Benvenuti Sotto il manto di Maria

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Inserito da  Sabato, 31 Maggio 2014 Letto 63874 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Agosto 2014

660 pensieri

  • Link al commento Elena Giovedì, 30 Giugno 2016 inviato da Elena

    30 Giugno 2016
    Il pensiero del giorno

    Queste parole sono rivolte al nostro cuore, come se fosse Maria a suggerirle. Restiamo in intimo ascolto, accogliamo Maria come nostra Maestra.

    Figli, benedetti dal Padre mio, pregate, sempre, senza mai stancarvi.
    Siete nel dolore e nella sofferenza, pregate;
    siete stanchi, pregate;
    non riuscite a perdonare, pregate;
    vi sentite inutili, pregate;
    il peso della Croce vi fa vacillare, pregate.
    Pregate incessantemente, notte e giorno. Nella preghiera troverete riposo per le membra e per lo spirito; nella preghiera troverete forza e coraggio per sopportare umiliazioni, oltraggi, e persecuzioni; nella preghiera troverete gioia quando il dolore rinserra e macina il vostro corpo.
    Solo chi prega è un buon missionario, fedele servo del Vangelo
    . Pregate per il mondo, e pregate per i peccatori perché si convertano.
    A chi è morto portate la vita, e a chi è povero perché schiavo del peccato portate la ricchezza della grazia; ai ciechi portate la luce del Vangelo, e ai sordi fate udire la Parola di vita eterna perché le loro orecchie si aprano alla sinfonia della pace e della gioia del regno dei cieli.
    Zoppicate perché non pregate; siete afflitti perché non pregate; pregate e troverete ristoro e consolazione.
    Figli, se volete pregare sempre cercate innanzi tutto la solitudine, il deserto vi spoglia di ogni falsa e umana sicurezza e vi apre alla fortezza di Dio; poi cercate e fate sempre la volontà di Dio.

    La più bella preghiera sia Fiat, fiat nel dolore, fiat nella gioia, fiat nella tentazione, fiat nella pace, fiat nella persecuzione, fiat nella malattia: è la mia preghiera che aprì il mio cuore purissimo al Verbo eterno.

    Dite sempre Fiat e sarete accarezzati dal Cielo, dite Fiat e le tenebre fuggiranno via dal vostro cuore, dite fiat e incatenerete Satana negli abissi infernali e non potrà nuocervi.
    Fate tutto per la gloria di Dio.
    Sia le cose eccelse e grandi, sia le cose minute.
    La preghiera vi fa superare il disgusto della noia e vi fa vincere l’inedia, vi dona la costanza e la perseveranza sopra tutto quando credete che tutto il vostro operare è infecondo.
    Il mondo è schiavo del peccato perché non prega; è nelle spire della violenza perché non prega; è immerso in una palude di vizi e di brutture perché non prega.
    Aiutate il mondo a ritrovare la preghiera, fatevi maestri di preghiera, sopra tutto ai bambini insegnate a pregare.
    Verranno tempi in cui si dirà che bisogna andare per il mondo, ma se non si è oranti ben presto i piedi zoppicheranno, e la fatica vi svuoterà di ogni forza apostolica.
    Mosè vinse la battaglia stando sul monte a pregare, tenendo le mani alzate al cielo; le mura di Gerico caddero per la preghiera dei sacerdoti, e Salomone vi ha insegnato che la castità si ottiene pregando, ed essa è custodita dalla preghiera.

    Chi non prega è un albero esposto alla forza dei venti, scossa dalla furia dei venti cadranno i frutti e sarà spoglio anche delle foglie, e i rami diventeranno secchi e saranno gettati nel fuoco.
    Non fatevi ingannare, pregare non è perdere tempo, è conquistare l’eternità.
    Pregate, pregate, sempre.
    La vostra vita sia un cenacolo, se sarete costanti su di voi scenderà il fuoco dello Spirito che vi guiderà alla verità intera.
    Solo chi prega conosce la Verità.
    Solo chi prega conosce la Via della salvezza, solo chi prega entra nella Vita.
    Nel Fiat c’è il Paradiso, e abbiate la certezza che quando nel vostro cuore e sulle vostre labbra fiorisce il Fiat, Io, l’Immacolata, mi faccio compagna del vostro peregrinare terreno, e con dolcezza e fermezza vi conduco alla gioia che non ha mai fine. Vi benedico.

    Cenacolo, Frascati, A./settembre 2001- GMG-F.S.

  • Link al commento Elena Giovedì, 30 Giugno 2016 inviato da Elena

    Citazione spirituale

    La nostra anima deve essere come la Vergine: aperta a ciò che Dio vi depone. Allora anche la nostra anima può diventare madre. L'immagine della Vergine esprime, quindi, la libertà e l'autonomia interiore.

    Anselm Grün
    30 giu 2016

  • Link al commento Elena Giovedì, 30 Giugno 2016 inviato da Elena

    30 Giugno
    SI PRENDE CURA DI NOI

    Si usa spesso la parola consacrazione anche nei rap­porti umani: un medico si consacra ai suoi malati, un inse­gnante alla formazione dei suoi alunni, una mamma all'e­ducazione dei suoi figli... non vivono per sé ma per colo­ro ai quali si sono donati, facendo della loro professione una vera missione.
    La parola "consacrazione" implica dun­que l'idea di servizio e dedizione.
    La consacrazione è di natura religiosa.
    Dio solo è il Signore degno della totale sottomissione dell'uomo
    Egli solo merita che gli offria­mo la nostra libertà, il nostro impegno quotidiano, il nostro essere.
    Nella Bibbia in generale e nel Vangelo in partico­lare si leggono promesse meravigliose della bontà di Dio a coloro che si impegnano con Lui.

    Il Salmo 90 esalta la sicurezza data da Dio a colui che si mette sotto la sua protezione.
    Un salmo pieno di sere­nità, fa intravedere la pace e la gioia di chi consacrando­si all'Amore di Dio si lascia guidare da Lui.
    Ecco le e­spressioni conclusive: "Lo salverò perché a me si è affi­dato, lo esalterò perché ha conosciuto il mio nome. Mi in­vocherà e gli darò risposta, presso di lui sarò nelle sven­ture, lo salverò e lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza" Salmo 90,14-16.5.

    Margherita Maria Alacoque così scriveva a Madre de Sau­deilles: "Egli riparerà tutto ciò che vi può essere di im­perfetto nelle vostre azioni e santificherà le buone azioni se vi unite in tutto ai suoi disegni". La veggente di Paray-­le-Monial scrive ancora: "abbandonandoci a Lui, egli si prende cura di noi".

    Fioretto: Grazie o Cuore di Gesù, per tutte le grazie e­largitemi lungo questo caro mese a Te dedicato.

    Giaculatoria: "Gesù, Giuseppe e Maria assistetemi nell'ultima mia agonia".

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    29 Giugno 2016
    Il pensiero del giorno

    Queste parole sono rivolte al nostro cuore, come se fosse Maria a suggerirle. Restiamo in intimo ascolto, accogliamo Maria come nostra Maestra.


    Figli, non siate ipocriti, la sincerità sia il vostro verbo. Tutta la vostra vita deve essere come uno specchio, chi vi guarda deve vedere una vita corretta, onesta, retta.
    L’ipocrisia attira molti peccati, innanzi tutto la vanagloria, si è ipocriti perché si vuole essere ammirati, onorati, l’uomo vuole essere al centro della attenzione, al centro del mondo.
    Poi la menzogna, l’ipocrita mente a se stesso, al mondo, e crede stoltamente di mentire a Dio. Stolto, non sa di essere nudo dinanzi agli occhi Dio, il quale scruta i cuori e conosce i pensieri dell’uomo.
    Ma vi è un peccato traboccante di avversità che rende l’uomo dinanzi agli occhi impuro come un lebbroso.
    L’ipocrita è un ladro. Si vanta di doni che non ha, e per quelli che ha non riconosce che Dio è l’autore perché ogni don perfetto viene dall’alto. È ladro, ed è arrogante e non riconoscendo Dio come benefattore di ogni dono è un empio ed apostata perché nega la paternità di Dio e vuole mettersi al posto di Dio.
    Così come avete meditato, anche il mondo accetta malvolentieri l’ipocrisia, ma l’ama allo stesso tempo. Il mondo è corrotto e ama spacciare per bene quello che è male, è lupo famelico e si traveste di agnello. Anche Satana, padre della menzogna, inganna l’uomo facendo appare luce quello che invece è tenebra. L’ipocrita è tenebra e vuol apparire luce.
    Così potete vedere che nell’ipocrita vive il mondo con la sua falsa sapienza, e nello stesso tempo e servo di Satana perché in lui tutto è tenebra, e nella tenebra regna Satana. Figli, l’ipocrisia non è soltanto mettere una maschera ma vendersi come schiavo alla fatua sapienza del mondo, e aggiogarsi all’impero di satana.
    L’ipocrisia nasconde la verità nel linguaggio verbale, nei comportamenti ambigui, nelle malsane azioni. Voi siete nella povertà, e non dovete temere di apparire quello che siete, sia dinanzi agli uomini che dinanzi a Dio.
    Ogni sforzo di essere quello che veramente siete è gradito a Dio, egli vi compenserà largamente, e in voi fiorirà la lode, il rendimento di grazie, l’adorazione, ma sopratutto albero fecondo sarà la virtù dell’umiltà.
    E ricordate che Dio ama gli umili, e sceglie i piccoli per i suoi progetti di salvezza.
    Non nascondete i doni che Dio vi ha dato, e allo stesso tempo riconoscete che l’autore di ogni dono è Dio, sarà testimonianza e annuncio.
    Chi è nella verità è nella luce, e chi è nella luce cammina a passi spediti verso la salvezza.
    Impegnatevi ad essere sinceri e impegnatevi perché il mondo gettando via la maschera dell’ipocrisia sia raggiunto dalla Luce e si salvi. Sono sempre con voi, piccolo gregge di Gesù, chi è nella Verità e vive nella Verità è già salvo. Vi benedico.

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    - 29 giugno -
    " Cuor di Gesù, speranza di coloro che muoiono in Te "
    Fare una santa morte
    è l'aspirazione di tutti i buoni cristiani,
    che si sforzano perennemente di regolare la vita
    in modo da poter raggiungere questo fine supremo.
    Dice il canto di Davide:
    - Beati i morti che muoiono nel Signore -
    Perché quando si muore in Dio si va a goderlo per tutta l'eternità.
    Perciò il giorno della morte dei Santi si chiama giorno natalizio.
    È la festa del passaggio dell'anima dalla terra al cielo,
    dal pianto di quaggiù alla gioia del Paradiso.
    Pensiamo alla morte e rafforziamoci
    nella devozione al Sacro Cuore,
    come àncora di salvezza per ben morire in lui.

    Atto di virtù:
    Questa notte a letto pensando alla mia morte ripeterò:
    «Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te».

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    29 Giugno
    SOLO L’AMORE CI SALVERA’

    Giovanni Paolo Il può essere considerato un gran­de apostolo del Cuore di Gesù. Ha pienamente mani­festato di possederne lo spirito nelle due encicliche "Redemptor e Dives in Misericordia"; in vari discorsi occasionali ed omelie festive. Il Papa ha prati­camente centrato il suo messaggio al nostro mondo sul rispetto della persona umana, sulla promozione di una vita più dignitosa per tutti, sulla solidarietà verso ogni essere umano, senza distinzione di razza e di paese, di lingua e di cultura.
    Al di sopra della conquista della scienza e della tec­nologia, c'è la dignità della persona umana, i cui diritti non possono essere forzati né ostacolati da nessuna ideologia e ambizione umana, da nessun potere politico e sociale, da nessuna cultura imposta con la forza o con l'inganno.

    Giovanni Paolo II difende questi principi umanitari, appellandosi alla legge dell'amore, qualità propria di Dio ma anche dell'uomo, essendo stato fatto a sua immagine e somiglianza, redento dall'amore di Cristo, elevato alla - dignità di figlio di Dio dall'amore misericordioso del Pa­dre che è nei cieli.

    Nell'enciclica "Redemptor hominis", il Papa ha riferimenti espliciti al Cuore di Gesù. "La Re­denzione del mondo è, nella sua più profonda radice, la "pienezza della giustizia" in un Cuore umano: nel cuore del Figlio primogenito, perché essa possa diventare giu­stizia dei cuori di molti uomini... chiamati all'amore" (RH 9). L'enciclica "Dives in Misericordia" ci mette di fronte all'amore infinito del Padre, un amore di misericordia ver­so l'uomo, sempre bisognoso di perdono e di redenzione.

    Fioretto: Farò una visita al Cuore di Gesù in modo da rafforzare i miei buoni propositi di queste mese.

    Giaculatoria: Cuore amatissimo, non altro anelo, che darti gioia in terra e in cielo".

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    LE ISPIRAZIONI
    29° GIORNO

    Pater noster.

    Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi!

    Intenzione. - Pregare per coloro che sono sull'orlo dell'inferno, prossimi a cadervi se non sono aiutati.

    LE ISPIRAZIONI

    Un'immagine sacra rappresenta Gesù sotto le sembianze di viandante, con il bastone in mano, in atto di battere ad una porta. Si è osservato che alla porta manca la maniglia.

    L'autore di tale immagine ha inteso concretizzare il detto dell'Apocalisse: Io sto alla porta e batto; se uno ascolterà la mia voce e mi aprirà la porta, io entrerò da lui (Apocalisse, III, 15).

    Nell'Invitatorio, che la Chiesa fa ripetere tutti i giorni ai Sacerdoti, all'inizio della sacra ufficiatura, è detto: Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori!

    La voce di Dio, di cui si parla, è l'ispirazione divina, la quale parte da Gesù ed è diretta all'anima. La porta, che non ha la maniglia all'esterno, fa comprendere che l'anima, udita la voce divina, ha il dovere di muoversi, di aprire internamente e di far entrare Gesù.

    La voce di Dio non è sensibile, cioé non colpisce l'orecchio, ma va alla mente e scende al cuore; è voce delicata, che non può udirsi se non c'è il raccoglimento interiore; è voce amorosa e sapiente, che invita dolcemente, rispettando la libertà umana.

    Consideriamo l'essenza della divina ispirazione e la responsabilità che ne proviene a chi la riceve.

    L'ispirazione è un dono gratuito; si chiama anche grazia attuale, perchè d'ordinario è momentanea ed è data all'anima in qualche bisogno particolare; è un raggio di luce spirituale, che illumina la mente; è un invito misterioso che fa Gesù all'anima, per tirarla a sé o per disporla a maggiori grazie.

    Essendo l'ispirazione un dono di Dio, si ha il dovere di riceverla, di apprezzarla e di farla fruttare. Si rifletta su questo: Dio non spreca i suoi doni; Egli è giusto e chiederà conto di come si siano fatti fruttare i suoi talenti.

    È doloroso il dirlo, ma tanti fanno i sordi alla voce di Gesù e rendono inefficaci o inutili le sante ispirazioni. San'Agostino, pieno di sapienza, dice: Temo il Signore che passa! - volendo significare che se Gesù batte oggi, batte domani alla porta del cuore, e si resiste e non gli si apre la porta, potrebbe allontanarsi e non ritornare più.

    È necessario dunque ascoltare la buona ispirazione e metterla in pratica, rendendo in tal modo efficace la grazia attuale che Dio dà.

    Quando si ha un buon pensiero da attuare e questo ritorna con insistenza alla mente, ci si regoli così: Si preghi, affinché Gesù dia la luce necessaria; si rifletta seriamente se e come mettere in atto ciò che Dio ispira; nel caso dubbio, si chieda il parere al Confessore o al Direttore Spirituale.

    Le ispirazioni più importanti potrebbero essere:

    Consacrarsi al Signore, lasciando la vita secolare.

    Fare il voto di verginità.

    Offrirsi a Gesù come « anima ostia » o vittima riparatrice.

    Dedicarsi all'apostolato. Troncare un'occasione di peccato. Riprendere la meditazione quotidiana, ecc...

    Chi sente, e da tempo, qualcuna delle suddette ispirazioni, ascolti la voce di Gesù e non induri il suo cuore.

    Il Sacro Cuore fa udire con frequenza la sua voce ai suoi devoti, o durante una predica o una pia lettura, o mentre sono in preghiera, specialmente durante la Messa e nel tempo della Comunione, o mentre sono nella solitudine e nel raccoglimento interiore.

    Una sola ispirazione, assecondata con prontezza e generosità, potrebbe essere il principio di una vita santa o di una vera rinascita spirituale, mentre un'ispirazione resa vana potrebbe rompere la catena di tante altre grazie che Dio vorrebbe elargire.

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    Citazione spirituale
    Tutti noi viviamo sotto lo stesso cielo; e tutti siamo mossi dalla bellezza che si rivela nel cosmo e si riflette anche nei nostri studi sui corpi e le sostanze celesti. Siamo così uniti dal desiderio di scoprire la verità su come opera questo meraviglioso universo, avvicinandoci sempre più al suo Creatore.
    sabato 11 giugno 2016 - Udienza ai partecipanti alla Scuola estiva di Astronomia
    29 giu 2016

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    Padre nostro che sei nei cieli,

    donaci sacerdoti secondo il tuo Cuore.
    Perché sia santificato il tuo nome,
    donaci sacerdoti secondo il tuo Cuore.
    Perché venga il tuo Regno,
    donaci sacerdoti secondo il tuo Cuore.
    Perché la tua volontà si compia in cielo come in terra,
    donaci sacerdoti secondo il tuo Cuore.
    Per donarci il Pane della vita,
    donaci sacerdoti secondo il tuo Cuore.
    Per perdonare le nostre colpe,
    donaci sacerdoti secondo il tuo Cuore.
    Perché ci aiutino a superare le tentazioni,
    donaci sacerdoti secondo il tuo Cuore.
    E loro e noi libera da ogni male. Amen.

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    Madre di Gesù Cristo e Madre dei sacerdoti,

    ricevi questo titolo che noi tributiamo a te per celebrare la tua maternità
    e contemplare presso di te il Sacerdozio del tuo Figlio e dei tuoi figli,
    Santa Genitrice di Dio.

    Madre di Cristo,
    al Messia Sacerdote hai dato il corpo di carne
    per l'unzione del Santo Spirito
    a salvezza dei poveri e contriti di cuore,
    custodisci nel tuo cuore e nella Chiesa i sacerdoti,
    Madre del Salvatore.

    Madre della fede,
    hai accompagnato al tempio il Figlio dell'uomo,
    compimento delle promesse date ai Padri,
    consegna al Padre per la sua gloria i sacerdoti del Figlio tuo,
    Arca dell'Alleanza.

    Madre della Chiesa,
    tra i discepoli nel Cenacolo pregavi lo Spirito
    per il Popolo nuovo ed i suoi Pastori,
    ottieni all'ordine dei presbiteri la pienezza dei doni,
    Regina degli Apostoli.

    Madre di Gesù Cristo,
    eri con Lui agli inizi della sua vita e della sua missione,
    lo hai cercato Maestro tra la folla,
    lo hai assistito innalzato da terra,
    consumato per il sacrificio unico eterno, e avevi Giovanni vicino, tuo figlio,
    accogli fin dall'inizio i chiamati,
    proteggi la loro crescita, accompagna nella vita e nel ministero i tuoi figli,
    Madre dei sacerdoti. Amen.
    - Preghiera di Benedetto Giovanni Paolo II nella Pastores Dabo Vobis

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    Dai «Discorsi» di Sant\'Agostino, vescovo
    (Disc. 295, 1-2. 4. 7-8; PL 38, 1348-1352)
    Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato

    Il martirio dei santi apostoli Pietro e Paolo ha reso sacro per noi questo giorno. Noi non parliamo di martiri poco conosciuti; infatti «per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola» (Sal 18, 5). Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato. Hanno seguito la giustizia. Hanno testimoniato la verità e sono morti per essa.
    Il beato Pietro, il primo degli apostoli, dotato di un ardente amore verso Cristo, ha avuto la grazia di sentirsi dire da lui: «E io ti dico: Tu sei Pietro» (Mt 16, 18). E precedentemente Pietro si era rivolto a Gesù dicendo: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16, 16). E Gesù aveva affermato come risposta: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16, 18). Su questa pietra stabilirò la fede che tu professi. Fonderò la mia chiesa sulla tua affermazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Tu infatti sei Pietro. Pietro deriva da pietra e non pietra da Pietro. Pietro deriva da pietra, come cristiano da Cristo.
    Il Signore Gesù, come già sapete, scelse prima della passione i suoi discepoli, che chiamò apostoli. Tra costoro solamente Pietro ricevette l\'incarico di impersonare quasi in tutti i luoghi l\'intera Chiesa. Ed è stato in forza di questa personificazione di tutta la Chiesa che ha meritato di sentirsi dire da Cristo: «A te darò le chiavi del regno dei cieli» (Mt 16, 19). Ma queste chiavi le ha ricevute non un uomo solo, ma l\'intera Chiesa. Da questo fatto deriva la grandezza di Pietro, perché egli è la personificazione dell\'universalità e dell\'unità della Chiesa. «A te darò» quello che è stato affidato a tutti. È ciò che intende dire Cristo. E perché sappiate che è stata la Chiesa a ricevere le chiavi del regno dei cieli, ponete attenzione a quello che il Signore dice in un\'altra circostanza: «Ricevete lo Spirito Santo» e subito aggiunge: «A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23).
    Giustamente anche dopo la risurrezione il Signore affidò allo stesso Pietro l\'incombenza di pascere il suo gregge. E questo non perché meritò egli solo, tra i discepoli, un tale compito, ma perché quando Cristo si rivolge ad uno vuole esprimere l\'unità. Si rivolge da principio a Pietro, perché Pietro è il primo degli apostoli.
    Non rattristarti, o apostolo. Rispondi una prima, una seconda, una terza volta. Vinca tre volte nell\'amore la testimonianza, come la presunzione è stata vinta tre volte dal timore. Deve essere sciolto tre volte ciò che hai legato tre volte. Sciogli per mezzo dell\'amore ciò che avevi legato per timore.
    E così il Signore una prima, una seconda, una terza volta affidò le sue pecorelle a Pietro.
    Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anch\'essi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì. Celebriamo perciò questo giorno di festa, consacrato per noi dal sangue degli apostoli.
    Amiamone la fede, la vita, le fatiche, le sofferenze, le testimonianze e la predicazione.

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    MEDITAZIONE
    La disposizione voluta dalla Veritā perdura, e san Pietro, perseverando nella soliditā che ha
    ricevuto, non ha abbandonato il governo della Chiesa, affidato alle sue mani. Poiché è stato
    istituito prima degli altri, a causa del suo nome Pietro, proclamato fondamento, costituito
    custode del regno dei cieli, preposto come arbitro per legare e sciogliere per mezzo di giudizi,
    la ratifica dei quali risiede in cielo, affinché tutto ciō ci insegni, attraverso gli stessi misteri di
    questi appellativi, quale fosse la sua intimitā con Cristo.
    Attualmente, egli assolve pių pienamente e pių efficacemente i compiti che gli sono stati affidati
    e tutto ciō che è di competenza delle sue funzioni e della sua sollecitudine egli lo compie in colui
    e per colui dal quale è stato glorificato. Ecco perché se vi è qualcosa che noi compiamo bene,
    qualcosa che decidiamo bene, qualcosa che otteniamo dalla misericordia di Dio per mezzo delle
    nostre preghiere quotidiane, è tutto grazie al lavoro ed ai meriti di colui il cui potere, nella sua
    Sede, continua a vivere, e la cui autoritā a manifestarsi.
    Tale è infatti, prediletti, la ricompensa
    di questa professione di fede che, ispirata da Dio Padre al cuore dell'apostolo, si innalzō più in
    alto di tutte le incertezze delle opinioni umane e ricevette la fermezza di una roccia che nessuna
    scossa puō far vacillare.
    Poiché è nella Chiesa intera che Pietro dice ogni giorno: "Tu sei il Cristo,
    Figlio del Dio vivente", e che ogni lingua che conferma il Signore è istruita dall'insegnamento di
    questa parola.
    SAN LEONE MAGNO

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    OMELIA: COMMENTO ALLA PAROLA DI OGGI 29\6
    La liturgia di oggi ci sollecita a riflettere sulla fedeltā e sulla testimonianza delle due colonne
    portanti della Chiesa.
    Ci mostra Pietro con le chiavi del regno, primo e principe degli apostoli.
    Ascoltiamo la sua confessione che ormai ci appartiene come seguaci della stessa fede.
    Percepiamo con gioia l'origine della nostra appartenenza a Cristo, la fonte da cui abbiamo
    sorbito lo stesso credo, l'impegno che ci pone a nostra volta come testimoni.
    E' anche il giorno
    della gratitudine a Dio, a Cristo Gesų e ai suoi apostoli, i fattori della Chiesa, nostra madre
    Ci viene da ripercorrere la storia della Chiesa fino ai nostri giorni per rivivere un percorso dove le
    umane fragilitā sono state come spente dalla forza dello Spirito.
    Siamo certi di poggiare ancora
    sulla roccia che è Cristo stesso e sulla Pietra che è il romano pontefice.
    Le porte degli inferi,
    anche quando hanno infierito con violenza contro di noi, non hanno prevalso.
    La promessa di Cristo si è realizzata in pienezza. La storia di Pietro, prima debole, spavaldo e pauroso, poi intrepido assertore della veritā e martire come Cristo per testimoniare la propria fedeltā,è
    diventato sostanzialmente la storia della nostra Chiesa e di tanti cristiani.
    E' stato determinate
    in questo faticoso percorso l'apporto di Paolo, il convertito sulla via di Damasco, l'Apostolo delle
    genti. Egli per primo ha valicato i confini del mondo ebraico per rivolgere il messaggio della
    salvezza ai pagani, a tutti noi che da quel mondo proveniamo.
    La seconda lettura d'oggi risuona
    come un gioioso testamento che Paolo confida al suo amico e collaboratore Timoteo: "io sto giā
    per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la
    buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
    Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerā in quel
    giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua
    manifestazione".
    Vedere sparso in offerta il proprio sangue è la suprema aspirazione
    dell'Apostolo, dopo le dure fatiche del suo intensissimo apostolato. Egli brama il martirio per
    essere totalmente assimilato a Cristo e dare cosė la suprema testimonianza di fedeltā e d'amore.
    Ambedue in modo diverso tracciano il cammino della Chiesa e di ciascuno di noi: anche noi
    deboli come Pietro, prima della Pentecoste, ma anche noi irrorati dallo stesso Spirito. Noi pure
    forse lontani coma Paolo, ma poi folgorati dalla grazia.
    Chi sa se anche noi siamo disposti e realmente pronti a dare la vita per Cristo?
    (Padri Silvestrini)

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
    Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
    Benedirō il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino.
    Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato.
    Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce.
    Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
    L'angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com'č buono il Signore;
    beato l'uomo che in lui si rifugia.
    Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

  • Link al commento Elena Mercoledì, 29 Giugno 2016 inviato da Elena

    Opus Dei
    testi di san Josemaría
    29 giugno 2016
    San Pietro e San Paolo, apostoli
    Coraggio! Tu... ce la fai. —Vedi che cosa ha fatto la grazia di Dio di quel Pietro dormiglione, rinnegatore e codardo..., di quel Paolo persecutore, odiatore e caparbio? (Cammino, 483)

    Gli dice Pietro: Signore! Tu lavare i piedi a me? E Gesù risponde: quello che io faccio, tu adesso non lo comprendi; lo comprenderai più avanti. Pietro insiste: i piedi a me tu non li laverai mai. Gesù gli replica: se io non ti laverò, non avrai parte con me. Simon Pietro si arrende: Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e la testa.

    Di fronte alla chiamata a una donazione totale, completa, senza esitazioni, molte volte opponiamo una falsa modestia, come quella di Pietro... Magari fossimo anche noi uomini di cuore, come l'Apostolo! Pietro non permette a nessuno di amare Gesù più di lui. Questo amore porta a reagire così: eccomi qui, lavami mani, testa, piedi! purificami del tutto!, perché io voglio darmi a Te senza riserve.

    (Solco, 266)

    “Pesa su di me la sollecitudine per tutte le chiese”, scriveva San Paolo; e questo sospiro dell'Apostolo ricorda a tutti i cristiani — anche a te! — la responsabilità di mettere ai piedi della Sposa di Cristo, della Santa Chiesa, ciò che siamo e ciò che possiamo, amandola fedelissimamente, anche a costo dei propri averi, dell'onore e della vita. (Forgia, 584

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