Salmo 93

Invincibile sovranità di Dio

SOPRA TUTTI I FRAGORI DELLE ONDE

trono.jpg verrà a giudicarci alla fine dei tempi

 

Sì, c'è qualcosa di più alto del fragore dei flutti, del frangersi delle onde, più forte del frastuono di questa nostra storia,. e del rimbombo dei mari, È il silenzio dell'Infinito, oltre i «sovrumani silenzi»: è l'infinito silenzio di Dio. Come nel fondo dell'India, nel tempio della «Parola vivente» adorata anche dagli animali,. nell'estasi del creato, nell'assoluto silenzio. E non è che il suono dei due oceani che finisce alle soglie del tempo,' il suono dei due oceani che si incontrano e si abbracciano nel rumore indistinto ed eterno di un «AOM», sempre riassorbito nel silenzio.

1 Il Signore regna, si riveste di maestà:
si riveste il Signore, si cinge di forza.
È stabile il mondo, non potrà vacillare.

2 Stabile è il tuo trono da sempre,
dall’eternità tu sei.

3 Alzarono i fiumi, Signore,
alzarono i fiumi la loro voce,
alzarono i fiumi il loro fragore.

4 Più del fragore di acque impetuose,
più potente dei flutti del mare,
potente nell’alto è il Signore.

5 Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.

COMMENTI

RAVASI

Con la classica acclamazione JHWH malak, «il Signore regna!», si apre un altro cantico al regno di Dio dopo quello apparso fuggevolmente nel Salmo 47 e in attesa della collezione dei Salmi 96-99. La sovranità di Dio si stende su tutto il cosmo, simbolo di tutto l'essere. Secondo la cosmologia biblica il mondo è visto come un blocco che si erge sull'oceano primordiale, simbolo del nulla e delle forze che insidiano la creazione. Inutilmente le acque gridano come ribelli alzando la loro protesta contro il dominio sovrano di JHWH. Dio, dall' alto della sua trascendenza, controlla e vince il caos ribelle perché la sua voce è più potente del rombo delle acque oceaniche. Eppure questo Dio immenso, onnipotente ed invincibile è vicino ad Israele: al trono altissimo dei cieli subentra nella finale dell'inno il trono dell'arca nel Tempio di Gerusalemme, alla potenza della sua voce cosmica subentra la dolcezza della sua parola nella Torah, la legge biblica.

GIOVANNI NICOLINI

Il breve Salmo esalta la potenza di Dio e la sua regalità sulla creazione e sulla storia. Tale potenza non viene presentata tanto come attributo perenne, quanto come un avvenimento, addirittura un cambiamento, interpretato da due verbi, resi in italiano con “si riveste, si cinge” (ver.1). La versione greca, dove si dice “è stabile il mondo”, dice “ha reso saldo il mondo”. Si tratta dunque di un accadimento che noi ascoltiamo e accogliamo come profezia di Gesù e della sua Pasqua! Dunque, questa grande potenza divina è quella che si manifesta e che viene donata dalla morte e dalla risurrezione del Signore! Dalla nudità della croce di Gesù e dalla “debolezza” della sua morte si esprime tutta la potenza di Dio, come potenza del suo amore per la salvezza dell’umanità!
Il mistero del male viene raffigurato con l’immagine di acque impetuose: potente e fragorosa la sua voce. Sembra inevitabile il suo dominio sulla creazione e sulla storia. Così il ver.3. Ma la potenza del Signore gli è del tutto superiore. Per noi è sempre la Pasqua di Gesù a rivelare e a compiere questo evento di assoluta potenza sul male e sulla morte: “Più del fragore di acque impetuose, più potente dei flutti del mare...” (ver.4).
E tale potenza diventa la storia della salvezza per ogni esistenza umana visitata dalla parola di Dio: “Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti”. La potenza di Dio genera e custodisce la vita nuova dell’umanità. La comunità credente è la nostra “casa”, dove riceviamo il dono del Signore, e dove abiteremo per sempre (ver.5). La Pasqua del Signore è la nostra Pasqua. E’ l’evento di salvezza dell’intera umanità.
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

ROBERTO TUFFARIELLO

“Il Signore regna”: il suo regno però non è una realtà geografica, ben determinata da confini; è una realtà in evoluzione, in crescita... Gesù ce lo ha spiegato e noi preghiamo ogni giorno con le parole: “Venga il tuo regno”. Come esercita Dio questo suo “governo” del mondo? Sappiamo che è vicino a ognuno di noi, che si cura anche delle cose secondarie della nostra vita. Non è un sovrano onnipotente (almeno nel senso che sosteneva la teologia); la sua forza e potenza stanno in una caratteristica che i sovrani certamente non mettevano e non mettono al primo posto: un amore che è rivolto a tutti e che inonda tutti, senza escludere nessuno. Un flusso d’amore che è più forte delle grandi e terribili acque...

PERFETTA LETIZIA

Questo salmo celebra la sovranità di Dio su tutto il mondo. Nulla sfugge a Dio; il suo disegno salvifico nel mondo è saldo e per esso tiene saldo il mondo. Il Signore di fronte all'agitarsi degli uomini afferma la sua sovranità. Egli nell'agitarsi degli imperi contro Israele interviene con la sua potenza; l'immagine che il salmo presenta è quella di un re guerriero che si riveste di armature lucenti: “Si riveste di maestà: si riveste il Signore, si cinge di forza". Nessuno mai ha potuto annullare la sovranità di Dio, e nessuno lo potrà: “Stabile è il tuo trono da sempre, dall'eternità tu sei”.
Le acque dei fiumi e dei mari non possono più sommergere la terra, perché l'ordine cosmico fissato da Dio non è alterabile (Gn 1,9; 9,11), così pure i popoli non possono annullare il disegno salvifico di Dio nella storia.

I fiumi a cui il salmo fa riferimento sono il Nilo e l'Eufrate, entrambi producevano grandi alluvioni. Essi sono presi a simboli dell'Egitto e dell'Assiria che dilagavano con i loro eserciti nella Palestina. “I fiumi” alzano la loro voce, il loro fragore, ma nulla possono contro Dio. Gli Assiri si sono impadroniti di Tiro, grande potenza del mare, e così da Tiro, tradizionalmente vicino a Gerusalemme, parte la minaccia “dei flutti del mare”. Gli Egiziani, poi, si sono alleati con gli Assiri (2Re 23,29). Queste “acque impetuose” vogliono sommergere, travolgere il disegno di Dio, che ha come punto stabile Israele ricco degli insegnamenti di Dio e religiosamente organizzato attorno al tempio, vincolo di santità.

Il salmo è stato probabilmente composto dopo le grandi incursioni Egiziane e Assire nella Palestina, prima dell'affermarsi dell'impero Babilonese nel 612 con la distruzione di Ninive capitale dell'Assiria.

Il disegno salvifico di Dio, che è Cristo e la sua Chiesa non potrà mai essere abbattuto dalle “acque impetuose” dei popoli in agitazione (Cf. Ap 17,15).

DON LINO PEDRON

È un inno entusiastico a Dio re dell’universo. Il Signore parla attraverso il creato, contemplato con amore, e attraverso la sua parola-legge. Questo Dio immenso, onnipotente e invincibile, è vicino a Israele, è presente nel tempio di Gerusalemme.

Egli è il vincitore delle forze cosmiche, il sovrano del mondo, il re che garantisce l’ordine morale con le sue leggi immutabili e infallibili.

L’annuncio del regno di Dio è un tema centrale del vangelo. Gesù è asceso al cielo per partecipare personalmente al potere regale di Dio Padre: "Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli" (Ap 11,15).

I PADRI DELLA CHIESA

v. 1 «Il Verbo di Dio ha distrutto il dominio della morte con la sua morte e la sua risurrezione, e regna su tutte le nazioni; lo Spirito santo ci convoca a cantare in coro: "Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore". Nella sua incarnazione e morte aveva rivestito l’umiliazione: "Non ha apparenza né bellezza..." (Is 53,2). Ma quando ha ripreso la sua gloria, che aveva da sempre presso il Padre, "ha trasfigurato il corpo della nostra miseria" (Fil 3,21) e rivestito lo splendore. "Si è rivestito" rivela che ci fu un tempo in cui se n’era spogliato. Così pure è stato crocifisso perché aveva scelto la debolezza (cfr. 2Cor 13,4), ma, dopo aver vinto la morte e preso possesso del suo regno, il Signore si è rivestito di potenza e si è cinto di forza. Avendo dunque rivestito la propria potenza, della quale si è cinto, affronta una grande impresa: rende saldo il mondo, non sarà mai scosso. Egli ha, infatti, risollevato questa terra che era quasi precipitata negli inferi, dominata com’era dai demoni, l’ha di nuovo consolidata, dopo aver sgominato le potenze avverse. Nella persona della chiesa, fondata sulla roccia e invincibile ai demoni, ha reso salva la terra al punto che mai più si lascerà distogliere dall’amore di Dio» (Eusebio).

"Questo salmo canta il desiderio della vittoria del Cristo sulla morte. Il Cristo ha vinto la morte, e in se stesso ha tracciato per tutti i morti la via che va dalla morte alla risurrezione. Il Signore ha assunto la nostra forma e s’è rivestito della nostra umiliazione, rivestendo la forma di schiavo; poi di nuovo ha ripreso il suo regno, s’è rivestito del suo splendore e s’è cinto di potenza. Ha ristabilito così la natura disgregata dal peccato, perché non le accada più di essere sconvolta e agitata dalle tempeste che s’alzano dal peccato. Non c’è dubbio: tutto questo inno si addice a colui che sale tra le acclamazioni (cfr. Sal 47,6)" (Gregorio di Nissa).

"Quando il Cristo è risalito al Padre dopo la sua risurrezione, ha rivestito la maestà che gli competeva e la potenza che aveva fin dal principio, perché egli regna col Padre" (Cirillo di Alessandria).

«Il profeta esclama: Regna, rivestito di splendore! Non che il Cristo abbia assunto ciò che non possedeva, ha solo manifestato ciò che già possedeva: "E ora Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse" (Gv 17,5). Così anche per la potenza. Il profeta lo descrive come un re che riveste le sue armi, si orna della cintura e combatte contro il nemico. Rende, così, saldo il mondo perché non sia scosso» (Teodoreto).

"Avendo gettato fuori il principe di questo mondo, attira tutti a sé (cfr. Gv 12,31-32)" (Ruperto).

"Prima della redenzione tutto vacillava. La sua risurrezione ha reso saldo tutto" (Girolamo).

v. 2 «Il tuo trono era preparato prima dei secoli, perché tu esisti prima dei secoli, "primizia delle vie del Signore" (Pr 8,22 ss.). E quando ti sei annientato per assumere la forma di schiavo, il tuo trono era custodito pronto, perché a te solo il Padre ha detto: "Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi" (Sal 110,1)» (Eusebio).

"Il trono simboleggia la risurrezione, il compimento del disegno eterno di Dio e anche la potestà di giudizio del Cristo" (Atanasio).

vv. 3-4 "Di fronte ai fiumi santi stanno le potenze avverse che innalzano e gonfiano i loro flutti di orgoglio, ma li abbassano alla voce delle acque sante. C’erano tra gli uomini la sapienza di questo mondo e la prudenza della carne, che si ergevano con arroganza; ma quando le chiese di Dio furono stabilite tanto presso i greci quanto presso i barbari, e questa immensa moltitudine cantò a gran voce le lodi di Dio, fu come la voce delle acque universali. Allora la gonfiezza che era chiamata sapienza scomparve, tutta l’arroganza cadde perché la loro sapienza fu svalutata... Il Signore è più potente dei flutti del mare: chi si affida a lui non ha quindi nulla da temere dalle tempeste del mare, fossero pure la persecuzione. Sono ondeggiamenti sollevati dal drago che abita il mare: apre la gola, grida, vomita acqua per sommergere la chiesa di Dio (cfr. Ap 12,15)" (Eusebio).

v. 5 «Le profezie che rendevano testimonianza al futuro regno del Signore sono state verificate dall’evento compiuto. Un tempo si annunziava: Il Signore si è rivestito di splendore. Ora si è manifestata la verità della predicazione: egli ha raggiunto il trono del Padre suo, regna sul cielo e sulla terra, la sua chiesa è salda nel mondo intero e i fiumi alzano la voce, in rendimento di grazie, preghiere e inni di lode. Quanto alla "tua casa", cioè la chiesa, nulla le si addice meglio della santità, per rimanere salda attraverso i secoli. Ciò che è proprio alle tue testimonianze è la verità; ciò che è proprio alla tua casa è la santità. Se, Dio non voglia, l’indecenza e l’empietà si vedessero un giorno nella casa di Dio, Dio che abita in essa, che è il Santo e riposa nei santi, direbbe: "La vostra casa vi sarà lasciata deserta" (Mt 23,38)» (Eusebio).

"Le testimonianze sono le promesse fatte ai profeti e compiute con la venuta del Cristo" (Atanasio).

"La casa di Dio è l’anima pura" (Origene).

"La chiesa è abitata da colui che solo è santo" (Atanasio).

"È sulla croce che il Signore ha preso possesso del suo regno. Perché rivestì, in piena potenza, l’infermità, cinse l’eternità e rese saldo il mondo con la sua risurrezione. Aveva pronto il suo trono, salì al cielo alla destra del Padre" (Arnobio il giovane).

Dossologia

Al Padre sempre rendiamo la gloria,
al Figlio suo che comanda le onde
e placa i venti del mare in tempesta,
sempre in noi canti lo Spirito gloria.

Preghiera

Padre, Signore del cielo e della terra,
la cui conoscenza è luce e l'adorazione è salvezza,
insegnaci a scoprirti in ogni creatura,
ad adorarti nel fragore dei fiumi
come nel silenzio delle albe,
in ogni segno di vita
e perfino nella morte: anche la morte
fa parte del mistero di tutta la creazione:
per te che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.

 

 

 

 

Inserito da  Domenica, 30 Agosto 2015 Letto 888 volte
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