Meditazione del mercoledi La Passione di Gesù Cristo secondo sant’Alfonso

 

MEDITAZIONE PEL MERCOLEDÌ.
La Passione di Gesù Cristo secondo sant’Alfonso
un intenso viaggio nei suoi scritti

In una esortazione ai suoi congregati sant’Alfonso disse: “Rinnovatevi ancora nello spirito della santa orazione. Tutte le meditazioni sono buone; ma quelle della Passione di Gesù Cristo è la più utile. Qui non dobbiamo fermarci alla scorza; ma penetrare nell’umiltà, nella mortificazione, nelle pene del Redentore... Io vi confesso con verità, che non lascio mai di farla; né so altro meditare, perché là ci trovo tutto” (Berruti C., Lo Spirito di sant’Alfonso, Napoli 1857, p. 161).
Altra convinzione del Santo era che “la contemplazione del Crocifisso è fonte di amore: chi tiene avanti Gesù Crocifisso non può fare a meno di amarlo” (id., p. 161). Preoccupato com’era di educare tutti all’amore verso Dio scriveva: “si dà gran gusto a Gesù Cristo certamente con pensare ai suoi dolori e disprezzi patiti per noi. Chi pensa spesso alla sua Passione, mi pare impossibile che non s’innamora di Gesù Cristo” (Tannoia A., Della vita, ed istituto del ven. Servo di Dio Alfonso M. de Liguori, Napoli 1798, Lib. II, p. 254).
Nelle Missioni popolari, nei tre o quattro giorni dedicati alla Vita Divota la Passione era l’argomento preferito per insegnare praticamente a meditare.
La vita di S. Alfonso è stata segnata profondamente dalla Passione di Cristo (Dipinto di A. Licata).

 

Sulla Passione di Gesù sant’Alfonso ha scritto in
Pratica di amare Gesù Cristo nel capitolo I;
L’amore delle anime (1751),
Le Considerazioni ed affetti sulla Passione di Gesù Cristo (1768), che nella prima edizione del 1761 portavano un altro titolo,
Riflessioni sulla Passione di Gesù Cristo (1773) che costituiscono “il lavoro più considerevole sulla Passione”.
Le Meditazioni per otto giorni del 1773, per quindici giorni del 1766, e per ciascun giorno della settimana,
Predica della Passione di Gesù Cristo (1778),
due opuscoletti su La forza che ha la Passione di Gesù per accendere il divino amore in ogni cuore e il Dolce trattenimento delle anime amanti di Dio a vista di Gesù Crocifisso.

 

Un Dio pazzo d’amore
Nell’opuscolo L’Amore delle anime sembra che l’espressione “le piaghe di Gesù sono fornaci d’amore” sia il tema dominante di tutto il discorso di sant’Alfonso sulla Passione. “Il Signore Gesù, Egli scrive, è venuto per accendere fuoco di santo amore nei cuori degli uomini” (Op. Asc., vol. V Roma 1934, p. 11), perché essendo Dio volle tanto soffrire per loro amore. Il vero amore perciò nasce nel cuore dell’uomo dalla meditazione della Passione di Gesù Cristo. È tanto forte questa idea nel Santo che esclama: “Gesù da pochi è amato, perché sono pochi quelli che considerano le pene che ha patito per noi; ma chi le considera spesso, non può vivere senza amare Gesù Cristo”

 

(id., p. 15). La stessa santità, che è pienezza di carità, ha una sua sorgente viva: “Tutti i santi in somma hanno appreso l’arte di amare Dio dallo studio del Crocifisso” (id., p. 16). L’amore di Gesù si è manifestato nel tempo in modo convincente nella Passione, Sant’Alfonso parla del “grande affetto” del Figlio di Dio per gli uomini. Questo fatto nuovo, Egli dice, “troppo ci obbliga ad amarlo... ad essere tutti del nostro Redentore. Da quell’avvenimento tutta la nostra vita non è più nostra ma è di Dio (id., p. 24). Le note di questo amore sono straordinarie: l’affetto di Gesù non poteva essere maggiore di quello che è stato (id., p. 26). Qualsiasi altra azione di Gesù avrebbe potuto redimerci, ma non era sufficiente a dimostrarci il suo amore (id., p. 27). Gesù ci ha dimostrato il suo amore quando eravamo nemici e ci ha amati più che se stesso (id., p. 28). Nella Passione e Morte di Gesù si è manifestata la tenerezza di Dio (id., pp. 30‑31).

 

Sant’Alfonso tutto preso dall’amore per il suo dolce Redentore non esita a chiamarlo “pazzo d’amore” (id., p. 33), anche perché secondo lui la Passione di Gesù non si è limitata ad alcuni giorni ma si estende per tutta la vita: “Gesù pati sempre, fin dal primo istante del suo vivere, tutte le pene della sua Passione” (id., p. 34). . .” soffri nel cuore quel che poi in morte tollerò in croce” (id., p. 36). Dalla meditazione della Parola di Dio (Lc 12,50), il Santo dedusse che Gesù ebbe un gran desiderio di patire e morire per nostro amore e che sentiva un affanno immenso per quel tempo in cui differivasi l’esecuzione della sua Passione”

Questo autore ci fa pensare inoltre che “è stata così radicale la scelta di Gesù che se avesse voluto guadagnare l’amore del Padre non avrebbe potuto inventare altro” (id.). Nella descrizione delle circostanze della Passione sant’Alfonso sottolinea le finezze dell’amore di Gesù. Nell’orto pregò in quel modo il Padre “non già per essere esaudito, ma per dare ad intendere a noi ch’esso moriva come uomo afflitto dal timore della morte e dei dolori, dal tedio, dalla malinconia e afflizione di animo”. Ai dolori del corpo unì le sofferenze dello spirito e del cuore procurategli dal tradimento di Giuda, dal rinnegamento di Pietro, dall’abbandono dei discepoli. La flagellazione e la coronazione di spine sono presentate come i tormenti più lunghi e più sfibranti. Sant’Alfonso ha l’ardire di rimproverare Gesù con queste ardenti parole: “il vostro delitto è il troppo amore che avete portato agli uomini; questo, non già Pilato, vi condanna alla morte”. Dinanzi alla croce del Redentore Egli esclama:

 

Egli ci ha amati sino alla morte e non scese dalla croce se non dopo d’averci lasciato la vita” (id., p. 97). Il Santo insistentemente stimola i cristiani a mirare il Redentore in croce: “dove tutta la sua figura spira amore ed invita ad amarlo: il capo inchinato per darci il bacio di pace, le braccia stese per abbracciarci, il Cuore aperto ad amarci” (id., p. 98)... “Egli si è fatto nostra sapienza per istruirci, nostra giustizia con perdonarci, nostra santità col suo esempio, e nostro riscatto con la sua Passione (id., p. 117). Approfondendo ulteriormente il tema dell’amore sant’Alfonso considera prima quello di Dio Padre e dice. “Dio ci ha donato il Figlio... per solo amore... Il dono che ci fece l’Eterno Padre del suo Figlio fu vero dono, tutto gratuito e senz’alcun nostro merito.

Inserito da  Mercoledì, 23 Marzo 2016 Letto 494 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Marzo 2016
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