Salmo 82

Contro i principi pagani

CONTRO I PRINCIPI PAGANI

principi pagani2

Dio, intervieni ancora! Ancora siedono su «alti troni» quanti confidano «nel solo potere». E sono folli. O Dio, abbatti «i potenti da/le loro sedi...». E si moltiplicano ne/le città tribunali ove piccoli uomini ancora indossano toghe e parrucche, quasi a dimostrare che sono gente di altra stirpe: arbitri assoluti. No, non sono dèi, e tuttavia sono ugualmente un pericolo come gli antichi dèi.

 

1 Salmo. Di Asaf.

Dio presiede l’assemblea divina,

giudica in mezzo agli dèi:

2 «Fino a quando emetterete sentenze ingiuste

e sosterrete la parte dei malvagi?

3 Difendete il debole e l’orfano,

al povero e al misero fate giustizia!

4 Salvate il debole e l’indigente,

liberatelo dalla mano dei malvagi!».

5 Non capiscono, non vogliono intendere,

camminano nelle tenebre;

vacillano tutte le fondamenta della terra.

6 Io ho detto: «Voi siete dèi,

siete tutti figli dell’Altissimo,

7 ma certo morirete come ogni uomo,

cadrete come tutti i potenti».

8 Àlzati, o Dio, a giudicare la terra,

perché a te appartengono tutte le genti!

COMMENTI

RAVASI

Un po' come nel Salmo 58, abbiamo all'interno di questo testo polemico un doppio protagonista. La duplicità è favorita anche dall'ambiguità della parola ebraica 'elohim presente nel v. 1: essa indica «gli dèi» ma anche «i potenti». Perciò il salmo oscilla dalla criticaanti-idolatrica a quella sociale e probabilmente esso ha avuto diverse applicazioni in epoche e in contesti diversi. L 'impostazione del testo è quella di un'assise giudiziaria in cui il Signore pronunzia una violenta arringa di denunzia per le violazioni del diritto nei confronti dei poveri (vv. 2-4). Davanti alla pertinacia dei politici e dei loro protettori, gli idoli che essi stessi si sono costruiti (v. 5), si emette la sentenza capitale (vv. 6-7). Essa inizia con un sarcastico «Voi siete dèi e figli del Dio altissimo»: è un atto di accusa contro l'illusione del potente e dell'idolo di poter sfidare Dio ponendo il trono nei cieli, facendosi adorare, credendosi arbitri della storia. Ebbene, Dio li farà precipitare nella tomba, svelando che essi sono carne che muore e non Dio. E il popolo delle vittime causate dal potere e dai falsi dèi chiude l'assise giudiziaria con un'ovazione all'unico vero Dio e Signore, il Vivente, Re della giustizia (v. 8).

GIOVANNI NICOLINI

Premetto che sono molto legato a questo piccolo Salmo e anche oggi, incontrandolo, sono visitato da molti pensieri, e interrogativi, e trepidazioni e speranze. Ma cercherò di non farvi perdere tempo e di essere il più possibile obbediente ad una norma di semplicità e di umiltà.
Sulle vostre bibbie potete facilmente verificare che questi dèi citati al ver.1 e al ver.6 sono in certo modo i protagonisti di questa Parola di Dio. In Giovanni 10,22-39 Gesù cita questo Salmo in un testo molto importante che illumina il nostro Salmo. Questi déi non sono solo degli “dèi” come intendiamo le divinità delle religioni pagane. E non sono solo le grandi “potenze” che dominano a storia dell’umanità, come il potere, la ricchezza, la potenza economica e militare, e anche la potenza della psicologia e quella dei mezzi di comunicazione.... E non sono solo coloro che detengono i grandi poteri del mondo. Ma sono... tutto questo! Sono dunque potenze, poteri e potenti. E il nostro Salmo li convoca per il giudizio divino del Dio d’Israele che è il Padre di Gesù e Padre nostro.
E questi “dèi” il Signore li accusa duramente: “Fino a quando emetterete sentenze ingiuste e sosterrete la parte dei malvagi?”. Questa accusa divina nasce dal mistero del Dio di Israele e dal mistero della Persona di Gesù: una concezione del divino totalmente opposta alle “religioni del mondo”. Le religioni mondane, infatti sono la divinizzazione e la glorificazione dei poteri del mondo e di coloro che li detengono. L’alleanza tra il trono e l’altare! Al contrario, la fede ebraico-cristiana ha al suo cuore la difesa e la salvezza dei piccoli e dei poveri: di Israele che è il più piccolo di tutti i popoli e di tutti i piccoli e i poveri del mondo: “Difendete il debole e l’orfano, al povero e al misero fate giustizia! Salvate il debole e l’indigente, liberatelo dalla mano dei malvagi”(vers.3-4). In Gesù Dio si fa piccolo e povero per liberare e salvare tutti i poveri della terra. Capite che il tema è delicatissimo, perché quando il Popolo di Dio si mondanizza entra in questa stessa religiosità deviata e depravata.
Quindi, è severo il giudizio verso questi cattivi “dèi”: “Non capiscono, non vogliono intendere, camminano nelle tenebre; vacillano tutte le fondamenta della terra”(ver.5). E’ la tremenda responsabilità di deviare la Parola e la potenza della salvezza divina.
I vers.6-7 esplicitano il giudizio divino: queste “divinità” saranno sottoposto al comune giudizio di tutti, perché, anche se sono “dèi”,moriranno come ogni uomo, e cadranno come anche tutti i potenti cadono. “Alzati, o Dio, a giudicare la terra, perché a Te appartengono tutte le genti” dice il ver.8. Questo “alzati” è espresso con il verbo della risurrezione. Gesù è Dio che risorge dai morti, primogenito dell’umanità nuova.

ROBERTO TUFFARIELLO

Che questi dèi di cui si parla in questo salmo siano esseri celesti o giudici terreni e potenze mondane, è certo che l’ultima parola appartiene a Dio: Egli “presiede l’assemblea divina, giudica in mezzo agli dè1″(v.1) “perché a lui appartengono tutte le genti”(v.8). E noi sappiamo che gli stanno a cuore proprio il debole e l’orfano, il povero e il misero, l’indigente e l’umile (vv.3-4). Sono gli stessi che anche noi dovremmo avere a cuore e difendere nelle nostra (non sempre civile) società, nei limiti delle nostre capacità. – Il v.6 (“Io ho detto: Voi siete dèi”) veniva riferito dall’esegesi ebraica non solo ai giudici, ma all’insieme degli israeliti (così dice la nota TOB) ed è bello che Gesù si basi proprio su tale esegesi per applicarlo anche a se stesso, concludendo la sua argomentazione con l’affermazione: “Sono Figlio di Dio...”(Gv 10,36).

LUCA - MAPANDA

Dobbiamo considerarci tra quelli a cui Dio si rivolge. Quest’opera di giudizio iniquo di fare preferenze a sfavore del povero è estremamente facile anche all’interno della Chiesa: Gc “supponiamo che entri in una vostra adunanza qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito splendidamente ... se voi guardate a colui che è vestito splendidamente e gli dite: tu siedi qui comodamente; e al povero dite: tu mettiti in piedi lì oppure dite: siediti qui ai piedi del mio sgabello; non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi perversi?
Ricorda 1 Gv 1, 11 “Chi odia suo fratello è nelle tenebre e cammina nelle tenebre e non sa dove va perchè le tenebre hanno accecato i suoi occhi.
Anche oggi Dio si manifesta come il Dio dei piccoli, il Padre dei poveri, il difensore delle vedove. E per questo opera un giudizio verso tutti gli dèi: come è Lui, come opera Lui, così vuole che siamo e operiamo anche noi.
– è un salmo pasquale: si parla della morte “morirete come ogni uomo” e della risurrezione “Sorgi Dio”. Da notare che il versetto 6 è citato anche nel vangelo di Giovanni.
– il testo più forte e più bello è Gb 13, 7-8: “Vorreste forse dire il falso in difesa di Dio e in suo favore parlare con inganno? Vorreste prendere le parti di Dio e farvi suoi avvocati?”, testo che ci pone molte domande nell’immagine che abbiamo di Dio, della religione e sul legame indissolubile tra il mistero di Dio e il mistero del debole.

DIMENSIONE SPERANZA

Breve oracolo del Signore che si erge in mezzo all’assemblea dei “grandi” per rimproverarli della parzialità iniqua e faziosa dei loro giudizi, richiamandoli al dovere di difendere i deboli. Il salmista che ha ascoltato fa i suoi commenti: non c’è niente da fare, non ne vogliono sapere, preferiscono le tenebre alla luce... ed è per questo che le cose della terra vanno a rotoli. Vi comportate come “dèi”, mentre anche voi siete figli dell’Altissimo come tutti noi. Eppure morirete anche voi, come ogni uomo; e, come tutti gli altri potenti, verrà il giorno che cadrete anche voi.... Queste considerazioni ravvivano la fede del salmista, che termina invocando Dio perché venga lui a far giustizia.

 riferimento  alla seguente frase del N.T.

“Sappiate che non trovo in lui nessuna colpa”... “Non avresti nessun potere su di me se non ti fosse stato dato dall’alto”... Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Gv 19.4.11.16.

Dossologia

Dietro il corteo trionfale di Cristo
sian trascinati Dominii e Potenze:
«Egli era prima di tutte le cose»
così lo cantino tutti i salvati.

Preghiera

Dio, che non puoi non odiare una giustizia ingiusta;
- e ingiusta è sempre una giustizia
che protegge il delitto e la corruzione,
ingiusta quando non cura la difesa del debole
e dell'oppresso: - fa' che ognuno di noi
diventi strumento della tua giustizia,
e possiamo così continuare
la tua opera di liberazione dei poveri,
ed essi riprendano ancora
a crederti e a sperare.
Amen.

ancora

Illumina, Signore, le coscienze di coloro che abusano del potere: comprendano che anch’essi dovranno morire; e che tu sei venuto per salvare anche loro, perché tutti siamo figli dell’Altissimo. Amen

 

 

 

Inserito da  Mercoledì, 22 Luglio 2015 Letto 686 volte
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