Benvenuti Sotto il manto di Maria

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Inserito da  Sabato, 31 Maggio 2014 Letto 61429 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Agosto 2014

660 pensieri

  • Link al commento Giancarlo Venerdì, 17 Aprile 2015 inviato da Giancarlo

    Ognuno è tale e quale il suo amore. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che dirò? Sarai Dio? Non oso dirlo, ma ascoltiamo la Scrittura che dice: Io ho detto: Siete dèi e figli dell'Altissimo.
    S. Agostino .

  • Link al commento Giancarlo Mercoledì, 15 Aprile 2015 inviato da Giancarlo

    La frequenza del tuo dialogo con Cristo nella preghiera fa sì che la sua immagine sublime si imprima segretamente in te senza che tu nemmeno lo sospetti. .....
    Se trascuri deliberatamente la preghiera, ti allontani, tuo malgrado, dalla verità; cammini sul filo dell’abisso, ai limiti dell’incredulità, cioè delle “tenebre esteriori” (cf. Mt 22.13).
    Matta El Meskin
    tratto da: Consigli per la preghiera

  • Link al commento Giancarlo Domenica, 12 Aprile 2015 inviato da Giancarlo

    “Vieni nel silenzio
    e parlerò al tuo cuore”
    (Osea)

  • Link al commento Adriana Sabato, 11 Aprile 2015 inviato da Adriana

    In San Pietro
    Giubileo, oggi la pubblicazione della Bolla- Vaticano 11 aprile 2015
    Sarà una cerimonia solenne, presieduta nel pomeriggio alle 17.30 da Papa Francesco, a fare da cornice alla pubblicazione della Bolla di indizione del Giubileo della Misericordia.
    Dopo la lettura di alcuni brani della Bolla, dal titolo "Misericordiae vultus", davanti alla Porta Santa della Basilica Vaticana, Francesco presiederà la celebrazione dei Primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia, durante la quale consegnerà a sei rappresentanti della Chiesa nel mondo una copia del documento. La festa della Divina Misericordia è legata indissolubilmente a San Giovanni Paolo II, che la introdusse, e al carisma di Santa Faustina Kowalska, che ne fu l'apostola.
    Giovanni Paolo II ci ha lasciato una grande eredità e questa eredità è racchiusa, contenuta nell’atto della consacrazione alla Divina Misericordia che Giovanni Paolo II ha compiuto il 17 agosto 2002 a Cracovia, nella capitale del culto della Divina Misericordia. In questo atto di consacrazione, Giovanni Paolo II chiede che tutta l’umanità, tutti gli abitanti della terra facciano l’esperienza di questa misericordia.
    "Fare esperienza delle Misericordia di Dio – conclude Bart - apre il cuore dell’uomo al Sacramento della Riconciliazione. Questa Misericordia si può toccare con mano e ogni peccatore, ogni uomo emarginato, già condannato umanamente parlando, invece ha la possibilità di rimettersi in piedi e di diventare santo proprio perché la Misericordia di Dio perdona tutti i peccati. E’ bene dirlo che proprio nella Festa della Misericordia, ciò che avverrà poi durante il Giubileo, la Chiesa concede l’indulgenza, il perdono per i peccati, le pene per i peccati commessi, alle condizioni che richiede l’indulgenza della Chiesa".

  • Link al commento Rosa Venerdì, 10 Aprile 2015 inviato da Rosa

    Preghiamo con PAPA FRANCESCO
    Una Preghiera per ogni dito della mano

    1 Il POLLICE è il dito a te più vicino. Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono più vicino. Sono
    le persone di cui ci ricordiamo più facilmente. Pregare per i nostri cari è un "dolce obbligo"

    2 Il dito successivo è l'INDICE. Prega per coloro che insegnano, educano e curano.Questa categoria comprende maestri,professori,medici e sacerdoti. Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione. Ricordali sempre nelle tue preghiere.

    3 Il dito successivo, il MEDIO, è il più alto. Ci ricorda i nostri governanti.
    Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti.
    Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria e guidano l'opinione pubblica.... Hanno
    bisogno della guida di Dio.

    4 il quarto dito è l' ANULARE.
    Lascerà molti sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole,come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte.E' lì per ricordarci di pregare per i più deboli, per chi ha sfide da affrontare, per i malati. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte. Le preghiere per loro non saranno mai troppe. Ed è lì per invitarci a pregare anche per le coppie sposate.

    5 E per ultimo arriva il nostro dito mignolo, il più piccolo di tutti, come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo. Come dice la Bibbia, " gli ultimi saranno i primi ". Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso....Dopo che avrai pregato per tutti gli altri, sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità guardandole nella giusta prospettiva.

  • Link al commento Giancarlo Domenica, 05 Aprile 2015 inviato da Giancarlo

    "Cristo si è addormentato nella morte e si è risvegliato nella Risurrezione perché Dio lo sosteneva" (di Sant’Ireneo)

  • Link al commento AnnaLux Domenica, 05 Aprile 2015 inviato da AnnaLux

    O Signore risorto
    (Don Tonino Bello)

    O Signore risorto,
    donaci di fare l’esperienza delle donne
    il mattino di Pasqua.
    Esse hanno visto il trionfo del vincitore,
    ma non hanno sperimentato
    la sconfitta dell’avversario.

    Solo tu ci puoi assicurare
    Che la morte è stata vinta davvero.

    Donaci la certezza che la morte
    non avrà più presa su di noi.
    Che le giustizie dei popoli hanno i giorni contati.
    Che le lacrime di tutte le vittime della violenza
    e del dolore saranno prosciugate
    come la brina del sole di primavera.

    Ti preghiamo o dolce Risorto,
    strappaci dal volto il sudario della disperazione
    e arrotola per sempre, in un angolo,
    le bende del nostro peccato.
    Donaci un po’ di pace.
    Preservaci dall’egoismo.
    Accresci le nostre riserve di coraggio.
    Raddoppia le nostre provviste di amore.
    Spogliaci, Signore, da ogni ombra di arroganza.
    Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza.

    Donaci un futuro pieno di grazia e di luce
    e di incontenibile amore per la vita.
    Aiutaci a spendere per te tutto quello che abbiamo
    e che sia per stabilire sulla terra
    la verità della civiltà e dell’amore
    secondo il desiderio di Dio.
    Amen.

    *_*

  • Link al commento Adriana Domenica, 05 Aprile 2015 inviato da Adriana

    «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Non è esagerato affermare che in queste parole di Gesù è contenuto il più grande annunzio della storia. Egli, non solo preannuncia la sua gloriosa risurrezione, ma si autodefinisce risurrezione e vita. Significa che nella sua divinità e nella sua umanità è insito un germe di immortalità e una fonte inesauribile di vita. Significa ancora che la sua stessa forza egli la vuole trasfondere nell'uomo come dono, vuole essere il garante della vita e la certezza della risurrezione per tutti noi. È l'annuncio di una vittoria totale ed insperata, una vera e propria rigenerazione dell'uomo, una vita nuova; è il superamento della paura della morte e del chiuso di una tomba e l'apertura piena del cielo e l'indicazione chiara della nostra meta finale. In una preghiera liturgica noi ringraziamo Dio perché ci dona molto di più di quanto osiamo sperare: come è vero ciò quanto riflettiamo sul dono dalla risurrezione e della vita! Il Signore pone una condizione indispensabile perché ognuno possa godere di questi suoi doni: dobbiamo vivere e credere in Lui. Ci vengono richieste le virtù della fede e dell'amore. È l'impegno a vivere in intimità di comunione con Cristo per passare dalla vita alla Vita. Il miracolo della risurrezione di Lazzaro nel contesto, lo leggiamo come un segno ed un aiuto per trovare ulteriore conferma nella fede. Sappiamo già ormai che Cristo è padrone e signore della vita, sappiamo che egli ha in se la forza di far tornare a vivere il suo amico, nel sepolcro da tre giorni e già preda di una incipiente corruzione del suo corpo. Non ci sorprende più che la sua voce, le sue parole abbiano il potere di far tornare in vita: già pregustiamo la gioia ben più profonda di una risurrezione universale e finale che risuonerà il mattino di Pasqua. Questa è la nostra fede, questo è il dono immenso che Dio ci ha fatto, questa è la sorte che ci attende, la vita eterna. Questo vangelo ci offre i motivi fondamentali come anticipazione della gioia pasquale. Nel racconto evangelico vi è un'atmosfera di dolore (nelle due sorelle, Marta e Maria di Betania) e di paura (nei discepoli, soprattutto in Tommaso). I due sentimenti non sono estra¬nei a Gesù: anche Lui prova dolore e tristezza; ma fa vedere nella morte un significato di redenzione e di risurrezione; e chiama la morte «sonno»: «Il nostro amico Lazzaro si è ad¬dormentato, ma vado a svegliarlo». «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». La malattia di Lazzaro non solo rivela Dio Padre, ma rivela anche la gloria divina del Figlio, cioè la sua vittoria sulla morte. «Gesù quando vide Maria piangere si commosse profonda¬mente». San Giovanni è tutto rivolto a guardare il volto di Cristo per leggervi l'alterazione così umana dei suoi linea¬menti: Gesù si turba; Gesù freme; Gesù piange; Gesù alza gli oc¬chi; Gesù grida; Gesù si lascia contagiare dal dolore. Gesù pian¬se: in certe ore le lacrime sono l'unica maniera che ci resta di amare e di pregare. A Betania, Gesù ha dato un valore di¬vino alle lacrime dell'amicizia: «Vedete come l'amava». Gesù era così: fraterno e fedele; sensibile e delicato; assaporava le gioie dell'amicizia; rischiò la vita per testimoniare la sua fe¬deltà agli amici di Betania. Dal suo volto traspariva la luce di Dio-Amore. Lazzaro, amato da Gesù, è malato, muore, è sepolto: tutto è segno della morte totale in cui ci immerge il peccato. II Battesimo (e il suo prolungamento che è la Confessione o Sacramento della Ri-conciliazione) è la potenza di Gesù, che è Risurrezione e Vita. Lazzaro esce dal sepolcro svincolato «dalle fasce e dai lega¬mi della morte» (Sal 115,3) più vivo di prima: così appariva il neo-battezzato quando risaliva dalla vasca battesimale; e co¬sì appare ogni cristiano quando ha ricevuto la grazia sa¬cramentale. Cristo può far risorgere i morti alla Grazia.

    don Roberto Rossi - Vangelo: Gv 11,1-45

  • Link al commento Elena Sabato, 04 Aprile 2015 inviato da Elena

    Maria, donna del sabato santo
    (Carlo Maria Martini, La Madonna del Sabato Santo)

    Il senso del tuo soffrire, o Maria, è dunque la generazione di un popolo di credenti.
    Tu nel Sabato Santo ci stai davanti come madre
    amorosa che genera i suoi figli a partire dalla croce, intuendo che né il tuo sacrificio né quello del Figlio sono vani.
    Se lui ci ha amato e ha dato se stesso per noi, se il Padre non lo ha risparmiato, ma lo ha consegnato per tutti noi, tu hai unito il tuo cuore materno all'infinita carità di Dio con la certezza della sua fecondità.
    Ne è nato un popolo, "una moltitudine immensa... di ogni nazione, razza, popolo e lingua"; il discepolo prediletto che ti è stato affidato ai piedi della croce ("Donna, ecco il tuo figlio": Gv 19,26) è il simbolo di questa moltitudine.
    La consolazione con la quale Dio ti ha sostenuto nel Sabato santo, nell'assenza di Gesù e nella dispersione dei suoi discepoli, è una forza interiore di cui non è necessario essere coscienti, ma la cui presenza ed efficacia si misura dai frutti, dalla fecondità spirituale.
    E noi, qui e ora, o Maria, siamo i figli della tua sofferenza.
    Amen

  • Link al commento Adriana Giovedì, 02 Aprile 2015 inviato da Adriana

    Giovedì Santo - Per riflettere
    La lavanda dei piedi; è la scuola dell'Amore; è il vangelo più eucaristico, perché l'Eucaristia è il massimo dell'abbassamento di Dio; la lavanda dei piedi è un atteggiamento talmente impossibile che solo Dio poteva inventarlo.
    Non credere di poterci riuscire da solo.
    Tutto si gioca su un'umiliazione; le umiliazioni sono le cose più preziose che abbiamo; stiamo parlando un linguaggio incomprensibile al mondo, siamo al Giovedì Santo. Qui non si parla di servizi da vetrina, ma di servizi non gratificanti. Un servizio che si venga a sapere, con il rischio che qualcuno ti lodi, perde i connotati della lavanda dei piedi.
    Non credere di lavare i piedi quando servi i poveri, ma quando fai, senza farti accorgere, un lavoro noioso che toccherebbe a un altro, senza brontolare o farlo pesare. Quando fai un servizio a uno che soffre molto, non credere di lavargli i piedi, è lui che lava i piedi a te.
    Lavi i piedi quando sei umiliato ingiustamente, o quando qualcuno ti butta in faccia un difetto in malo modo e tu non ti ribelli, ma accogli con umiltà la verità da qualunque parte venga, anche se detta senza carità.
    Lavi i piedi quando sopporti con pazienza una persona indigesta.
    Lavi i piedi quando per amore del Signore non ti risparmi, accettando qualsiasi lavoro, senza che qualcuno si accorga, senza ricevere approvazioni o ringraziamenti.
    Colui che lava i piedi è uno schiavo, e dunque uno senza diritti; per cui tutto quello che riceve, lo riempie di stupore e di gioia.
    Lavare i piedi è schiavitù per amore.
    Per questo senza la grazia divina è un atteggiamento impossibile all'uomo.
    Il lavare i piedi se è autentico, non è episodico, ma dura tutta la vita.

  • Link al commento Rosa Martedì, 31 Marzo 2015 inviato da Rosa

    Il cuore dell'uomo desidera la gioia.
    Ma qual'è la gioia che il cristiano
    è chiamato a vivere e a testimoniare?
    E' quella che viene dalla vicinanza di Dio,
    dalla sua presenza nella nostra vita.
    Quando prego Dio respira in me.
    La preghiera è il respiro dell'anima:
    è importante trovare dei momenti nella giornata
    per aprire il cuore a Dio, anche con semplici
    e brevi preghiere. Non occorre più cercare altrove:
    Gesù porta la gioia a tutti e per sempre.

    Papa Francesco

  • Link al commento Giancarlo Giovedì, 26 Marzo 2015 inviato da Giancarlo

    QUANDO SCENDE LA SERA

    A sera congiungi le mani,
    come i petali di un fiore
    dopo un giorno di sole .
    Sotto il manto di Maria
    trova il riposo .
    Imita gli uccelli che portano
    il cinguettio del giorno
    sotto le ali delle foglie,
    fino al risveglio.

    Rosalia Sanfilippo

  • Link al commento Giancarlo Mercoledì, 25 Marzo 2015 inviato da Giancarlo

    Enrico Petrillo ( marito di Chiara ) a Radio Vaticana : ... per arrivare al Signore non devi né correre né camminare troppo piano: devi avere un passo costante, continuo e soprattutto sul presente, perché la stanchezza viene se pensi al passato e al futuro, mentre se tu cammini pensando soltanto al piccolo passo possibile che tu ora puoi fare, a un certo punto arrivi alla meta e dici: “Sono già arrivato! Incredibile, Signore ti ringrazio!”.

  • Link al commento Giancarlo Mercoledì, 25 Marzo 2015 inviato da Giancarlo

    Siamo nati e non moriremo mai più .
    Chiara Corbello Petrillo .

  • Link al commento AnnaLux Giovedì, 19 Marzo 2015 inviato da AnnaLux

    PREGHIERA ALLA REGINA DELLA PACE

    Vergine Santa!
    Regina della pace!
    Tu hai portato nel grembo
    il Figlio di Dio: a Te Egli non può dire di no.
    Ottienici, o Madre, il dono della pace
    Genera sentimenti
    e propositi di pace
    in tutte le famiglie del mondo!
    Sii, con la tua potente intercessione,
    Madre della nostra pace! Amen.

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