Salmo 96

Il Signore re e giudice di tutta la terra

CANTO DELLA VISIONE
giudizio

 

Dopo... c'è solo da fare silenzio, o anche prima. Unirci al canto, poi lasciare che la stessa preghiera trabocchi nel silenzio. Davvero, al mistero della sua presenza, a solo nominarlo, dovrebbero fermarsi i mondi, trattenere il respiro tutte le creature. Vedere la luce infinita levarsi sul mondo. E noi perderci, sparire nella luce. Dopo tanto gemere, e attendere, e dubitare; e credere e non credere. Sarà così quando sorgerà «la stella radiosa» dell'ultimo mattino del mondo?
Allora diciamo anche noi: «Maranathà», «vieni Signore», «vieni presto, Signore».

1 Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.

2 Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.

3 In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

4 Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.

5 Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.

6 Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario.

7 Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,

8 date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,

9 prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.

10 Dite tra le genti: “Il Signore regna!”.
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine.

11 Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;

12 sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta

13 davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

COMMENTI

RAVASI

Riprendono i «canti al Signore re», creatore, salvatore e giudice con questo «cantico nuovo»: «nuovo» nel linguaggio della Bibbia significa «perfetto», «pieno», «definitivo». È quindi la celebrazione del progetto perfetto che Dio ha tracciato per la storia e per il cosmo. Nella storia egli governa e giudica secondo giustizia, rettitudine e verità (vv. 10.13). L 'uomo deve rispondere obbedendo al comandamento principe, cioè con l'adesione all'unico Dio perché «gli dèi delle genti sono un nulla» e sono solo fonte di perversione e di disarmonia (vv. 4-6). Nel cosmo Dio effonde lo splendore della vita e delle meraviglie naturali che nei vv. 11-12 sono contemplate con tutto lo stupore di chi considera la materia un mirabile capolavoro del Creatore e non come un oggetto da spremere e devastare. È per questo che il creato intero canta e danza con I 'uomo davanti al Signore che entra in questo tempio cosmico per ascoltare e'per benedire.

GIOVANNI NICOLINI

Questa grande preghiera di lode sembra voler correggere un nostro pensiero istintivo, e cioè l’alternativa tra la fede e l’incredulità, proponendo invece l’alternativa tra fede nel Signore e idolatria. In tal senso è molto importante l’affermazione del ver.5: “Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla, il Signore invece ha fatto i cieli”. Certamente molte persone si ritengono semplicemente “atee”, ma una verifica più profonda porta a considerare come ci siano realtà che si impongono di fatto come divinità, come “dèi”, come verità, principi, criteri di interpretazione, obiettivi ... in certo modo “assoluti”. Per questo è notevole che il ver.5 già citato contrapponga agli “dèi” il Signore “che ha fatto i cieli”. Questi cieli sono l’ambito e le grandi guide dell’umano, che prendono anche il nome di “potenze” e che di fatto “governano” sia persone sia comunità, sia culture, sia ideologie ... Tali potenze devono essere condotte e illuminate dal Signore. Altrimenti rischiano di imporsi come divinità! Il tema è delicato, e con delicatezza deve essere esaminato, anche per non offendere o confondere chi ci è accanto e ci è caro, e semplicemente pensa di non condividere il nostro orizzonte di fede. Tutto questo apre a noi la possibilità di considerare con stupore e ammirazione la bellezza, la bontà, la libertà, la sapienza ... della fede che ci è stata donata. Sempre a proposito del ver.5 si può notare che la versione greca e latina afferma che “tutti gli dèi delle genti sono demoni”: non sono semplicemente “nulla”, ma sono demoni, potenze spirituali negative che governano l’esistenza umana. Dal mito della ricchezza a quello della patria, da quello dello sport a quello del sesso ... quante sono le realtà che non essendo divine, di fatto governano l’esistenza umana. Spero di non aver portato troppa confusione!
Il grande invito del ver.2 è quello di “annunciare di giorno in giorno la sua salvezza”! E poi di narrare la sua gloria e di dire a tutti i popoli le sue meraviglie. Com’è bello e buono il nostro Signore. Quali meraviglie ci dona! Ogni Parola del Vangelo è meravigliosa. E certamente ognuno di noi deve fare, a partire da me, molta strada nel Vangelo per continuare a scoprire la bellezza e la bontà di tutto quello che il Signore ha creato e ci ha donato. Quando incontriamo una “donna di Dio” o un “uomo di Dio” siamo rapiti dallo splendore della sua esistenza, molte volte apparentemente molto modesta, e pure, quanto piena di grandi meraviglie!
Per questo avvertiamo il desiderio, il dovere e l’urgenza di comunicare a tutti tale bellezza. E’ il grande debito che abbiamo nei confronti di tutti, a partire da chi è prigioniero di un’esistenza più povera, più rattristata, più angosciata. Teniamo lontano da noi ogni rischio e ogni tentazione di potere. Desideriamo con tutto il cuore che, come ascoltiamo qui ai vers.7-9, le famiglie dei popoli possano entrare nel dono che abbiamo ricevuto e che vogliamo e dobbiamo comunicare a tutte loro. Non è questione di esito finale della vita breve che abbiamo – paradiso o inferno – ma di ingresso ora nella segreta meravigliosa bellezza dell’esistenza generata illuminata e condotta dal Vangelo di Gesù.
I vers.11-13 vogliono convocare tutta la creazione in una grande “liturgia” di gioia e di festa. Non spaventiamoci davanti a prospettive che possono sembrare impossibili. Forse anche nel semplice cammino della giornata nella quale entriamo è preparato un volto, una vicenda, un gemito, una speranza ... che attendono da noi un piccolo sguardo, una parola ,una lacrima o un sorriso, per poter entrare nella gioia nuova e grande del nostro fratello e Signore Gesù.
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

ROBERTO TUFFARIELLO

Tutti sono convocati a questa liturgia di glorificazione e di lode: Cantate al Signore, uomini di tutta la terra! Date al Signore, o famiglie dei popoli..., date al Signore la gloria del suo nome! – Dunque anche noi, uomini della terra, possiamo dare qualcosa: il riconoscimento, la pubblicazione della grandezza e della bellezza della persona di Dio. Se bello è l’universo, se bello è l’uomo e ancor più bella è la donna, come sarà la bellezza del Signore? – Anche la natura partecipa a questo riconoscimento; tra le altre affermazioni, è particolare quella del v. 12: è in festa la campagna e quanto racchiude, e acclamano a Lui tutti gli alberi della foresta! Forse le piante, gli animali sono più bravi di noi, “esseri intelligenti”.

don LINO PEDRON

L’esortazione del salmo si riallaccia a Is 42,10-11: "Cantate al Signore un canto nuovo, lode a lui fino all’estremità della terra; lo celebri il mare con quanto esso contiene, le isole con i loro abitanti. Esulti il deserto con le sue città, esultino i villaggi dove abitano quelli di Kedàr; acclamino gli abitanti di Sela, dalla cima dei monti alzino grida". Il canto nuovo è motivato dall’inattesa opera salvifica di Dio in favore d’Israele. I pellegrini della diaspora (gli ebrei residenti all’estero) devono assumersi la missione di messaggeri della gloria di Dio: "In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi" (v. 3).

Il salmo come "canto nuovo" vuole essere un inno alle straordinarie opere divine. Una risonanza che deve essere udita in tutto il mondo e da tutti i popoli. Con Gesù ha avuto inizio qualcosa di assolutamente nuovo (cfr. Mc 2,21 ss.). Anzi Gesù stesso è il "nuovo eone": "Se qualcuno è in Cristo, egli è una nuova creazione. Le cose antiche sono passate, ecco, ne sono nate di nuove" (2Cor 5,17). Ma tutto ciò sarà pienamente visibile soltanto nei nuovi cieli e nella nuova terra che noi aspettiamo (cfr. 2Pt 3,13) e nella nuova Gerusalemme che discende dal cielo (cfr. Ap 3,12).

I PADRI DELLA CHIESA

v. 1 "Il canto nuovo è quello dell’uomo nuovo. Il canto nuovo è la nuova alleanza" (Origene).

"Questo salmo convoca i popoli pagani. Incita gli apostoli e gli evangelisti: Annunciate di giorno in giorno fra tutti i popoli la salvezza del Cristo e la sua gloria" (Eusebio).

"Tutto è diventato nuovo in Cristo" (Cirillo di Alessandria).

"Canta il canto nuovo colui che diventa uomo nuovo col battesimo" (Cassiodoro).

v. 4 "Insegnate a tutte le genti, dite loro che il Signore è grande più di tutti i loro dèi" (Atanasio).

v. 5 "Attraverso la bellezza della creatura, contempliamo la gloria eminente del Signore" (Cirillo di Alessandria).

v. 6 "Il santuario è l’umanità assunta da Dio (cfr. Gv 2,21)" (Teodoreto).

v. 8 "Sacrificio per Dio è il cuore contrito e umiliato. Tu dici che non hai nulla da offrire? Non hai dunque in te un cuore umile?" (Agostino).

v. 9 "Tutta la terra udrà predicare il vangelo e muterà stato" (Atanasio).

v. 10 "Il Cristo è venuto e ha raddrizzato il genere umano in modo che non vada più alla deriva: la sua croce è la colonna del genere umano. Dicendo croce, io non parlo del legno, ma della passione: questa colonna si trova tanto in Bretagna che nelle Indie e nel mondo intero. Nessuno può essere discepolo del Cristo se non porta la sua croce (cfr. Lc 9,23). Ogni giorno il Cristo è crocifisso per noi; noi siamo crocifissi al mondo e il Cristo è crocifisso in noi; e ogni giorno il Cristo risuscita in noi" (Girolamo).

v. 11 "Cielo, terra, mare, campi e foresta indicano che la predicazione evangelica percorrerà il mondo intero" (Eusebio).

"Gioiscano i cieli! Se lo fanno per un solo peccatore convertito (cfr. Lc 15,7), quanto più per tutti gli uomini!" (Teodoreto).

v. 12 "Esultino i campi! Il Signore nella parabola della zizzania chiama campo questo mondo (cfr. Mt 13,37)" (Teodoreto).

"Soprattutto gli alberi devono cantare, perché uno di loro fu l’albero della salvezza su cui fu crocifisso il corpo del Salvatore e portò ogni bene agli uomini" (Teodoreto).

v. 13 "Le due venute del Cristo" (Girolamo).

PERFETTA LETIZIA

Il salmo è un invito all'assemblea dei popoli a riconoscere la grandezza di Dio. L'universalismo del salmo ha come base l'unicità di Dio, e la consapevolezza che tutti i popoli della terra hanno un'origine comune, e che, allontanatisi da Dio, ne hanno in qualche misura un ricordo nelle loro concezioni religiose, infettate di politeismo e di idolatria. Ora Dio chiama a raccolta tutte le famiglie dei popoli a ritornare a lui (Cf. Ps 21,28), che ha formato un popolo quale suo testimone, radunato attorno al tempio di Gerusalemme.

Il popolo di Israele è invitato a diffondere la conoscenza del vero Dio in mezzo ai popoli. Una certezza deve avere Israele, che egli è “terribile sopra tutti gli dei”, e che “tutti gli dei dei popoli sono un nulla”. Dietro gli dei concepiti dalle nazioni sono presenti i demoni sui quali Dio esercita pieno dominio.

L'invito ai popoli non è solo quello di aprirsi a Dio, ma di andare pellegrini “nei suoi atri”, e prostrarsi davanti a lui. Il “suo atrio santo”, sono quelli del tempio di Gerusalemme. I “sacri ornamenti”, sono vesti degne del tempio.

Tutta la terra deve essere presa dal timore di Dio: “Tremi davanti a lui tutta la terra”.

L'annuncio di Israele ai popoli deve affermare la regalità di Dio su di loro: “Dite tra le genti: <Il Signore regna!>”.

Egli è colui che con la sua provvidenza regge il mondo, e agisce con giustizia sui popoli: “È stabile il mondo, non potrà vacillare! Egli giudica i popoli con rettitudine”.
Il Signore “viene a giudicare la terra”; questo avverrà con la venuta di Cristo, re di giustizia e di pace il quale affermerà la giustizia (Cf. Ps 93). “Viene”, dice il salmista. Ora è venuto il Cristo, il Figlio di Dio incarnatosi nel grembo verginale di Maria. Egli viene continuamente con la sua grazia (Ap 1,8); poi, alla fine del mondo, verrà per il giudizio finale: “Giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli”. “Nella sua fedeltà”, cioè per dare la risurrezione gloriosa a coloro che lo hanno accolto.
Difficile poter dire la data di composizione del salmo; probabilmente è stato scritto in un tempo di grande compattezza di Israele, poco dopo la costruzione del tempio di Salomone, prima che avvenisse lo scisma delle tribù del nord (1Re 11,26s).

Dossologia

Come Amore da dentro ispira
fin dall'alba e a notte cantiamo:
perché, uomini, esiste. e ci ama,
per la gioia che egli ci ama!

Preghiera

Dio, tu sei Armonia ed Equilibrio,
sei la misura della vita,
fa' che ti vediamo e camminiamo sempre alla tua presenza:
non solo tu che vedi noi, ma noi che vediamo te
in ogni creatura;
e dona gioia
specialmente a chi è disperato e solo:
per te trabocchino di gioia tutti gli esseri,
o Spirito che rinnovi ogni giorno
la faccia della terra.
Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inserito da  Domenica, 13 Settembre 2015 Letto 1128 volte
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