Salmo 87

Gerusalemme madre di tutti i popoli

gerusalemme

Ma è possibile ancora? O non ci sarà nulla che ci divida quanto le feroci divisioni religiose? Cosa c'è di più pericoloso del credere in Dio? Credere in quale Dio? Anche Cristo è stato ucciso perché «bestemmiava». Eppure: «Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia...».
Signore, che nella sua lingua ancora ognuno ti canti!

 

1 Dei figli di Core. Salmo. Canto.

Sui monti santi egli l’ha fondata;

2 il Signore ama le porte di Sion

più di tutte le dimore di Giacobbe.

3 Di te si dicono cose gloriose,

città di Dio!

4 Iscriverò Raab e Babilonia

fra quelli che mi riconoscono;

ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:

là costui è nato.

5 Si dirà di Sion:

«L’uno e l’altro in essa sono nati

e lui, l’Altissimo, la mantiene salda».

6 Il Signore registrerà nel libro dei popoli:

«Là costui è nato».

7 E danzando canteranno:

«Sono in te tutte le mie sorgenti».

COMMENTI

RAVASI

Questo breve canto di Sion, dal testo particolarmente difficile e in qualche punto oscuro, contiene in se una carica ecumenica che può essere variamente interpretata. Sion, comunque, appare come la radice della compattezza cosmica, è la fonte di ogni armonia per la planimetria della terra e delle nazioni i cui quattro punti cardinali sono nettamente delineati: Babilonia è la superpotenza orientale, Rahab, cioè l'Egitto, è quella occidentale. Tiro e Filistea rappresentano il nord mentre l'Etiopia il profondo sud. Ebbene, tutti questi popoli sul libro della storia curato da Dio sono registrati come cittadini di Gerusalemme. Per tre volte, nei vv. 4.5.6, si ripete il verbo ebraico jullad, «è nato là»: tutti i popoli della terra, non più considerati come impuri e pagani, hanno la loro «materna origine», la loro «sorgente» proprio in Sion, là dove risiede il Signore, la città che fa tutti gli uomini uguali e in pace. È naturale il riferimento cristiano alla Gerusalemme della Pentecoste in cui tutte le nazioni si ritrovano nelle loro lingue ad annunziare la stessa «grande opera di Dio» (Atti 2,5-12).

GIOVANNI NICOLINI

C’è un’evidenza insieme drammatica e meravigliosa nell’identificazione di Gerusalemme come la Madre di tutti i popoli. Ci sono altre “città sante”, ma lo sono per chi vi appartiene e in modo rigoroso esprimono appartenenze esclusive, fino ad essere “città proibite” per chi proviene e dipende da altre storie, e culture e fedi. Gerusalemme, invece, è veramente la Città della Pace per la sua designazione ad essere Madre di diversità e comunione di lontani. Neppure si può cogliere una condizione di “conversione” per appartenervi. La sua maternità sembra precedere ogni singola storia. Finora è stata sempre oggetto di conquista e di possesso. Ma ogni “possesso” di Gerusalemme è destinato a durare poco. La Città Santa ancora attende chi la riconoscerà non solo sua, ma veramente di tutti. Per questo Gerusalemme è simbolo sublime di come la conquista debba diventare accoglienza e i conflitti debbano convertirsi in fratellanza.
Per questo, anche nella vicenda stessa di Israele “tutte le dimore di Giacobbe” devono accettare la predilezione divina per “le porte di Sion”. Se dunque sembra che di Gerusalemme si parli solo per la sua immersione e il suo essere oggetto di contesa e di possesso, forse proprio anche in questo il ver.3 vuole reinterpretare la sua storia affinchè si possa affermare che “di te si dicono cose gloriose, città di Dio”(ver.3). Il ver.4 cita i nomi dei popoli che storicamente la circondano e l’assalgono per indicarli come quelli che in realtà dovranno riconoscere di esserne i figli: “Là costui è nato”. Sappiamo infatti che secondo le Scritture tutte le “nazioni” sono unite al Popolo di Dio con vincoli di origine e di parentela.
Per questo, oggi come al tempo del Salmista, Dio “la mantiene salda”, appunto perché “l’uno e l’altro”, che sono purtroppo l’uno contro l’altro, “in essa sono nati”, e “nel libro dei popoli” il Signore li registrerà: “Là costui è nato”. Dunque, un “futuro” che può sembrare utopia senza fondamento, è in realtà il segreto “passato” di tutte le nazioni della terra. Quello che ascoltiamo dai vers.5-6 è la descrizione più profonda anche di un oggi dove la vera soluzione non può essere la spartizione di un territorio, ma la convivenza di pace di ogni diversità. Forse la drammaticità di un inevitabile stato di conflitto deve essere interpretata anche come la fatica di diventare quello che si è : fratelli!
La prospettiva finale è quella di una danza nella quale tutti “canteranno: Sono in te tutte le mie sorgenti”. Recentemente i ragazzi e la ragazze della nostra Scuola Media Paterna della Pace sono andati in Terra Santa dove hanno trovato ragazzi e ragazze che hanno insegnato a loro una bella danza: che sia quella di cui ci dice l’ultimo versetto del nostro Salmo?

ROBERTO TUFFARIELLO

Sui monti santi o sul monte santo “egli l’ha fondata”(v.1): la fondazione di Gerusalemme è attribuita al Signore e il monte santo è Sion, come viene esplicitato nel versetto seguente. “Il Signore ama le porte di Sion”(v.2): perché le porte? Esse – dice un commento – erano il centro della vita cittadina. E “le cose gloriose” che si dicono della Città santa? Qui sembrano consistere nel suo destino di essere madre di tanti popoli, anche dei tradizionali nemici di Israele: l’Egitto (il mostro marino Raab ne è il simbolo), Babilonia, i filistei, gli etiopi... Tutti costoro “sono nati là”: hanno in lei una madre e ne sono cittadini in senso pieno. Il Signore, come in una specie di censimento, registrerà nell’apposito libro i loro nomi (v.6). Infine, si celebra la festa e “le fonti”(forse la sorgente del tempio) ne sono il simbolo gioioso, insieme al canto e alla danza.

LUCA  MAPANDA

La predilezione del Signore, l’elezione è sempre a favore di tutti. Così Sion è prediletta, eletta affinchè tutti possono in lei riconoscere le loro radici. Un’elezione quindi non escludente ma coinvolgente
Il Signore ama le porte di Sion: questa specificazione ancora rimanda a una elezione che si apre a tutti i popoli, specie se si collega il testo alla Gerusalemme celeste della Apocalisse che ha tre porte rivolte ad ogni punto cardinale, porte che non si chiudono mai perchè non c’è più notte. E’ importante leggere questo salmo durante la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

PERFETTA LETIZIA -p.BERTI

Della “città di Dio” il salmista ha udito cose stupende provenienti dai profeti (Is 2,2; 60,1s; Zc 2,14-15). “I monti santi” dove sono le fondamenta della città sono il monte Sion e il piccolo rialzo su cui sorgeva il tempio.

"Il Signore ama le porte di Sion, più di tutte le dimore di Giacobbe", poiché Gerusalemme è la città sede del trono di Davide che spetterà al Messia che, messo a morte ma risorto e salito al cielo alla destra del Padre, ha dato vita ad un tempio nuovo fatto di pietre vive, cioè la Chiesa (1Pt 2,5). Da Gerusalemme poi uscirà la Parola nel giorno di Pentecoste (Mi 4,2-3; At 2,4).

Il salmista ricorderà ai suoi conoscenti Raab, cioè l'Egitto (Raab è un mostro mitologico pagano rappresentante il caos primordiale: Cf. Ps 88,11; Is 30,7), e Babilonia, cioè le due grandi forze avverse ad Israele, dalle quale Dio ha sottratto il suo popolo.

La profezia di Sion, madre spirituale di tutti i popoli, si realizzerà nella novità dei tempi messianici. La futura Sion sarà la Chiesa, le cui porte saranno sempre aperte per accogliere le genti (Ap 21,24s). La Palestina - intendendo quella meridionale in riva al Mediterraneo, cioè la Filistea -, Tiro ed Etiopia, nasceranno a Dio dall'azione della Chiesa, mistica sposa del Verbo incarnato, e, nello Spirito Santo, vera madre di tutti i popoli; e anche nasceranno a Dio l'Egitto e Babilonia (le grandi regioni della Mesopotamia), prese a simbolo delle nazioni ostili a Dio.

Dio registrerà “nel libro dei popoli” - una figurazione della conoscenza Dio - i popoli nati a Cristo dall'azione della Chiesa, madre delle genti. E ogni popolo, in unione con gli altri, canterà e danzerà dicendo: “Sono in te tutte le mie sorgenti”; dove le sorgenti che fanno vivere i popoli sono la Parola di Dio annunciata dalla Chiesa e i Sacramenti.

DIMENSIONE SPERANZA

Il salmista contempla estasiato la città di Dio, e scioglie in suo onore un inno degno di iscriversi tra le pagine sublimi della poesia. Ma nella “città di Dio”, “fondata sui monti santi”, che “il Signore ama più di tutte le dimore”, della quale “si dicono cose stupende”, l’autore ispirato contempla non già le torri e le mura della “Gerusalemme di lassù, che è libera ed è la nostra madre” (Gal 4,25-26). Lo sguardo profetico abbraccia Israele e le genti nel regno messianico, nella visione apocalittica della Gerusalemme nuova. “Tutti là sono nati” i redenti dal sangue dell’Agnello. E “il libro dei popoli” nel quale “il Signore scriverà: “Là costui è nato”, è l’anagrafe celeste degli eletti, i cui nomi sono scritti nel libro della vita dell’Agnello”.

don LINO PEDRON

Il salmista contempla estasiato la città di Dio, e scioglie in suo onore un inno degno di iscriversi tra le pagine sublimi della poesia. Ma nella “città di Dio”, “fondata sui monti santi”, che “il Signore ama più di tutte le dimore”, della quale “si dicono cose stupende”, l’autore ispirato contempla non già le torri e le mura della “Gerusalemme di lassù, che è libera ed è la nostra madre” (Gal 4,25-26). Lo sguardo profetico abbraccia Israele e le genti nel regno messianico, nella visione apocalittica della Gerusalemme nuova. “Tutti là sono nati” i redenti dal sangue dell’Agnello. E “il libro dei popoli” nel quale “il Signore scriverà: “Là costui è nato”, è l’anagrafe celeste degli eletti, i cui nomi sono scritti nel libro della vita dell’Agnello”.

I PADRI DELLA CHIESA

v. 1 "Le fondamenta della Gerusalemme celeste sono lassù, sui monti santi e le sue porte sono presso di noi: l’entrata della chiesa è l’entrata del regno dei cieli" (Eusebio).

"Il popolo cristiano è edificato sul fondamento degli apostoli e dei profeti (cfr. Ef 2,20)" (Atanasio).

"Il salmista comincia come se avesse già parlato di questa città: nel suo cuore, infatti, non cessa mai di parlarne. Anche l’Agostino è cittadino di questa città: l’uno e l’altro ne parlano per esortare tutti i concittadini. Apostoli e profeti sono le fondamenta di questa città, e la pietra angolare è il Cristo (Ef 2,20) che unisce i due popoli" (Agostino).

"L’esclamazione iniziale sulla solidità delle fondamenta mostra quanto sia solido l’edificio. Il Cristo è il fondamento: Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che è stato posto, che è Gesù Cristo (cfr. 1Cor 3,11)" (Cassiodoro).

v. 2 "Il Signore ama la città spirituale più di tutte le figure che l’hanno preceduta" (Agostino).

v. 3 "Le cose gloriose che sono dette di te, città di Dio, è che uomini immersi nell’ignoranza e nel vizio divengono degni di abitare in te" (Teodoreto).

v. 4 "L’enumerazione di tutti questi nomi è un modo di esprimere la vocazione universale... Per la rigenerazione che essi hanno ricevuto sono diventati figli di Dio" (Eusebio).

"I nomi che seguono non appartengono al popolo giudeo, quindi rappresentano tutte le nazioni. Raab, in particolare, rappresenta i gentili salvati ormai dal segno del sangue (cfr. Gs 2,18); Babilonia è il simbolo dell’empietà: tutti i malvagi appartengono a Sion. Ma si passerà da Babilonia a Sion per mezzo di colui che giustifica l’empio (cfr. Rm 4,5)? E fin dove si estenderà questa glorificazione? Fino all’estremità della terra. L’Etiopia è considerata come l’estremo della terra" (Agostino).

"I popoli idolatri saranno illuminati dalla misericordia del Signore" (Cassiodoro).

"Il Signore si ricorderà anche dei peccatori. Prostràti sotto la legge del peccato, questa promessa ci dona una gioiosa speranza" (Ruperto).

v. 5 "Il bambino Gesù nascerà a Betlemme, ma l’Uomo a Sion (cfr. Gv 19,5)... Perché l’evangelista narra il censimento durante il quale nacque Gesù? Per annunciare un mistero: era necessario che il Cristo fosse censito, lui pure. Iscritto insieme a tutti gli altri, avrebbe santificato tutti gli uomini; questo universo intero, insieme al quale era censito, offriva la sua comunione; poi lui, a sua volta, avrebbe censito nel Libro dei viventi tutti quelli che avrebbero creduto in lui" (Origene).

«C’è un uomo che dirà a Sion: "Madre", e per mezzo di quest’uomo tutti verranno a lei. Chi è quest’uomo? Il salmo risponde: "L’uomo è nato in essa e l’Altissimo la tiene salda". Vedete, fratelli miei, che veramente grandi cose sono dette della città di Dio: L’uomo è nato in essa. Ma non è solo un uomo, è l’Altissimo, e ha fondato questa città per nascervi, allo stesso modo che ha creato sua madre per nascere da lei. Quale promessa, quale speranza, fratelli miei! Ecco per noi l’Altissimo, che ha fondato la città, le dice: "Madre!"» (Agostino).

"Diciamo anche noi: Madre Sion! Tiro e gli altri credono nella chiesa e nascono nella chiesa. Battezzati nella Chiesa, la chiamano: Madre!" (Girolamo).

"La madre Sion dice che l’uno e l’altro è nato in essa: il primo Adamo, nato dalla terra, è fatto anima vivente; il secondo Adamo nasce dalla Vergine nello Spirito vivificante" (Arnobio il giovane).

"Saremo iscritti nella Sion che è la chiesa spirituale. L’uomo per eccellenza è nato in lei e l’ha fondata" (Atanasio).

vv. 6-7 "Penso che il salmista designi il radunarsi di tutti i fedeli in un solo coro nella città di Dio. In lei si riunirà l’assemblea di Dio" (Eusebio).

"In te la dimora di tutti i beati. Noi siamo torchiati nel nostro pellegrinaggio, ma la nostra dimora sarà beatitudine. Fatica e pianto saranno passati, non ci sarà più che la lode. Ogni nostra occupazione sarà lodare Dio e godere Dio: noi abiteremo e saremo abitati, Dio sarà tutto in tutti (cfr. 1Cor 15)" (Agostino).

"Ci è detto poco e tuttavia la gioia è piena. Beati quelli che, sotto la guida del Signore, giungono là ove l’intelligenza è lasciata indietro, ove il desiderio è superato" (Cassiodoro).

 

Dossologia

E Parti e Medi, Elamiti, o Signore,
nella lor lingua ognuno ti canti:
o Pentecoste vivente, tua Chiesa!

Preghiera

Nel tuo disegno d'amore, o Padre,
hai voluto che tutte le genti formassero
l'unico popolo dei rinati alla vita:
perdonaci le nostre divisioni,
guidaci sulla via che porta all'unità
per essere tutti cittadini
della città della Grande Madre e dell' Agnello.
Amen.

 

 

Inserito da  Lunedì, 17 Agosto 2015 Letto 1113 volte
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