Salmo 85

Preghiera per la pace e la giustizia

IL SUO NOME SARÀ EMANUELE

redenti

Già le tue mani nuove e la terra nuova

spandono profumi insieme,
e l'«Arida» riprende a fiorire
al passo leggero di Dio
che torna alla sua fattoria.

Sempre nella certezza che torna: «Allora l'uomo giocherà Con il cielo, e terra e sole, e Con le creature: tutte le creature proveranno anche un piacere, un amore, una gioia lirica e rideranno Con te e tu a tua volta riderai Con loro» (Lutero).

1 Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.

2 Sei stato buono, Signore, con la tua terra,

hai ristabilito la sorte di Giacobbe.

3 Hai perdonato la colpa del tuo popolo,

hai coperto ogni loro peccato.

4 Hai posto fine a tutta la tua collera,

ti sei distolto dalla tua ira ardente.

5 Ritorna a noi, Dio nostra salvezza,

e placa il tuo sdegno verso di noi.

6 Forse per sempre sarai adirato con noi,

di generazione in generazione riverserai la tua ira?

7 Non tornerai tu a ridarci la vita,

perché in te gioisca il tuo popolo?

8 Mostraci, Signore, la tua misericordia

e donaci la tua salvezza.

9 Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:

egli annuncia la pace

per il suo popolo, per i suoi fedeli,

per chi ritorna a lui con fiducia.

10 Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,

perché la sua gloria abiti la nostra terra.

11 Amore e verità s’incontreranno,

giustizia e pace si baceranno.

12 Verità germoglierà dalla terra

e giustizia si affaccerà dal cielo.

13 Certo, il Signore donerà il suo bene

e la nostra terra darà il suo frutto;

14 giustizia camminerà davanti a lui:

i suoi passi tracceranno il cammino.

COMMENTI

RAVASI

ostruito sul verbo ebraico shub, il vocabolo del «ritorno», cioè della conversione e quindi della restaurazione di Israele, questo salmo è il canto di un mondo nuovo in cui tutti gli attributi gloriosi del Dio dell'alleanza si iscrivono come cittadini. Così, la Verità e la Fedeltà amorosa di Dio si abbracceranno, la Giustizia e la Pace si baceranno, dal terreno germoglierà la Fedeltà e dai cieli scenderà la Salvezza. Il poeta inglese Milton ha elaborato questa visione di pace e di speranza nella sua Ode del Natale: «Sì, fedeltà e giustizia ritorneranno verso gli uomini, avvolte in un arcobaleno; e, gloriosamente vestita, la bontà si siederà nel mezzo assidendosi con un lampo celeste, raccogliendo ai suoi piedi scintillanti un tessuto di nubi. E il cielo, come per una festa, aprirà totalmente le porte del suo grande palazzo». La tradizione cristiana, infatti, ha riletto questo canto del «ritorno» di Israele alla sua terra e al suo Dio, e del «ritorno» di Dio verso Israele, sua sposa, come la celebrazione dell'abbraccio perfetto in Cristo tra natura umana e natura divina.

GIOVANNI NICOLINi

Il cammino nella fede e nella Parola di Dio è sempre e sempre di più esperienza della misericordia divina. Al punto che sempre più sembra che “il giusto” non sia tanto una persona che non commette peccati, quanto piuttosto ogni persona che vivendo immersa nella Parola, sperimenta in termini crescenti sia il suo bisogno di essere salvata, sia la potenza della misericordia del Signore. I vers.2-4 del nostro Salmo sono la memoria profonda di una storia che in termini crescenti ha incontrato e vissuto tutto ciò. Ed è vicenda che, riguardando il cammino e la sorte dell’intero Popolo, coinvolge profondamente l’esperienza di ciascuno: “Hai perdonato la colpa del tuo popolo, hai coperto ogni loro peccato”(ver.3). Qui noi ci incontriamo con un problema che è tipico della nostra cultura razionalista che tende a tutto collocare sopra e fuori dalla storia. Invece è nella storia, e solo “nella” storia, che noi incontriamo il mistero della Parola di Dio, sperimentiamo la nostra fragilità e la nostra infedeltà ad essa, e siamo visitati da una potenza di amore e di perdono che ci rinnova, ci rigenera e ci restituisce a quella speranza che altrimenti avremmo irrimediabilmente perso.
Ed è questa memoria della storia della salvezza, storia di tutto il Popolo, ma assolutamente storia di ognuno, che ci pone ogni giorno nella necessità e nella possibilità di dire: “Ritorna a noi, Dio nostra salvezza, e placa il tuo sdegno verso di noi ...Forse per sempre sarai adirato con noi ....Non tornerai tu a ridarci la vita, perché in te gioisca il tuo popolo? ...Mostraci, Signore la tua misericordia e donaci la tua salvezza.”(vers.5-8). E’ sbagliato adirarsi o magari annoiarsi perché continuiamo a sperimentare la nostra debolezza, e magari sempre negli stessi modi. Se mai dobbiamo meravigliarci e commuoverci per la paziente misericordia del Signore. Se mai, proprio l’esperienza quotidiana del dono della Parola di Dio accentua in modo crescente sia la nostra consapevolezza del bisogno di essere perdonati e salvati, sia la potenza sorprendente e commovente della misericordia divina che in termini sempre più profondi ci rivela l’amore del Signore.
Così, se nella prima parte, ai vers.2-4, hanno prevalso i verbi “al passato”, per ricordare la storia della salvezza, e se nella seconda, ai vers.5-8, abbiamo celebrato un presente bisognoso di salvezza e di perdono, nell’ultima parte del nostro Salmo intervengono i verbi al futuro che cantano la meraviglia della potenza divina e la storia nuova che ancora una volta sorgerà, fiorirà e si dilaterà. Siccome nell’azione divina descritta al ver.11, per noi l’amore e la verità si sono incontrati e la giustizia e la pace si sono baciate – qui i verbi non sono, mi sembra, al futuro come propone la traduzione italiana – allora “verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo”. E così, ancora, nello stesso tono,i vers.13-14.
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

ROBERTO TUFFARIELLO

I versetti finali contengono una bella rappresentazione poetica: le qualità divine sono personificate, quali personaggi celesti attorno a Dio. La sua Gloria si manifesta, Amore e Verità si incontrano (a garantirci il suo amore fedele), Giustizia e Pace si abbracciano, Salvezza esprime l’azione divina... Giustizia si affaccia e apre la strada al Signore stesso: “Il Signore – dice un commento -, la cui Gloria dimora nel tempio, continua a camminare nella storia”. – Due bei versetti li abbiamo dentro di noi, ripetuti tante volte perché usati nella liturgia: “Mostraci, Signore, la tua misericordia / e donaci la tua salvezza”(v.8).

LUCA MAPANDA

versetto 11 – giustizia e pace si baceranno

Is 32,17 effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza.
Il mio popolo abiterà in una dimora di pace.

don LINO PEDRON

È un salmo ottimista ed entusiasta che promette tutte le benedizioni che ci furono date nel Cristo, con una pienezza che sorpassa tutte le migliori previsioni del salmista.

È un canto di speranza in un mondo nuovo, è un invito a riscoprire la "meraviglia". Scriveva Chesterton: "Il mondo non perirà certo per mancanza di meraviglie, ma piuttosto per mancanza di meraviglia". Stiamo perdendo il potere dell’apprezzamento e della meraviglia e, di conseguenza, la capacità di cantare. S. Teresa d’Avila ci ha lasciato una preghiera provocante nello spirito dell’ottimismo di questo salmo: "Liberaci, Signore, dalle sciocche devozioni dei santi dalla faccia triste".

I PADRI DELLA CHIESA

v. 2 «Il salmo precedente annuncia l’avvento del Messia, questo la liberazione dei prigionieri e la remissione dei peccati. In principio era stato detto: "Maledetta la terra..." (Gen 3,17); ma quando venne il Figlio a peregrinare sulla terra, avvenne il cambiamento: la terra cambia la maledizione in benedizione» (Eusebio).

«Dio aveva maledetto la terra per colpa di Adamo; la benedice per l’incarnazione del Figlio suo... Dio non ha benedetto la terra dalla quale stava per creare il primo uomo, mentre nella nuova creazione l’angelo dice: "Tu sei benedetta fra le donne" (Lc 1,28)» (Ruperto).

v. 3 "Il Signore rimette i peccati col battesimo, li copre con la penitenza" (Origene).

v. 5 "Fa’ cessare la maledizione che risale ad Adamo" (Atanasio).

v. 6 "Questa ira risale ad Adamo. Ma il profeta, vedendo che saremo rinnovati nel Cristo, dice: Estenderai il tuo sdegno di età in età?" (Agostino).

DIMENSIONE SPERANZA

Il salmo probabilmente fu composto subito dopo che la liberazione dall’esilio ricondusse in patria i “deportati di Giacobbe”. Di qui l’alternarsi di sentimenti di giubilo riconoscente e di preoccupazioni angosciose. Davanti alle incertezze per il futuro, sul quale viene invocata la misericordia del Signore, il salmista si mette in atteggiamento di ascolto. E il Signore gli fa udire l’oracolo desiderato: annunci di pace e di salvezza, promesse di verità e di giustizia, in un connubio di bontà e fedeltà tra cielo e terra, finalmente riconciliati nel Cristo. L’uso liturgico e il commento patristico di questo salmo non lasciano incertezze sulla sua interpretazione messianica, incentrata nel mistero dell’incarnazione del Verbo, quando dal cielo le nubi pioveranno il Giusto e della terra fertile del grembo verginale di Maria germoglierà il Principe della pace, venuto e “rendere testimonianza alla verità”

 

Dossologia

Insieme a tutto il creato che geme
nella speranza di essere libero
sempre cantiamo al Cristo vivente,
a lui che viene a salvarci da morte.

Preghiera

Dio, Signore della vita,
che sempre perdoni l'infedeltà del tuo popolo,
svelaci il mistero della perenne liberazione
che in Cristo, tuo Figlio,
continuamente si compie,
e donaci di collaborare al tuo Regno che viene,
Regno di giustizia e di pace senza fine.
Amen.

 

 

Inserito da  Domenica, 02 Agosto 2015 Letto 1073 volte Ultima modifica il Sabato, 08 Agosto 2015
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