Benvenuti Sotto il manto di Maria

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Inserito da  Sabato, 31 Maggio 2014 Letto 52111 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Agosto 2014

659 pensieri

  • Link al commento Tonino Lunedì, 15 Giugno 2015 inviato da Tonino

    ciao, sono tonino, grazie erika, mi fa piacere di ritornare da voi, un caro saluto a voi tutti.

  • Link al commento Rosa Domenica, 14 Giugno 2015 inviato da Rosa

    Perdonatemi se riporto l’omelia pronunciata ieri sera da papa Francesco, in occasione del III Ritiro Mondiale dei Sacerdoti, promosso dall’International Catholic Charismatic Renewal Services (ICCRS) e dalla Catholic Fraternity sul tema: Chiamati alla santità per la nuova evangelizzazione (10-14 giugno).
    Sicuramente la conoscerete ...... mi ha molto emozionato, ma se qualcuno non la conoscesse ,,eccola
    "Riportiamo di seguito l’omelia pronunciata ieri sera da papa Francesco, in occasione del III Ritiro Mondiale dei Sacerdoti, promosso dall’International Catholic Charismatic Renewal Services (ICCRS) e dalla Catholic Fraternity sul tema: Chiamati alla santità per la nuova evangelizzazione (10-14 giugno).

    Nella prima Lettura ci addentriamo nella tenerezza di Dio: Dio racconta al suo popolo quanto lo ama, quanto lo cura. Quello che Dio dice al suo popolo, in questa Lettura del profeta Osea, capitolo 11, lo dice a ciascuno di noi. E sarà bene prendere questo testo, in un momento di solitudine, metterci alla presenza di Dio e ascoltare: “Quando tu eri bambino, io ti ho amato; ti ho amato da bambino; ti ho salvato; ti ho portato dall’Egitto, ti ho salvato dalla schiavitù”, dalla schiavitù del peccato, dalla schiavitù dell’autodistruzione e da tutte le schiavitù che ciascuno conosce, che ha avuto e che ha dentro.

    “Io ti ho salvato. Io ti ho insegnato a camminare”. Che bello ascoltare che Dio che mi insegna a camminare! L’Onnipotente si abbassa e mi insegna a camminare. Ricordo questa frase del Deuteronomio, quando Mosè dice al suo popolo: “Ascoltate voi - sono così duri di testa! -: quando mai avete visto un dio tanto vicino al suo popolo, così come Dio è vicino a noi?”. E la vicinanza di Dio è questa tenerezza: mi ha insegnato a camminare. Senza di Lui non saprei camminare nello Spirito. “E ti tenevo per mano. Però non hai compreso che ti guidavo, tu credevi che ti avrei lasciato solo”.

    Questa è la storia di ciascuno di noi. “Io ti traevo con legami umani, non con leggi punitive”. Con legami di amore, legature d’amore. L’amore lega, ma lega nella libertà; lega nel lasciarti lo spazio affinché tu risponda con amore. “Ero per te come chi solleva un bimbo alla sua guancia e lo bacia. E mi chinavo e gli davo da mangiare”. Questa è la nostra storia, almeno è la mia storia. Ciascuno di noi può leggere qui la propria storia. “Dimmi, come ti posso abbandonare ora? Come ti posso consegnare al nemico?”. Nei momenti in cui abbiamo paura, nei momenti in cui abbiamo insicurezza, Lui ci dice: “Se ho fatto tutto questo per te, come puoi pensare che ti lasci solo, che ti possa abbandonare?”.

    Sulle coste della Libia, i ventitré martiri copti erano sicuri che Dio non li avrebbe abbandonati. E si sono fatti decapitare pronunciando il nome di Gesù! Sapevano che Dio, mentre tagliavano loro la testa, non li avrebbe abbandonati.

    “Come ti posso trattare come nemico? Il mio cuore si commuove dentro di me e si accende tutta la mia tenerezza”. La tenerezza di Dio si accende, questa calda tenerezza: è l’Unico capace di una calda tenerezza. Non darò libero sfogo all’ira per i peccati che esistono, per tutte queste incomprensioni, per il fatto di adorare idoli. Perché io sono Dio, sono il Santo in mezzo a te. È una dichiarazione di amore di un padre a suo figlio. E a ciascuno di noi.

    Quando volte penso che abbiamo paura della tenerezza di Dio e per il fatto che abbiamo paura della tenerezza di Dio non lasciamo che essa si sperimenti in noi stessi. E per questo tante volte siamo duri, severi, castigatori… Siamo pastori senza tenerezza. Che ci dice Gesù nel capitolo 15 di Luca? Di quel pastore che notò che aveva 99 pecore e gliene mancava una. Le lasciò ben custodite, chiuse a chiave e andò a cercare l’altra, che era imprigionata tra i rovi… E non la picchiò, non la rimproverò: la prese fra le sue braccia e la strinse e la curò, perché era ferita. Lo stesso fate voi con i vostri fedeli? Quando vi accorgete che manca uno nel gregge? O siamo abituati a essere una Chiesa che ha una sola pecora nel suo gregge e lasciamo che le altre 99 si perdano sul monte? Ti commuove tutta questa tenerezza? Sei un pastore di pecore o sei diventato uno che sta a “pettinare” l’unica pecora rimasta? Perché cerchi solo te stesso e ti sei dimenticato della tenerezza che ti ha dato tuo Padre, e te lo racconta qui, nel capitolo 11 di Osea. E ti sei dimenticato di come si dà tenerezza. Il Cuore di Cristo è la tenerezza di Dio. “Come posso farti venir meno? Como posso abbandonarti? Quando sei solo, disorientato, perso, vieni da me, e io ti salverò, ti consolerò”.

    Oggi chiedo a voi, in questo ritiro, di essere pastori con la tenerezza di Dio. Di lasciare la “frusta” appesa nella Sacrestia e di essere pastori con tenerezza, anche con coloro che vi creano più problemi. È una grazia. È una grazia divina. Noi non crediamo in un Dio etereo, crediamo in un Dio che si è fatto carne, che ha un cuore e questo cuore oggi ci parla così: “Venite a me. Se siete stanchi, oppressi e io vi darò ristoro. Ma i più piccoli trattateli con tenerezza, con la stessa tenerezza con cui li tratto io”. Questo ci dice oggi il Cuore di Gesù Cristo, ed è ciò che in questa Messa chiedo per voi, e anche per me.
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    E' lunga perdonatemi

  • Link al commento Giancarlo Martedì, 09 Giugno 2015 inviato da Giancarlo

    I bambini :
    Quando nonna aveva l'artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l'artrite pure lui. Questo è l'amore. (Rebecca, 8 anni)

  • Link al commento Adriana Venerdì, 05 Giugno 2015 inviato da Adriana

    Vangelo Mc 12,35-37 “Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide?”
    Trinità: Dio è uno, ma in tre persone
    La Trinità è il vertice della rivelazione, è la sintesi di tutta la storia della salvezza.
    Consiste nel credere che esiste un solo Dio; ma questo unico Dio, essendo amore infinito, non vive nella solitudine, poiché l’amore tende a diffondere se stesso (amor diffusivus sui), e perciò, fin dalla eternità, si è diffuso in tre Persone uguali e distinte: Padre, Figlio e Spirito. Dal Padre procede, fin dalla eternità, mediante la generazione intellettiva, il Figlio; dal Padre e dal Figlio procede, mediante spirazione o amore scambievole, lo Spirito.
    (parte iniziale: - Christusveritas.altervista.org -)
    Oh! mistero di amore! Come dice S. Agostino, il Padre è l’Amante, il Figlio è l’Amato, lo Spirito S. è l’Amore del Padre e del Figlio, Amore effuso nei nostri cuori per accendere in noi il fuoco o il fuoco dell’amore al Signore che deve riversarsi nell’amore al prossimo.

  • Link al commento Giancarlo Domenica, 31 Maggio 2015 inviato da Giancarlo

    «Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n'è altro.
    Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do,
    perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore , tuo Dio, ti dà per sempre». (Dt. 4, 39-40)

  • Link al commento Teresa Domenica, 17 Maggio 2015 inviato da Teresa

    tanti auguri alla nostra amica erika .per la nascita della sua piccola mirta maria

  • Link al commento Giancarlo Mercoledì, 13 Maggio 2015 inviato da Giancarlo

    13/5 : Beata Vergine Maria di Fatima.
    Papa Francesco : “Affidatele tutto ciò che siete , tutto ciò che avete, e così riuscirete ad essere uno strumento della misericordia e della tenerezza di Dio per i vostri familiari, i vostri vicini e amici”.

  • Link al commento Adriana Venerdì, 08 Maggio 2015 inviato da Adriana

    Supplica alla
    Regina del SS. Rosario di Pompei

    Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

    O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
    Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
    O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.

    Ave Maria

    È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
    Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
    Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
    O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.
    Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!

    Ave Maria

    Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
    Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.

    Ave Maria

    Chiediamo la benedizione a Maria

    Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
    O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
    E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
    Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen.

    Salve Regina
    Indulgenzia
    Indulgentia plenaria semel tantum, soltis conditionibus,
    recitantibus supplicationem meridianam ad B. V. Mariam a S. Rosario.


    Beata Vergine Maria

  • Link al commento Rosa Lunedì, 04 Maggio 2015 inviato da Rosa

    “Nella confessione l'uomo esprime la sua umiltà, nella misericordia Dio manifesta la sua grandezza.”
    Sant'Agostino d'Ippona (354 – 430)

  • Link al commento Giancarlo Domenica, 03 Maggio 2015 inviato da Giancarlo

    O condottiero e difensore nella lotta. Signore vincitore dell’inferno, per avermi salvato dalla morte eterna canto la tua lode, io, tua creatura e tuo servo. Tu, la cui misericordia è illimitata, libera sempre da ogni pericolo me che ti invoco: Gesù, figlio di Dio, abbi pietà di me !

    Inno Acatisto al Dolcissimo Signore nostro Gesù Cristo , attribuito a Teoctisto, monaco vissuto nel XII secolo al monastero Studion di Costantinopoli .

  • Link al commento Giancarlo Sabato, 02 Maggio 2015 inviato da Giancarlo

    Così il Padre ci ama

    "Iddio ci vede e ci conosce tutti, uno a uno.

    Chiunque tu sia, egli ti vede individualmente.
    Egli ti chiama col tuo nome. Egli ti comprende
    quale realmente ti ha fatto.

    Egli conosce ciò che è in te, tutti i tuoi sentimenti e
    pensieri più intimi, le tue disposizioni e preferenze,
    la tua forza e la tua debolezza.

    Egli ti guarda nel giorno della gioia
    e nel giorno della tristezza,
    ti ama nella speranza e nella tua tentazione ...

    John Henry Newman

  • Link al commento Giancarlo Mercoledì, 22 Aprile 2015 inviato da Giancarlo

    ATTIMO D’ ETERNITA

    Teneramente
    lo stringeva
    al seno
    e piangendo
    lo chiamava
    figlio !
    Lui diceva :
    madre mia !

    Un attimo
    di eternita’
    ai confini
    dell’infinito :
    e il pianto
    si fece
    dolcezza.

    Lorenzo Sapia

  • Link al commento Giancarlo Sabato, 18 Aprile 2015 inviato da Giancarlo

    Sapienza del cuore è essere solidali col fratello senza giudicarlo. La carità ha bisogno di tempo. Tempo per curare i malati e tempo per visitarli. Tempo per stare accanto a loro ( Papa Francesco ).

  • Link al commento Elena Sabato, 18 Aprile 2015 inviato da Elena

    Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.

    Papa Francesco, Vultus Misericordiae

  • Link al commento Giancarlo Venerdì, 17 Aprile 2015 inviato da Giancarlo

    Ognuno è tale e quale il suo amore. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che dirò? Sarai Dio? Non oso dirlo, ma ascoltiamo la Scrittura che dice: Io ho detto: Siete dèi e figli dell'Altissimo.
    S. Agostino .

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