65  

E noi dovremmo essere questi monti di pace; le messi di grano che ondeggiano sulle colline.
Noi la fioritura di questa giustizia messianica, segno che egli è venuto, e viene, e verrà.
Ma potremmo cantare, con cuore pacifico, questo Amen
davanti alle sempre deluse speranze dei poveri?

 

1 Di Salomone.
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
2 egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
3 Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
4 Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero
e abbatta l'oppressore.
5 Ti faccia durare quanto il sole,
come la luna, di generazione in generazione.
6 Scenda come pioggia sull'erba,
come acqua che irrora la terra.
7 Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
8 E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
9 A lui si pieghino le tribù del deserto,
mordano la polvere i suoi nemici.
10 I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
11 Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.
12 Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
13 Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
14 Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue.
15 Viva e gli sia dato oro di Arabia,
si preghi sempre per lui,
sia benedetto ogni giorno.
16 Abbondi il frumento nel paese,
ondeggi sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorisca come il Libano,
la sua messe come l'erba dei campi.
17 Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato.
18 Benedetto il Signore, Dio d'Israele:
egli solo compie meraviglie.
19 E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra.
Amen, amen.
20 Qui finiscono le preghiere di Davide, figlio di Iesse

 

COMMENTI

Coi Salmi 2; 89; 110 il Salmo 72 costituisce la tetralogia classica dei Salmi regali riletti in chiave messianica dalla tradizione giudaica e cristiana. Dietro il volto del giovane re che sta per essere incoronato, a cui si augura un regno di giustizia e di lunghi anni, si profila il volto del re perfetto, il «consacrato-messia» supremo che veramente sarà «giusto giudice dei poveri» e veramente «abbatterà e calpesterà l'oppressore» (v. 4). È proprio in questa prospettiva lunga e gloriosa che i toni encomiastici e curiali dell'innologia monarchica si trasformano nella realtà sperata dal Messia: la sua giustizia sarà perfetta, il suo dominio universale, il suo regno eterno, il cosmo intero sarà coinvolto nella pace, il celebre e atteso shalom che il v. 16 dipinge coi colori agricoli di un paradiso terrestre (le spighe di grano ondeggeranno persino sugli aridi picchi montuosi). L 'inno, dalla struttura molto raffinata segnata da giaculatorie regali (vv. 5.11.17), è chiuso da una benedizione posteriore (vv. 18-19). Essa è stata aggiunta dalla tradizione liturgica giudaica che aveva diviso il Salterio in cinque libri: finiva qui, con questa benedizione, il secondo libro, iniziato col Salmo 42.

GIOVANNI NICOLINI

Vi ricordo una piccola indicazione che tempo fa vi ho trasmesso circa la via che seguo nell'ascolto delle Scritture, in particolare quelle del cosiddetto "Vecchio Testamento": chiedo sempre a Gesù di essere Lui a "leggermi" la Parola, a farmela ascoltare. E cerco di seguire la grande tradizione delle Chiese che hanno sempre riconosciuto e accolto la Persona di Gesù come presente in tutte le Scritture, che quindi sempre parlano di Lui. Oggi siamo alla conclusione di questa nostra meravigliosa "camminata" nel Secondo Libro del Salterio, della quale vi ringrazio vivamente per come mi avete accompagnato con i molti messaggi che ogni giorno ho ricevuto da voi. E soprattutto per la preghiera e l'affetto che ho sempre avvertito da parte vostra. Oggi quindi voglio con particolare affetto pregare insieme a voi Gesù nelle parole del Salmo che ci viene regalato.
Penso dunque a Gesù, come Colui al quale Dio Padre affida il suo diritto e la sua giustizia, perché lo porti a noi e a tutta l'umanità. Così propongo che possiamo ascoltare i vers.1-2, dove mi sembra che la "giustizia" divina sia quella che in pienezza Gesù ci comunica nel Vangelo e il "giudizio" sia il compiersi nel tempo e nello spazio in cui viviamo di quella giustizia divina che è annuncio di liberazione e di salvezza per tutti e in particolare per i poveri. Per i poveri tra i quali siamo anche noi con tutte le nostre povertà, insieme a coloro che accanto a noi ci ricordano e ci annunciano con le loro "tremende" povertà quale sguardo d'amore il Padre ponga sulla storia di questa povera umanità da Lui cercata e amata fino alla Croce di Gesù. Sempre di più mi sembra che la povertà e il mistero del Povero siano il grande "appuntamento" per l'incontro tra Dio e l'intera umanità.
Proprio su questa povera umanità splende ormai per sempre la luce del Signore del Vangelo e il Vangelo del Signore (ver.5), Vangelo che vuole scendere sull'umanità come "pioggia che irrora la terra"(ver.6). Sarà il Vangelo a donare che "fiorisca il giusto e abbondi la pace"(ver.7), dove sono portato a interpretare questa Parola come il "fiorire" del giusto Gesù in ogni figlio e figlia di Dio. Gesù come un dono effuso su tutto e su tutti. Gesù presente e riconoscibile in tutto e in tutti. Questo è il "Regno di Dio", così assolutamente diverso dai regni del mondo. Regno di Dio presente nella Chiesa che è "il popolo di Dio", ma anche, come aspirazione, progetto e anche realtà presente, in tutti i popoli. Mi piace sempre di più osservare nelle molte fedi e non-fedi, nelle diversissime culture dei popoli, il seme e il germe di Gesù! La mia speranza è che quando qualcuno, provenendo da altra fede, viene battezzato nella fede di Gesù, ancor più ami la fede e la sapienza nelle quali è nato e cresciuto prima di essere incontrato dal Signore Gesù che l'ha chiamato non perchè ripudi la sua storia, ma al contrario perché custodisca nel suo affetto e nella sua preghiera la sua gente. Così ascolto in particolare i vers.8-11.
L'ultima parte del Salmo è una grande benedizione che noi oggi rivolgiamo a Gesù: "Egli solo compie meraviglie...della sua gloria sia piena tutta la terra"(vers.12-19).
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

ANONYMOUS

Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero
e abbatta l'oppressore.

sì, è proprio Gesù...
e preghiamolo che ci mandi il suo spirito perchè anche noi cristiani possiamo nella nostra vita essere per i poveri: con l'aiuto materiale, con l'aiuto spirituale cioè testimoniare Lui, e la richezza della sua Parola

ROBERTO TUFARIELLO

E' una scena regale, forse – dicono le note – una intronizzazione; al centro, un "figlio di re", cui Dio affida la giustizia e il diritto. Attorno, una splendida corona naturale: monti e colline, che contribuiscono a creare, donare pace... – Ma che ne diremmo noi se oggi un sovrano ci dicesse: "Sono re degli straccioni, dei clochard, dei rom... Di loro mi circondo e per loro opero"!? Ed è proprio questo che il salmo indica: questo Re deve occuparsi dei "poveri", di quelli che non hanno alcun peso nella società che conta, anzi, che spesso sono oppressi e sfruttati dai grandi e potenti. "Ai poveri del popolo renda giustizia,/ salvi i figli del misero/ e abbatta l'oppressore"(v.4). "Egli libererà il misero che invoca/ e il povero che non trova aiuto"(v.12). Tra i poveri, poi, ci siamo anche noi, come don Giovanni ha spiegato più volte. Eccolo quindi questo Re-salvatore che entra in Gerusalemme su di un asinello e va a compiere quel "servizio" in favore di tutti, il dono della sua vita; Lì si compie la giustizia di Dio, la sua fedeltà.

don LINO PEDRON

Questo salmo formula la convinzione che il re sia costituito da Dio come custode del diritto e della giustizia per il suo popolo. Popolo di Dio sono qui gli umiliati e i poveri. Il suo contenuto è una profezia messianica: il Dio dell'Alleanza avrà nel re messianico il coronamento della sua opera di salvezza. La visione del salmo 72 non si è realizzata pienamente con la prima venuta di Gesù. Infatti i cristiani attendono ancora. Il mondo resta ancora nella tribolazione e anche la chiesa, benché santificata dal suo Signore, è e rimane ancora una chiesa di peccatori. Il cristiano vigilante attende con impazienza e nostalgia la venuta finale del Cristo: "Signore nostro, vieni!" (1Cor 16,22).

I PADRI DELLA CHIESA

v. 1 "Profezia di un Salvatore, re universale e in eterno. L'inizio del salmo gli attribuisce i tratti distintivi di Salomone, ma si tratta del re del salmo 2,6 costituito re e consacrato da Dio" (Eusebio).

"Questo salmo annuncia la venuta del Cristo e la chiamata delle genti. Il Cristo è il vero Salomone, il Pacifico che riunisce i due popoli e fa cadere il muro dell'inimicizia" (Atanasio).

"Anche questo salmo si riferisce propriamente al Cristo: s'incarna nell'umiltà, libera i poveri tenuti prigionieri dal forte armato, ritorna in cielo e riceve dal Padre il potere di giudicare" (Girolamo).

"L'Antico Testamento è pieno del Nuovo. In tutto questo salmo il profeta annuncia la venuta del Signore parlando sia della sua umanità che della sua divinità" (Cassiodoro).

v. 2 "I poveri di Dio sono coloro che, abbandonando ogni superbia di questo mondo, si abbandonano completamente all'umiltà. Se un povero è orgoglioso, non è un povero di Dio, e se un ricco ama l'umiltà, non è un ricco di questo mondo. È la volontà che discerne, non il nome" (Cassiodoro).

"Non parla di poveri in beni materiali, ma di poveri in spirito" (Rufino).

v. 3 "I giusti ricevano il Cristo che è pace e giustizia" (Girolamo).

"Il Cristo è pace perché ci riconcilia a Dio e giustizia perché giudicherà il mondo" (Cassiodoro).

v. 5 "Continuerà ad esistere per tutta l'eternità come Dio e uomo, lui che era prima di tutti i secoli" (Cirillo di Alessandria).

"La chiesa di Dio, corpo del Cristo sulla terra, non verrà mai meno e resterà salda fino alla fine del mondo" (Agostino).

"L'umanità santa del Cristo sarà unita al Verbo per l'eternità, siederà con lui alla destra del Padre. Il sole è il Figlio di Dio, Verbo del Padre. La luna è la chiesa. La luna è l'immagine della chiesa perché non brilla di luce propria, ma riceve la luce dal sole. La chiesa sembra calare, come la luna, durante le persecuzioni; poi, quando ritrova la pace, gioisce di tutta la sua luce" (Cassiodoro).

v. 6 "Prima di lui l'umanità, come terra arida, non poteva portare frutti di santità" (Girolamo).

v. 7 "Con l'avvento del Cristo, sorge per noi la giustizia e l'abbondanza della pace perché ci volgiamo verso Dio. Inoltre, il diavolo è sconfitto, lui che si era sbarazzato dell'uomo, ma ora siamo noi che ci liberiamo di lui" (Cirillo di Alessandria).

"Gli eventi danno ragione alla profezia: la natura umana, liberata dall'empietà, imparò la pietà. Anche se vi sono uomini che non vivono secondo il vangelo, i buoni sono più numerosi dei malvagi" (Teodoreto).

"Finché non si spenga la luna: è il tempo in cui la chiesa continuerà a crescere, finché non sia completo il numero degli eletti" (Cassiodoro).

v. 8 "Da un capo all'altro del mondo" (Teodoreto).

"Il fiume è il Giordano ove il Cristo fu battezzato e ricevette la testimonianza del Padre. È a partire di là che egli cominciò a predicare" (Origene).

v. 9 "Linguaggio figurato per esprimere la sottomissione totale al Cristo" (Atanasio).

v. 10 "I re di Tarsis e i re degli Arabi e di Saba offriranno se stessi, poiché i sacrifici d'animali cesseranno alla venuta del Signore" (Cassiodoro).

v. 11 "Ora non vediamo ancora come tutte le cose gli siano sottomesse (Eb 2,8), ma allora ogni ginocchio si piegherà (cfr. Fil 2,10)" (Teodoreto).

v. 12 "Il potente è il diavolo. Il povero è la natura umana, che in quel tempo era priva di Dio" (Teodoreto).

v. 13 "Avrà pietà di quanti sono schiavi di qualche peccato. Anche gli eletti hanno bisogno di perdono" (Cassiodoro).

v. 14 "Riscatta le nostre anime stracciando il chirografo scritto contro di noi (cfr. Col 2,14) e rimettendo gratuitamente il debito a colui che doveva cinquecento talenti come a colui che ne doveva cinquanta" (Atanasio).

v. 15 "Vivrà: sta a indicare il suo regno eterno. Risponde alla formula frequente dell'Antico Testamento: Viva il Signore! Il Cristo dunque vive di questa singolare beatitudine, di cui gioisce solo la Trinità" (Cassiodoro).

"L'oro di Arabia è il più puro di tutti" (Cassiodoro).

v. 16 "L'erba, talvolta considerata come cosa cattiva, qui è simbolo dell'erba fiorita con cui si intrecciano le corone dei santi: i santi, rigenerati per il battesimo, fioriranno. Dalla Gerusalemme celeste, rivestiti delle loro opere buone, risplenderanno come l'erba fiorita prodotta dalla terra dove scorre latte e miele" (Girolamo).

v. 17 "È la promessa fatta ad Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette tutte le tribù della terra (Gen 22,18). Aggiunge tutte le genti per sottolineare in modo più forte l'universalità" (Cassiodoro).

v. 18 "I prodigi sono, in questo caso, l'aver distrutto l'impero di satana. I tratti distintivi del re eterno e universale non si addicono a Salomone, ma provano che il salmo è detto a nome del nostro Signore Gesù Cristo" (Atanasio).

v. 19 "La finale del salmo equivale all'invocazione del Padre nostro: Sia santificato il tuo nome (Mt 6,9)" (Agostino).

 

Dossologia

Anche noi ti rendiamo la gloria,
Padre santo il cui nome è sublime;
con il Figlio e lo Spirito santo
sempre gloria nei secoli eterni.

Preghiera

Dio, che sei e che eri, e sarai, per te la terra continua a fiorire e a sperare; per te fiorisce anche il diritto e la giustizia: e cioè, il tuo Figlio continui a venire, il suo nome sorpassi ogni tempo e risplenda più a lungo del sole. Amen.

 

Inserito da  Sabato, 30 Maggio 2015 Letto 1134 volte Ultima modifica il Domenica, 27 Settembre 2015
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