Introduzione ai Salmi

INTRODUZIONE

"Cosa sono i Salmi? Essi nascono da un'esperienza quotidiana di un popolo e, con grande semplicità, passione, descrivono l'amicizia tra Dio e l'uomo. I Salmi non sono solo parole recitate con le labbra, ma preghiere, elevazioni a Dio, cantate dal popolo. Sono preghiere nelle quali tutto l'uomo è coinvolto, nella sua emotività, nella sua fantasia, nella sua immaginazione.  I Salmi vanno cantati interiormente, per poter intendere il loro messaggio, in essi amici e nemici, vita e morte, salute e malattia, dolore e gioia, vengono passati al setaccio. Noi li preghiamo perché nei Salmi Dio ci parla, ci fa parlare, ci insegna a parlare con Lui, e nella tradizione cristiana Gesù Cristo stesso parla al Padre e mette in bocca alla sua Chiesa le parole vere che Dio stesso ha ispirato.

I Salmi sono preghiere del cuore fatte a Dio, che conosce il cuore dell'uomo. Questo in fondo è il salterio (150 salmi), un libretto molto piccolo, ma ci sono tutti gli aspetti culturali, religiosi, civili, sociali di Israele.
Cosa dicono i Salmi a noi oggi? Essi contengono almeno 3 segreti:
• La capacità di leggere l'opera di Dio nel mondo, nella storia come espressione della sua vicinanza, della sua amicizia con le sue creature.
• La capacità di leggere in profondità il cuore dell'uomo per ricondurre ogni gioia, ogni difficoltà alla fiducia, alla speranza in Dio.
• La capacità di leggere in trasparenza la storia di un popolo per scoprirvi la realizzazione del progetto di Dio che chiama alla salvezza e alla felicità tutti gli uomini.

I Salmi sono una voce di preghiera che riassume tutto il grido dell'uomo, da quello del neonato, quando esce dal grembo materno fino all'ultimo flebile respiro dell'uomo che ritorna al seno della terra. Nel libro dei Salmi, pertanto, c'è la storia di tutto l'uomo, di ogni sua età e di ogni sua vicenda.

Nella Bibbia, i Salmi sono collocati nel cuore del mistero della salvezza, cioè al centro di tutta la Bibbia (tra i racconti storici, profetici e sapienziali), perché sono la sintesi dell'avventura storica tra Dio con l'uomo, espressa nella bellezza della poesia e della preghiera.

Prima di entrare nella Liturgia come forma portante per l'animazione del culto (prima ebraica e poi cristiana), questi
Salmi, brandelli di vita, sono stati raccontati a Dio, nei toni più diversi. E attraverso la liturgia hanno continuato a raccontare la vita dinanzi a Dio con le parole di sempre, con i sentimenti e le connotazioni storiche degli avvenimenti del momento.

Non tutti i Salmi sono di immediata comprensione, alcuni sono un po' elaborati, però tutti ci danno qualcosa, ognuno ha una sua grazia. Accontentiamoci quindi di prendere qualche contenuto che ci colpisce, o qualche frase in modo da masticarla lentamente. In fondo la vita spirituale matura, cresce anche attraverso l'assimilazione di questi contenuti, senza accorgercene, un po' alla volta si cresce. Se uno quotidianamente dà spazio alla Parola e cerca di assimilare questi contenuti, lentamente si forma una specie di spessore interiore, che diventa punto di discernimento, per gli eventi esteriori, buoni o cattivi, felici o tristi. Senza questa guida interiore della Parola noi siamo in balia del quotidiano senza alcun punto di riferimento interiore: "Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me", diceva Paolo.

Questo cammino avviene gradualmente. Alla base di ogni Salmo, quindi, sta l'esperienza dell'incontro con la Parola di Dio, come evento assoluto, intervento misericordioso di Dio nella Storia. .
Questa Parola che raggiunge il cuore del credente è una parola creatrice. La lettera agli Ebrei ci ricorda che: "La parola di Dio è viva, efficace, più tagliente di una spada a doppio taglio, essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito". Queste cose sono reali, non un vago sentimento. Il cuore dell'uomo entra in sintonia gradualmente con questa Parola, lo nutre, gli fa
gustare il sapore, fino al punto che la Parola prende stabile dimora del suo cuore e il cuore giunge a dimorare stabilmente nella Parola. Da questa lenta assimilazione della Parola, da questa reciproca compenetrazione del cuore dell'uomo con la parola di Dio, un giorno sono nati i Salmi.

Bisogna però tener presente che i Salmi si radicano in una esperienza vitale, originale, che è il punto
di partenza e di arrivo di ogni vera preghiera: se non si vive seriamente non c'è neanche bisogno di pregare. E qual è l'esperienza più elementare che l'uomo fa della vita, del suo mistero? Io credo che lo stupore e l'angoscia sono i due sentimenti correnti dell'uomo di fronte al dono misterioso della vita: non bisogna mai dimenticare che la vita è anche un mistero, per tutti.
Lo stupore è il momento in cui l'uomo si apre ammirato, affascinato dal dono gratuito della vita, che gli è partecipato in modo assolutamente libero, inaspettato, da Qualcuno da cui tutto amorosamente dipende. Nello stesso tempo, assieme allo stupore, siamo catturati anche dall'esperienza dell'angoscia, che ci afferra in momenti particolarmente duri: quando siamo colpiti
dal dolore, dal male (morale e fisico); quando prendiamo coscienza del nostro limite; e soprattutto quando siamo posti di fronte al limite più grande e invalicabile che è la morte. Abbiamo bisogno di riscoprire l'inesauribile carica spirituale contenuta in questa duplice esperienza fondamentale, che  è un'unica, grande esperienza.

Oggi siamo tentati di ridurre l'esistenza a qualcosa di molto epidermico, la vita non è più stupore ma diventa qualcosa da manipolare, qualcosa che mi serve, qualcosa che io uso, addirittura qualcosa da sciupare. Così lo stupore si spegne e questo evidentemente elimina la possibilità di sorprendermi di fronte alla grandezza di questo dono, di fronte alla presenza nascosta di Colui che mi dona la vita.

Anche l'angoscia, che nella sua serietà viene qualche volta rifiutata, noi la sostituiamo con l'ansia; al peccato il cosiddetto senso di colpa;  anche il dolore lo facciamo diventare un disagio fastidioso, cui è preferibile non pensare;   la morte poi è cosa da censurare con il massimo rigore. Ma, così facendo, perdiamo il nostro essere uomini, non viviamo la vita con tutto il suo spessore di contrasti, e non vivendo così non riusciamo neanche a pregare, perché la preghiera si innesta necessariamente sulla vita con questi due aspetti.

Prima ancora che preghiera, i Salmi ci restituiscono la sostanza della vita, i Salmi sono pieni di queste emozioni, di queste esperienze originali. I Salmi ci insegnano a stupirci di fronte alla vita che ci è data, a interrogarci pensosi di fronte alla vita che tante volte è minacciata, pone interrogativi drammatici.

Pregandoli, possiamo vedere come lo stupore e l'angoscia, di fronte alla vita, si sviluppino spontaneamente in preghiera di supplica, di lamento. Questo ci fa capire come l'esperienza dei Salmi non ha nulla di estraneo di fronte all'esperienza umana più originaria, la fa maturare, la porta ad un livello più profondo, ci consente di affrontarla in modo più completo.
E' possibile trovare nel nostro cuore una unità tra i momenti di gioia e i momenti di disperazione?
Cioè tra questi contrasti della vita, questi due poli estremi? E' difficile che noi riusciamo a coordinarli, il nostro dramma è proprio quello di essere tesi tra questi due poli di cui non riusciamo a ritrovare il filo conduttore unificante. La grandezza dei Salmi sta proprio nel fatto che questi due poli contrastanti (stupore e angoscia, gioia e sofferenza) trovano unità nell'unica preghiera a Dio,
che è lo stesso in entrambi i momenti. Nella lode e nel lamento, lo stupore e l'angoscia vengono investiti, trasformati dal contatto con la presenza del Signore, che si realizza proprio nell'invocarne il nome, in ogni circostanza. Dio, pertanto, diventa la parte comune del lamento e della lode. Tutta la vita dell'uomo, investita dall'invocazione di lode o dalla richiesta di aiuto al Signore, viene trasfigurata, diventa una grande liturgia, l'espressione di una vita veramente filiale.

I Salmi sono la vita dell'uomo che nell'invocazione, nel lamento, nella lode, prende consapevolezza della sua dignità di figlio di Dio e impara con Cristo a riconoscere ovunque e sempre, in ogni situazione della storia, il volto del Padre. Proprio la preghiera preferita da Gesù, quella che Lui stesso ci ha insegnato, il Padre nostro ("Abbà"), è la chiave di lettura ultima, unificante del Salterio, dal punto di vista cristiano. Anche Gesù ha pregato i Salmi dell'angoscia, come pure i Salmi di esultanza e di lode ("Ti benedico Padre, Signore del cielo e della terra"). Sarà proprio questa invocazione ("Abbà" = "Papà"), che unificherà tutta la sua vita, la sua missione, la sua preghiera, (l'angoscia del Getsèmani e l'esultanza dello Spirito). Dio rimane Padre nei momenti di gioia e nei momenti di dolore, la paternità di Dio sarà il nostro punto di forza nei momenti di crisi, questo sentimento filiale ci darà serenità e coraggio.
Il mondo dei sentimenti, perciò, ha nei Salmi un posto di primo piano, e non si potrà comprendere il contenuto di queste preghiere, senza misurarsi, in qualche modo, con questo vivo desiderio di comunicare ciò che noi meditiamo. Non basta spiegare, bisogna assimilare questi contenuti. Per comprendere un Salmo non lo si dovrà intendere semplicemente come un documento insolito, singolare di una cultura antica. Il senso originario di un Salmo si comprende ogni volta che un credente lo pronuncia come sua preghiera a Dio. C'è una dimensione spirituale del Salmo (i Salmi, infatti, come tutta la Scrittura sono ispirati) che è inseparabile da quella poetica.
Entrare nella preghiera dei Salmi significa essere raggiunti, coinvolti dal movimento spirituale, poetico, creativo che si sprigiona dal Salmo. E questo movimento è dovuto principalmente allo Spirito di Dio: è lo Spirito che prega in noi e, quando noi preghiamo, diamo voce allo Spirito. Non a caso Paolo dice che noi siamo "tempio, dimora dello Spirito". Lo spirito di un uomo, fosse anche profeta, conosce solo le profondità dell'uomo, lo Spirito di Dio scruta tutto, perfino le profondità di Dio. Così, attraverso la parola del Salmo, noi siamo afferrati dallo Spirito di Dio, veniamo introdotti in quella preghiera che è risposta alla rivelazione di Dio.

UN PO' DI STORIA 

SALMI - Salterio

Il Salterio, è una raccolta di 150 preghiere di varia estensione e di vario soggetto.
Molti salmi sono inni che celebrano la grandezza di Dio o le opere che ha compito, altri sono richieste di aiuto in momenti di sofferenza o di pericolo, altri sono salmi regali che riguardano il re o sono preghiere per lui , altri sono inni di pellegrini cantati nell'itinerario verso il Tempio; ci sono canti che esaltano Gerusalemme, lamentazioni individuali e pubbliche, preghiere
di lode, di ringraziamento, di penitenza, ecc..

Nel testo ebraico i Salmi sono suddivisi in cinque gruppi o libri ad imitazione del Pentateuco, ma non conosciamo i criteri di questa divisione. Centosedici salmi hanno un titolo, che forse indica l'autore o la melodia o le circostanze cui si riferisce. I titoli e i nomi degli autori sono stati aggiunti dai collettori. Molti sono attribuiti a Davide.
La raccolta è iniziata nel periodo dei Re , si è conclusa nel 200 a. C. . ed è difficile stabilire per ogni salmo a quale epoca esattamente appartenga. Quanto agli autori è necessario vedere i salmi uno per uno.
Nelle varie Bibbie troviamo due numerazioni diverse, dovute al fatto che la versione greca dei Settanta ( 250 circa a. C. ) e la latina, detta "Volgata" (300 d. C. circa ), hanno variato la numerazione. I salmi da 1 a 8 e da 148 a 150 hanno enumerazione uguale nei due elenchi, mentre gli altri sono per lo più diversi di un numero. Per questo in varie Bibbie hanno una doppia numerazione.
Sono la preghiera del popolo di Israele e si presentano come una sintesi dell'Antico Testamento.
Nel Nuovo Testamento occupano un posto privilegiato e sono citati più di 100 volte. Gesù recita e canta i salmi ( Mc 14, 26; 15, 34 ) ,
argomenta con essi, sulla croce pronunzia l'inizio del salmo 22 ( Mt 27, 46) , muore mormorando un versetto del Salmo 31 ( Lc 23, 46).
La Chiesa ha scelto il Salterio come fondamento della sua preghiera ufficiale. I salmi sono sorgente a cui attingono coloro che cercano la Parola di Dio per rivolgersi a Lui.

DIVERSI TIPI DI SALMI
Relativamente poca importanza hanno le classificazioni in base alla collocazione nel salterio (diviso in cinque libri come la Torah!), all'attribuzione di autore (Davide, Mosè, Salomone, Asaf, figli di Core, ecc.), alla data , al contenuto (di solito assai vario e complesso nello stesso salmo).

Ecco i. gruppi principali:

Gli inni , centrati sulla lode di Dio, trattano temi come la creazione, la storia del popolo, il re e le sue imprese, Sion... (adoperati di preferenza nel culto del Tempio e (più tardi) della Sinagoga;

Le lamentazioni o suppliche , si rivolgono a Dio chiedendo aiuto e giustizia in situazioni di particolare bisogno, sia che si tratti di casi individuali oppure collettivi o pubblici;

affine a questo, tipo è quello dei salmi di fiducia (idea dominante della pietà israelitica);

I canti di ringraziamento, accentuando la nota di gratitudine (è anche frequente negli inni e soprattutto nella parte finale delle suppliche), essi sono particolarmente indicati per il culto;

I salmi didattici o sapienziali, più meditativi e schematici (acrostici alfabetici) si concentrano sulle lezioni della storia, sull'Alleanza e la Legge, sulla condotta dell'uomo e la retribuzione. (Giovanni Picca )

VALORE SPIRITUALE

Bastano poche parole, tanto la ricchezza religiosa dei salmi è evidente. Sono stati le preghiere dell'AT, in cui Dio stesso ha ispirato i sentimenti che i suoi figli devono avere nei suoi riguardi e le parole di cui devono servirsi rivolgendosi a lui.
Sono stati recitati da nostro Signore e dalla Vergine, dagli apostoli e dai primi martiri.
La Chiesa cristiana ne ha fatto, senza modifiche, la sua preghiera ufficiale senza modifiche: queste grida di lode, di supplica o di ringraziamento, anche se strappate ai salmisti in circostanze tipiche della loro epoca e della loro esperienza personale,hanno una risonanza universale, poiché esprimono l'atteggiamento che ogni uomo deve avere di fronte a Dio. Senza modificarne le parole, ma con un considerevole arricchimento del senso, nella nuova alleanza, il fedele loda e ringrazia Dio che gli ha rivelato il segreto della sua vita intima, che l'ha riscattato con il sangue del suo Figlio, che gli ha infuso il suo Spirito, e, nella recita liturgica, ogni salmo termina con la dossologia trinitaria del "Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto". Le suppliche antiche diventano più ardenti dopo che la cena, la croce e la risurrezione hanno insegnato all'uomo l'amore infinito.                                                                           (Da : Bibbia di Gerusalemme).

 


 

 

 

 

Inserito da  Martedì, 17 Giugno 2014 Letto 857 volte Ultima modifica il Mercoledì, 24 Settembre 2014
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