Salmo 8

Inno alla dignità dell'uomo e alla grandezza di Dio

                                                         

    i cieli narrano                 boccadi lattante

     I cieli opera delle tue dita.......         Con la bocca dei bimbi e dei lattanti......                                                    

Salmo. Di Davide.

2 O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,
3 con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

4 Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,

5 che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi?

6 Davvero l'hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.

7 Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi:

8 tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,

9 gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

10 O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

COMMENTI

don Giovanni Nicolini

Nella struttura del Libro dei Salmi, il Salmo 8 rappresenta, dopo i Salmi sui "nemici", il grande riposo e il grande respiro della speranza. Al ver.3 questi "avversari..nemici e ribelli" ricompaiono, ma totalmente vinti dalla potente magnificanza del creato e dalla signorìa che sul creato Dio ha dato all'uomo, creatura che abbiamo visto così piccola e fragile nei Salmi precedenti, e tuttavia misteriosamente eletta da Dio in quella signorìa che in Gesù pienamente contempliamo.
Tutta la terra, tutto il creato, riflettono la magnificenza di Dio. E sono dei bambini molto piccoli, "bambini e lattanti", a cantare e proclamare tale magnificenza divina, come accadrà all'ingresso di Gesù in Gerusalemme e nel suo tempio, Parola che possiamo ascoltare in Matteo 21,14-16. ( "I sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che esclamavano nel tempio: "Osanna al figlio di Davide", si sdegnarono e gli dissero: "Non senti quello che dicono?". Gesù rispose loro: "Sì, non avete mai letto: Dalla bocca dei bambini e dei lattanti ti sei procurata una lode?" ) Ed è proprio questo, come ci dice il ver.3, a "ridurre al silenzio nemici e ribelli". Questa lode di Dio celebrata dai piccoli esalta la creatura umana, così piccola e fragile, ma così potente per l'elezione d'amore che Dio le riserva. La vera potenza dell'uomo è questa! Non una potenza "sua", come potrebbe essere quella delle altre creature, ma la potenza che le viene attribuita dall'elezione d'amore da parte di Dio.
Infatti, dicono i vers.4-5, "che cosa è mai l'uomo perchè di lui ti ricordi, il figlio dell'uomo, perchè te ne curi?", chi è mai questa fragile creatura? La "lettura cristiana" del Salmo porta a pienezza tale domanda che in Gesù Cristo ha la pienezza della risposta! "Davvero l'hai fatto poco meno di un dio", ascoltiamo al ver.6, "di gloria e onore l'hai coronato": rallegriamoci con la Parola che ci viene regalata da Ebrei 2,5-9 che vede "Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perchè per la grazia di Dio Egli provasse la morte a vantaggio di tutti". Possiamo oggi riflettere con attenzione a quanto sia vana la "potenza" dell'uomo anche sulla natura, potenza così esposta a provocare danni, violenze e catastrofi; e quanto sia vera e buona la potenza nuova che Gesù annuncia e dona nel mistero del suo sacrificio d'amore. Un potere che non deve essere "rubato" a Dio come nell'antica tentazione di Adamo di Genesi 3, ma è tutto donato da Dio all'uomo: "Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi"(ver.7). Ma in questa condizione è posta l'umanità dei piccoli e dei poveri, rappresentata dai bambini. Dal bambino che in questi giorni è morto di freddo a Bologna, dove per lui non c'era rifugio, come abbiamo da poco celebrato del Bambino Gesù.
Il ver.10 riprende con le stesse parole l'affermazione del ver.2 che diceva "quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra": ed è in Dio che si fa piccolo in Gesù che l'umanità ora può cantare la magnificenza di Dio. E' il nome di Gesù il mirabile nome di Dio su tutta la terra.


ROBERTO TUFARIELLO
"Cosa è mai l'uomo?": ecco l'interrogativo cui gli uomini, e ogni uomo, cercano di dare risposta. Tra la totale fragilità e l'eccelsa dignità: "L'hai fatto poco meno di un dio"(v.6).
Un commento vede la risposta alla domanda nella mirabile relazione tra uomo e Creatore, descritta con i sei verbi dei versetti 5-7: "di lui ti ricordi, te ne curi, l'hai fatto, lo hai coronato, gli hai dato potere, tutto hai posto sotto i suoi piedi". E la realizzazione piena di questa relazione è proprio colui che si è chiamato regolarmente con il titolo preferito di "figlio dell'uomo", il Signore Gesù.....
Mi sembra una domanda molto centrale nella Scrittura e per la nostra vita.
Che cos'è l'uomo per Dio? Cosa siamo per Lui?
Siamo l'oggetto del suo amore, pare di capire. Giovanni ha scritto che la potenza dell'uomo è 'l'elezione d'amore da parte di Dio'.
3 - don lino Pedron
Anche questo salmo, come gli altri e forse più degli altri, parla di Cristo: è a lui che il Padre ha assoggettato ogni cosa (Eb 2,8; Ef 1,22), è lui che ha ricevuto dal Padre "onore e gloria" (2Pt 1,17). L'umanità intera attende di partecipare a questo dominio totale e glorioso inaugurato da Cristo con la sua risurrezione. Difatti ora siamo ancora alle prese con tante schiavitù più forti di noi, tra cui spicca quella della morte. S. Paolo scrive: "L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi (=di Cristo)" (1Cor 15,26-27).
Tutti siamo re, tutti regneremo con Cristo se sapremo mettere tutto sotto i piedi (v. 7) per innalzarci a Dio.
Che cos'è l'uomo? Quell'essere entusiasmante che muove i passi sulla luna o quel poveretto che non ha più forza per alzarsi dal letto o dalla depravazione? Quello che strappa, a poco a poco, tutti i segreti della natura, o quello che non conosce-e non gliene importa nulla-neppure l'inquilino della porta accanto? Il politico (o il presentatore) che inflaziona con la sua immagine la TV o la monaca di clausura? Il santo o il brigante?
"Il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente" (Gen 2,7). Siccome la materia prima dell'uomo è la polvere del suolo, una delle caratteristiche peculiari dell'uomo è la fragilità e uno dei suoi rischi più frequenti quello di rompersi. Il che è accaduto subito. L'impasto di terra si è sfasciato al primo scontro con il serpente. E le conseguenze le conosciamo: rottura con Dio, con se stesso, con il creato.
Il figlio di Adamo, proprio perché fabbricato con la terra è perciò fragile e subito colpevole.
Dio perciò deve avere delle attenzioni particolari verso questo essere effimero, minuscolo e ribelle. L'uomo è costantemente presente nel pensiero di Dio che si ricorda e si prende cura di lui (v. 5). Non solo. Lo ama fino al punto di diventare uomo lui stesso: "Il Verbo si è fatto uomo e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14). Anche noi, come Pilato possiamo affermare: "Ecco l'uomo!" (Gv 19,5). È Cristo l'uomo nuovo, vero e definitivo: il prototipo. È lui l'Adamo rifatto dopo la rottura: il Cristo risuscitato da morte. Ormai possediamo il modello cui conformarci, l'immagine originale cui riferirci per la nostra ricostruzione. Cristo diventa la norma, la legge, l'ispirazione di tutti i momenti della nostra esistenza: diventa la nostra coscienza, la misura di valutazione del bene e del male. Per ritrovare la propria identità l'uomo deve ritrovare Cristo e dopo aver ritrovato Cristo diventerà a sua volta immagine credibile di Dio, come i santi dei secoli passati e quelli numerosi del nostro tempo.
"Che cos'è l'uomo?" (v. 5). "Ecco l'uomo!" (Gv 19,5).
Gesù ha citato esplicitamente questo salmo per difendere la gente del popolo che lo acclamava nel giorno del suo ingresso messianico in Gerusalemme: "I sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che esclamavano nel tempio: "Osanna al figlio di Davide", si sdegnarono e gli dissero: "Non senti quello che dicono?". Gesù rispose loro: "Sì, non avete mai letto: Dalla bocca dei bambini e dei lattanti ti sei procurata una lode?" (Mt 21,15-16). Così la bocca aperta dell'innocenza ha chiuso la bocca aperta della malizia.

Dossologia
Gloria al Padre nell'alto dei cieli,
gloria al Figlio suo eterno splendore,
e allo Spirito, cuore del mondo:
pure all'uomo, suo volto ancor gloria.


Preghiera
Padre, che nella creazione hai profuso ogni ricchezza del tuo amore e con le tue mani hai formato l'uomo dalla terra e gli hai infuso il tuo spirito perché ti rappresentasse davanti all'universo e per questo con lui hai stretto alleanza, ricordati di noi, tuoi figli in cammino: perché, contemplando il misterioso disegno di salvezza, possiamo scoprire nel volto del tuo Figlio l'immagine disvelata del tuo amore senza fine. Amen.

Inserito da  Lunedì, 30 Giugno 2014 Letto 1681 volte Ultima modifica il Mercoledì, 09 Luglio 2014
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