Salmo 20

Benedizioni per il re 

cristo re

DISPIEGÀTE NEL SUO NOME I VESSILLI

Mai la preghiera abbia confini,
pure per re e governanti preghiamo:
sono le umane vicende a segnare
lo spazio ai divini interventi:
 si vince più con mani levate
che a forza di clave assassine.

 

1 Salmo. Di Davide.
2 Ti risponda il Signore nel giorno dell'angoscia,
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
3 Ti mandi l'aiuto dal suo santuario
e dall'alto di Sion ti sostenga.
4 Si ricordi di tutte le tue offerte
e gradisca i tuoi olocausti.
5 Ti conceda ciò che il tuo cuore desidera,
adempia ogni tuo progetto.
6 Esulteremo per la tua vittoria,
nel nome del nostro Dio alzeremo i nostri vessilli:
adempia il Signore tutte le tue richieste.
7 Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato;
gli risponde dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra.
8 Chi fa affidamento sui carri, chi sui cavalli:
noi invochiamo il nome del Signore, nostro Dio.
9 Quelli si piegano e cadono,
ma noi restiamo in piedi e siamo saldi.
10 Da' al re la vittoria, Signore;
rispondici, quando t'invochiamo.

COMMENTI

TUROLDO - RAVASI

Ecco un inno nazionale marziale dell'antico Israele: Dio salvi il re! (v. 10). È però un inno a più voci, cantato da un coretto, dall'assemblea e dal sacerdote che proclama, come solista, un oracolo di vittoria: «il Signore vuol che il suo Eletto riporti vittoria» (v. 7).

Intanto i vessilli del re davidico garriscono al vento (v. 6) e fanno balenare un'altra insegna, quella del Messia. È, infatti, con lo sguardo rivolto a questa insegna che il salmo veniva cantato anche quando il trono di Davide era stato spazzato via dalle armate babilonesi di Nabucodonosor nel 586 a.C. È con lo sguardo rivolto a Colui che solo nel nome di Dio ha la sua forza (v. 8) che l'inno è cantato nel mondo cristiano: «Siano rese grazie a Dio che ci concede la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!» (l Corinzi 15,57).

LE FIGLIE DELLA CHIESA

Questo salmo, in cui si nota una pluralità di interlocutori, sembra fare parte di una liturgia sacrificale che ha luogo nel tempio alla presenza del re alla vigilia della sua partenza per una spedizione militare (cf. 1Sam 7,9; 1Re 8,44; 2Cr 20,18-19). E', quindi, una preghiera per il re in partenza per la guerra. Il pensiero dominante è la vittoria chiesta a Dio per il "suo consacrato", vittoria attesa non tanto per la consistenza dei mezzi bellici, quanto per la "forza" della mano di Jahwèh. Il contesto del salmo è bellico; mentre Dio (protagonista indiscusso) e il re restano sullo sfondo, sulla scena c'è l'assemblea orante, il coro e solisti (popolo o esercito). Il salmo è molto legato per temi e linguaggio al Salmo 18.

Come conclusione sta la preghiera finale che l'assemblea, al termine della liturgia, rivolge al Signore per la "salvezza" del re, tema centrale del salmo.
"Salva il re ..."(v. 10): l'acclamazione sintetizza il contenuto del salmo; è un'invocazione liturgica a favore del re. Corrisponde a "VIVA IL RE", citato in 1Re 1,34.39; 2Cr 25,11; acclamazione adoperata specialmente per il rito dell'incoronazione. Dato il contesto bellico l'espressione ha valore di "Dai la vittoria al re".

Il versetto 5 del Salmo invita l'orante a pregare Dio così: "Ti conceda secondo il tuo cuore; faccia riuscire ogni tuo progetto". Se noi abbiamo un cuore puro nelle intenzioni e retto nelle inclinazioni, possiamo avere grande fiducia nel chiedere al Signore che i nostri desideri si realizzino conformemente la sua volontà. Ogni nostro progetto deve essere secondo la volontà di Dio.

"Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera" (Sal 37,5). Noi dobbiamo tenere con il Signore una relazione di massima fiducia, sapendo che egli ci ama di un amore infinito e non ci può ingannare mai. "Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo e segue con amore il suo cammino.

Se cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano"(Sal 37 23). Quando alla fine dell'opera noi vedremo il piano amoroso di Dio realizzato con infinita sapienza, sia intorno a noi, sia dentro di noi, anche noi come il salmista "Esulteremo per la sua vittoria" (v.6).
Naturalmente è necessario "l'aiuto dal suo santuario" (v.3) e che "dall'alto di Sion ti sostenga" (v.3). La presenza del Signore è indispensabile per migliorare la nostra vita: una presenza viva e sentita dentro di noi e in mezzo a noi. Preghiamo il buon Dio perché ci dia la grazia di sentirci amati da lui. Questa percezione dell'amore di Dio è la soluzione di ogni problema. Anche noi dovremmo sentirci "perseguitati dall'amore di Dio"!

 

GIOVANNI NICOLINI

Segnalo subito un particolare piuttosto vistoso di questo Salmo, che mi pare di avere sempre riscontrato nello scorrere la Bibbia nella mia quasi nulla conoscenza dell'ebraico, e cioè l'assenza di un termine: la parola "vittoria"! Qui compare quattro volte nella versione italiana: ver.6; ver.7 come "vittoria" e come aggettivo "vittoriosa"; ver.10. E ciò che mi sembra di straordinario rilievo è che al posto di "vittoria" è scritto "salvezza"! Sono consapevole che sulle parole quello che conta è intendersi, ma mi sembra in ogni modo di grande rilievo che, invece di vincere, si venga salvati!
Se teniamo conto di questo, sembra presentarsi un volto assolutamente nuovo della "guerra". La "salvezza" implica prima di tutto la presenza e l'azione del "Salvatore". E tale è l'attributo fondamentale di Dio nella fede e nella storia del popolo di Dio. Al punto che qualcuno dice che Israele conosce prima di tutto Dio come Salvatore che lo strappa dalla schiavitù dell'Egitto, e solo dopo comincia a conoscerlo nella sua Parola, fino a conoscere che Dio è il creatore di tutto e di tutti. La prima e fondamentale conseguenza di questo è che il re che parte per la guerra – e quindi ciascuno di noi nella piccola immensa avventura della "guerra" della sua modesta vita! – non può partire da solo. Osserviamo come i vers.2-4 siano preghiera a che il Signore "ti risponda...ti protegga...ti mandi l'aiuto...si ricordi...gradisca...adempia". Dio è completamente coinvolto in questa battaglia.
Per questo il ver.6 può dire: "Esulteremo per la tua salvezza", e non "per la tua vittoria", perchè il Signore ha veramente adempiuto "tutte le tue richieste". "Ora so che il Signore il suo consacrato", e non "dà vittoria". Mi sembra che si delinei una realtà completamente nuova, dove non c'è più guerra contro altri uomini, ma è guerra contro le potenze oscure che assediano il cuore dell'uomo, come qualche giorno fa suggerivo di ascoltare dal mirabile testo di Efesini 6,10-20. Una guerra combattuta non contro un "peccatore" che invece deve sempre essere amato, ma contro il "peccato" che ci imprigiona e ci ammala. Questa guerra solo Dio può vincerla e farcela vincere!
Verifichiamo come tutto prenda una nuova meravigliosa fisionomia. Consideriamo ad esempio il ver.7. E notiamo come il Salmo voglia che ci si distingua radicalmente dalle guerre del mondo, come sono ricordate ai vers.8-9: là si fa affidamento "sui carri e sui cavalli"; noi invochiamo il nome del Signore. "Quelli si piegano e cadono" in un destino di morte. "Noi restiamo in piedi – ma Girolamo traduce , risorgiamo, siamo risorti – e, alla lettera, siamo stati rimessi in piedi". La Pasqua di Gesù ha definitivamente compiuto quello che qui è profeticamente proclamato.

 

Dossologia

Ora tutta la Chiesa gloria canti
al suo Cristo che ascende in potenza
e alla destra del Padre si asside,
mentre annunzia ogni giorno il ritorno.

Preghiera

Dio, che hai manifestato il tuo amore infinito inviando tuo Figlio nella carne, concedi che quanti hanno riposto in te la loro fiducia, possano aver parte alla sua piena vittoria sulla morte e sappiano vivere in attesa del suo ritorno, nel mentre che annunciano la sua continua Risurrezione. Amen.

 

 

Inserito da  Lunedì, 21 Luglio 2014 Letto 1213 volte Ultima modifica il Lunedì, 21 Luglio 2014
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