Salmo 16

il sentiero della vita....fiducia

                in te mi rifugio          il sentiero della vita                                In Te mi rufugio                                                                    Il sentiero della vita         

BENEDICO IL SIGNORE CHE LA MENTE M'ISPIRA
Altri i loro idoli si cerchino,
non noi, fedeli del nostro Dio:
non c'è altro Dio che lui,
nostra sorte, unica gioia.

1 Salmo Di Davide.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

2 Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene».

3 Agli idoli del paese,
agli dèi potenti andava tutto il mio favore.

4 Moltiplicano le loro pene
quelli che corrono dietro a un dio straniero.
Io non spanderò le loro libagioni di sangue,
né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.

5 Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

6 Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi:
la mia eredità è stupenda.

7 Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.

8 Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

9 Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,

10 perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

11 Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

COMMENTI

don LINO PEDRON
Questo salmo è una delle più squisite composizioni del salterio. È una preghiera di fiducia percorsa da simboli sapienziali. Si presenta come una professione orante di fede in Dio. È un vero e proprio canto di fiducia e di intimità con Dio.
L'autore di questo salmo è, molto probabilmente, un sacerdote addetto ai servizi del tempio. Dalle sue labbra esce uno dei più bei canti di fiducia e di pace che mai siano stati scritti. Non si limita a gridarci la sua gioia; ce ne fornisce anche la fonte. Rivolto al Signore afferma: "Senza di te non ho alcun bene" (v. 2). È uno che ha puntato tutto su Dio. Ha "giocato" la sua vita su di lui: "Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle sue mani è la mia vita" (v. 5). Ha imparato una cosa fondamentale: "Io pongo sempre innanzi a me il Signore" (v. 8). Non sta a fare l'inventario di ciò che tengono in pugno gli altri. Né sta a ruminare la lista delle cose che gli mancano. È completamente soddisfatto di ciò che il Signore gli ha dato. Non è disposto a lottizzare il proprio cuore o imbottirlo di sciocchezze. Rifiuta tutti gli idoli nelle forme più svariate e affascinanti (v. 4). La gioia e l'esultanza del v. 9 è offerta a tutti, ma a un patto: che si possa dire con tutta sincerità: "Senza di te non ho alcun bene... nelle tue mani è la mia vita... io pongo sempre innanzi a me il Signore". Forse ripetendo queste espressioni sentiamo stridere qualcosa dentro di noi. Segno inequivocabile che il nostro cuore ospita troppe cianfrusaglie: vanità, vuoto, successo, prestigio, denaro... Allora non dobbiamo stupirci che la nostra gioia sia andata in pezzi e che le schegge che raccattiamo faticosamente ci feriscano le mani.
È d'obbligo, a questo punto, ricordare il primo e il più grande comandamento, l'essenza della legge, l'amore di Dio: "Ascolta Israele: il Signore è nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, e con tutte le forze" (Dt

 don GIOVANNI NICOLINI
Molte volte il testo ebraico è esposto a interpretazioni molto diverse. A me spiace un po' l'attuale traduzione del ver.3, che mi sembra un'interruzione di quello che il Salmo ci sta dicendo. La precedente versione lo rendeva con "Per i santi che sono sulla terra, uomini nobili, è tutto il mio amore". Tuttavia non viene turbata la grande e gioiosa pace che caratterizza la Parola che oggi il Signore regala alla nostra preghiera e alla nostra vita. Il ver.3 può quindi essere colto come la confessione di un atteggiamento del passato, ormai per grazia di Dio del tutto superato. L'attuale condizione spirituale del Salmista è bene espressa dal ver.2: "Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene". Il ver.4 afferma la radicale lontananza da atteggiamenti idolatrici. E' peraltro una condizione che ben conosciamo, perchè molte volte dobbiamo con amarezza accorgerci che il nostro spirito e la nostra vita sono stati sedotti e vinti da idoli falsi.
Il ver.5, con un riferimento alla terra che è stata assegnata alle tribù d'Israele al loro ingresso nella Terra promessa, glorifica quella che era la condizione della sola tribù di Levi, che non aveva possesso di terra perchè era tutta dedicata al servizio del Signore. Tale è la condizione di chi può dire "Il Signore è la mia parte di eredità", aggiungendo anche "...mio calice" che si riferisce al volto profondo e al senso della vita. E tutto questo è vissuto come pieno appagamento e non come rinuncia: "Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi (anche qui c'è un riferimento alle terre assegnate in sorte alle tribù): la mia eredità è stupenda". E' contentissimo che tutto quello che possiede sia il suo Signore! Così il ver.6.
I vers.7-8 dicono la totale intimità tra il credente e il suo Signore, e le parole assumono una tonalità nuziale, in una condizione pienamente pacificata perchè in piena comunione profonda con Lui. Tale condizione felice è vissuta con gioiosa fede, come ascoltiamo al ver.9, una fede che coinvolge tutta la persona - "anche il mio corpo riposa sicuro" - e consente di guardare con piena speranza al di là della morte: "...non abbandonerai la mia vita negli inferi, nè lascerai che il tuo fedele veda la fossa". Il Signore mi vuole e mi dimostra un tale bene, che sono sicuro che non mi abbandonerà, non mi lascerà precipitare nella morte, e mi cutodirà per sempre nel suo amore.
 ROBERTO TUFFARIELLO
E' un salmo "troppo bello": bisognerebbe essere bravi (come Giovanni) per commentarne tutti i versetti! - Segnalo al v. 7 una formula ritenuta originale: "il Signore mi ha dato consiglio", è Lui il consigliere personale del fedele; e il consiglio ha una profonda risonanza nel suo corpo e nel suo animo: "anche di notte il mio animo mi istruisce". Pure il v.8 ha una nota di originalità: è l'orante che "pone" la presenza di Dio: "Io pongo sempre davanti a me il Signore,/ sta alla mia destra, non potrò vacillare". Il Signore è una colonna, un baluardo che impedirà all'orante qualunque ondeggiamento. - Negli Atti si vede nel Cristo la piena realizzazione del v.10; così pure, chi crede in Lui cammina sul "sentiero della vita", già si inebria di gioia e di delizie, in attesa di vedere il Suo volto (v.10).

 padre DAVIDE MARIA TUROLDO
Stupenda composizione scritta forse da un sacerdote: il linguaggio dell'«eredità» divina presente nei vv. 5-7 è tipico della classe levitica che non possedeva un proprio territorio in Israele ma viveva attorno al Tempio. Il cuore poetico e religioso del salmo è, allora, nella professione di fede del v. 2: «Signore, tu sei il mio unico bene». Sembra di sentire già le parole di Teresa d' Avila: «Nulla manca a chi possiede Dio: Dio solo gli basta!». Animato da questa fiducia il poeta osa lanciare anche una sfida alla paura suprema dell'uomo, quella della morte. Da un lato egli vede il fluire inesorabile dei giorni verso la fossa, ma dall'altro egli intuisce che il Dio della vita non può permettere che il suo fedele piombi nel nulla o nel soggiorno spettrale di morti. Ai suoi occhi appare quasi un bagliore: è la via della vita e della gioia eterna davanti al volto di Dio. Pietro nel suo discorso di Pentecoste (Atti 2,22-36) e Paolo in quello di Antiochia di Pisidia (Atti 13,14-43) diranno le parole del Salmo 16 per il Cristo risorto.

 

Dossologia
A te, Padre, Iddio della vita,
che risusciti il Figlio da morte,
nello Spirito santo cantiamo,
pur noi certi di vivere sempre.

Preghiera
Dio, fonte di ogni intelligenza e luce che illumini i cuori, se tu ci accompagni nel nostro cammino a nessuna incèrtezza soccomberemo: e quando saremo al termine del lungo viaggio, riposeremo senza fine in te che sei la sola ragione della nostra gioia. Amen.

Inserito da  Mercoledì, 09 Luglio 2014 Letto 1897 volte Ultima modifica il Giovedì, 10 Luglio 2014
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